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Parla per la prima volta
il boss dei boss,Riina.
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Intervista video shock
sui misteri della Mafia
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Da Salvatore Giuliano a Bernardo Provenzano.
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Il racconto del padrino - archivio di Cosa Nostra. |
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Che Riina sia il padrino dei padrini-a parte l'astro sempre
più luminoso di Bernardo Provenzano- Sono in tanti
a saperlo,in pochi però si rendono co nto che il Riina
storicamentepiù decisivo non è Totò ,una
sanguinaria quasi robotica macchina da morte,ma suo zio Giacomo,Zù
Jacopo, una delle menti più Sofisticate,insondate,e
forse diaboliche del nostro tempo.
L'intervista che tempo fa,non moltissimo fa,mi concesse in
video fu la prima e ultima che abbia mai concessa,e la cosa
giornalisticamente mi inorgoglì perchè se anche
a concederti l'intervista in esclusiva è il demonio
,sopratutto poi se è l'unica della sua vita,nei confronti
del Demonio sei tu che sei in debito,sei tu che devi essere
grato.
Quest'uomo così terribile che tutti coloro che l'hanno
importunato nel suo confino dorato a Budrio poco dopo sono
morti,si chiamassero capitano Basile (uno dei veri James Bond
dell'Arma) giudice Ciaccio Montalto oppure giudice Borsellino,questa
sorta di sinistro archivio vivente della Mafia a cui la storia
della stessa ha sempre chiesto consiglio e riparo-da Salvatore
Giuliano allo stesso Provenzano- perché dopo averle
rifiutate per tutta la vita abbia concesso a me la sua unica
intervistà per di più in video io non l'ho mai
capito del tutto.
Forse perché giunto ai novanta, nonostante la vitalità
di un vampiro arzillo che una cosa dice e cento ne adombra,
sapeva di non averne per molto e guardandosi attorno io ero
il giornalista meno catalogabile che avesse a portata di mano.
Forse perché aveva saputo che il Venerabile Licio Gelli
a "dimostrazione"che noi americani non lo avremmo
ucciso aveva voluto che lo abbracciassi. In foto. (E infatti
sorprendentemente il Padrino dei Padrini mi chiese la stessa
cosa.) Forse perché
di certo ci fù che
quando su un mio cellulare riservato quasi quattro anni fa
il segnale squillò l'intervista non mi venne offerta,mi
venne ordinata.
"Dottore
(sempre formalissimi i grandi boss) Sono zù Jacopo.
L'aspetto domani a Budrio alle undici."
Che io avessi qualcos'altro da fare non venne neanche preso
in considerazione, un po' come un eroinomane - tale era lo
scoop - a cui venga offerto gratuitamente per il giorno dopo
un quintale di droga.
Perché
poi questo scoop io l'abbia tenuto chiuso nel cassetto per
anni il videolettore forse lo sa già. La riduzione
del video in scrittura avrebbe comportato il solito taglia
e cuci da parte dei tiramenti del direttore di Turno, i soliti
box bizantini
e soprattutto impedito di leggere l'ipertesto
profondo dell'intervista:questa maschera espressiva del Padrino
(anche se male parlava quasi dieci lingue e aveva letto migliaia
di libri:nei lunghi anni di detenzione non a caso aveva sempre
chiesto in carcere di lavorare in biblioteca) che a stento
riesce a tenere tre o quattro ammiccamenti sotto controllo
sottolineando ogni tanto ira, allegria, perplessità,
blandizie, minaccie con delle improvvise manate sul tavolo
barocche come fonetiche pistolettate con una espressività
degna del miglior Fo o del miglior De Niro.
Il videolettore attento noterà, forse rimproverandomelo,
che spesso nell'intervista più che un giornalista aggressivo
io sembro il suo avvocato,a volte un corleonese entusiasta.
Certo non sono stato in grado di apostrofarlo con frasi alla
Fallaci: "Lei,sudicio maiale sanguinario!verro sordido
ingozzato dalla morte di innumerevoli poliziotti e magistrati!e
fors'anche bambini!" Ma parte farlo in mezzo a una dozzina
di guardiaspalle che ci seguivano come ombre e che mi hanno
sempre scrutato con il rispetto che un famelico branco di
caimani avrebbe per un canarino comodamente sdraiato sul loro
naso si sarebbe richiuso a riccio e non ne avrei cavato nulla.
Invece io non l'ho trattato da imputato di Cosa Nostra. L'ho
trattato da Tucidide della mafia. E lui ne era veramente lo
storico. E' solo in questo modo che ho potuto chiedergli della
gente che andava a interrogarlo e poi moriva.
E di cose traumatizzanti, credo, ne dica.
Navarra informatore di Dalla Chiesa, la conoscenza con lo
stimatissimo giudice Di Pisa, Contrada discolpato (ma Vittorio
Mangano chiaramente confermato nel suo ruolo non di stalliere
ma di importante Uomo d'Onore) Totò Riina e Bernardo
Provenzano trattati come candidi scolaretti - dà la
misura del personaggio - la massoneria antagonista alla mafia
.forse
la perfidia maggiore la raggiunge quando ridicolizza le capacità
d'interrogatorio di un grande giudice come Borsellino
.e
non c'è data lontana, peronaggio minore, dettaglio
infinitesimale, codicillo al curaro che egli non ricordi,
focalizzi, ponga nella giusta casella.
Lui che ovviamente cosa sia la mafia non sa.
Giacomo
Riina è morto più di un anno fa ma come tutti
i draucula prudenti ha saputo quando lasciare il suo testamento.
Non potrò mai scordare che nei tre mesi che ha voluto
essere portato al ristorante prima di fidarsi di me mai, dico
MAI, sono riuscito a pagare il conto, né a Budrio né
a Bologna.
Ma non perché me lo pagasse lui, ma perché non
volevano essere pagati i ristoratori, e per quanto mi sforzassi
di spiegare che il Don non avrebbe certo considerato una mancanza
di rispetto il dover pagare conto erano loro che ,non richiesti,
volevano esprimerglielo! Alla faccia che la mafia è
una battaglia vinta.
Ho visto con i miei occhi noti ristoratori ringraziarlo per
la presenza, baciargli le mani, inginocchiarsi, donne ancora
giovani e belle chiaramente offrirglisi. Lui le dirottava
a me che a quel punto iniziavano a chiamarmi "Voscienza"
e a baciare le mani a me come se fossi io il nuovo Delfino.Incredibile.
Potessi
scrivere quello che mi confidò nei momenti in cui non
registravo riscriverei veramente molti capitoli nella storia
della Sicilia. Purtroppo però, come ammoniva il grande
storico Delio Cantimori, è troppo facile e si scrive
già fin troppo con lo squallido inchiostro delle illazioni.
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"L'ARTE
MODERNA?IN GRAN PARTE UNA PRESA IN GIRO."
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Intervista a Leonardo Cremonini,il più
grande dei figurativi viventi." |
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GIORNALISMO
E SPIONAGGIO. DENTRO I SANTUARI: tragedia e squallore.
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(Cristiano Lovatelli Ravarino lancia una prima
sonda negli inconfessabili
.:: buchi neri dell'informazione...
Giulietto Chiesa e la CIA, le offese mai
.:: dette a Calipari,i
fantasmi sanguinari di Ennio Remondino,
.:: Maurizio T orrealta
bounty- killer del sisde, i furti di Franco Bechi,
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e persino veri giornalisti spia...) |
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MERAVIGLIOSO
INSOPPORTABILE CAMERUN.
.:: (Una nuova rubrica:Paradisi
Smarriti.
.:: Per le grandi firme
che non scrivono più, per quelle che saranno
forse grandi e
.:: nessuno conosce.) Nel
paese simbolo dell'Africa a cavallo più di un
.:: mito che di una moto. |
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Cattura
i demoni e non è una metafora. Guarisce con la
mente e la scienza,
.:: nonchè
la Gazzetta Ufficiale, confermano.
.:: L'incredibile
caso del dott. RICCARDO ARONE DI BERTOLINO. |
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Il nuovo Picasso?
Di certo meglio di Morandi.
.:: Nei
boschi di Rubiera sono rinati Caravaggio e Van Gogh.
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Il mistero,
falso, dei veri disegni di Francis Bacon |
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Il Carnevale
di Venezia e i suoi labirinti |
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