Per chi pensa che i misteri del Pontormo siano altrettanti importanti di quelli del Pentagono....
CRISTIANO LOVATELLI RAVARINO NEWS
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.:: GIORNALISMO E SPIONAGGIO. DENTRO I SANTUARI: tragedia e squallore.
I giornalisti,si sa,sono le uniche spie autorizzate ad esserlo.
Lo insinuava con i suoi fulminanti occhi porcini il generale dello SVR- il controspionaggio russo- Yuri Kobaldze (mitico come facevo imbestialire durante le conferenze stampa Bill Harlow, il portavoce della CIA sotto Clinton) lo ammetteva a denti stretti l'ex capo del sismi ammiraglio Fulvio Martini nel suo libro di memorie torvo e presentuoso come lui "Nome in codice: Ulisse", se ne rammaricava con il sottoscritto il colonnello Pandolfi - uno dei migliori investigatori dell' Arma - :"Cioè,non ho capito Ravarino. Io rischio la vita per una indagine... durante la stessa vado a chiedere documenti a un Procuratore della repubblice e lui siccome magari è di magistratura democratica mi tratta con diffidenza e non si sbottona di un millimetro.
Ci vai tu e con la tua faccia di tolla e la tua capacità di narcotizzare con le parole riesci a insinuarti nel segreto istruttorio.
Ti pare giusto?"

Non sarà giusto ma questo è il gioco delle parti : anche se a volte è molto difficile capire cosa davvero significhino le carte in tavola.
Giorgio Zicari era uno straordinario giornalista investigativo con fonti attive dentro mezzi servizi segreti europei ( e non ci credo fosse solo opera della P2) solo che a un certo punto le indagini si mise a farle in proprio, o meglio, per i servizi-la famosa vicenda dei microfoni nascosti con cui cercò di registare i suoi incontri con terroristi come Carlo Fumagalli e Gaetano Orlando -e da giornalista retrocesse a "spia" : spia peraltro maltrattata dagli stessi servizi ...vedi le minaccie subite del generale Palumbo per il suo legame troppo stretto con il giudice Palombarini .
Il povero Zicari, i colleghi regolarmente scavalcati non stettero nella pelle pur di fargli terra bruciata attorno,-(in Italia si sa il velinaro è sacro, l'investigatore in proprio quasi un delinquente) fu costretto a cambiar mestiere e a lavorare come impiegato all'AliItalia e credo ,un pò tristemente., come portavoce del gruppo Monti.

Altri, perlomeno secondo Gianni Cipriani nel suo libro della Sperling & Kupfer "Storia dello spionaggio in Italia dal dopoguerra ad oggi" ,hanno contiuato a fare la spia tranquillamente come negli anni settanta Achille Maria Rinieri, ex Avvenire e poi sede RAI di Milano, anche perchè vestiva i panni più miserabili ma più invisibili dell'informatore-disinformatore specializzato soprattutto su alcuni bersagli di sinistra : il giudice Ciro De Vincenzo,Marco Ligini,che coordinò l'equipe del libro di controinchiesta "La Strage di Stato,il decano della giudiziaria dell'Unità Ibio Paoulucci.
(Non prendiamo qui in considerazione la lista Mitrokin,tale è il fetore che ne emana,con spire che hanno cercato di avvolgere straordinari maestri del mestiere come Sandro Viola accusato di avere "contatti ravvicinati"con diversi esponenti sovietici di rilievo: ma cosa caspita avrebbe dovuto fare un grande sovietologo come lui?frequentare le badanti moldave?)...

Altri disegnano categorie bizzarre, come Maurizio Torrealta che si mette a spiare le spie,anzi cerca di incastrarle -non a caso viene da esperienze movimentiste radicali-con metodi che potrebbe essere giudicati da sordido figlio di puttana o da scaltra primula rossa antibarba- finta, giudicherà il videolettore.
Il povero Riccardo Malpica era capo del sisde ed era agli arresti domiciliari nella sua villa di Anzio con la assoluta proibizione di rilasciare dichiarazioni....parliamo di una persona che verrà sostanzialmente prosciolta da tutte le accuse più gravi ma che in quel momento è agli arresti domiciliari "stretti"....in pratica anni di galera se violi il segreto istruttorio... lo spiega urbananamente sulla soglia di casa circondato da decine di meravigliosi gatti(si può pensare sia un mostro chi vive amato da decine di meravigliosi gatti?) a Torrealta il quale facendo finta di capire perfettamente e garantendo che la telecamera è spenta non solo la tiene accesa ma addosso ha un microfono con cui registra di nascosto "l'intervista"...poi fionda su Rai 3.....il suo"scoop".Se il gip Terranova con molta saggezza non avesse fatto da argine ad un imbelvito giudice Frisani l'ex capo del sisde si sarebbe fatto altra galera,non per colpa di quello che NON aveva fatto,ma per colpa di Torrealta. E lo chiamano,a sinistra , giornalismo investigativo. Anni dopo Torrealta avrebbe assaporato l'acre odore dei suoi stessi metodi: svolge indagini sulla uccisione della collega Ileana Alpi-queste sì eccellenti-al punto che la commissione parlamentare presieduta dall'avv. Carlo Taormina lo interroga come amareggiato specialista della materia.
Risultato: la commissione parlamentare ordina la perquisizione di casa Torrealta e della redazione in cui adesso lavora, Rai News Il tutto,sia l'agguato a Malpica sia quello subìto ,sotto il sostanziale silenzio dell'Italia della seconda repubblica.
Ricordo quando anni fa mi intervistò per Samarcanda di Michele Santoro-devo dire in modo corretto-sotto i portici di via Cartolerie a Bologna . Alla fine, in modo inopinato, mi chiese di poter collaborare con la Cia(non si capisce dall'alto di quale autorità avrei potuto farlo assumere)perchè sosteneva che un giornalista che non si confronti con l'intelligence americana non ha spessore. Il che probabilmente è vero.. ma almeno lo avesse chiesto in modo educato!Chiedere di poter collaborare con la Cia è come chiedere di poter dormire nell'anticamera del Papa. Forse se doni un Raffaello ai Musei Vaticani ci riesci. Forse se porti inedito materiale esplosivo sulle brigate rosse-è un esempio simbolico-ci riesci.
No,Torrealta lo chiese in modo democristiano .Come favore clientelare. Forse non a caso il rumour su di lui più ricorrente è che la fidanzata psicanalista serba lo abbia lasciato per il suo capoufficio di allora,Michele Santoro,ma perlomeno questo è ingiusto anzitutto perchè Sania Padgajsky , la futura signora Santoro, non era UNA psicanalista serba ma una psicologa croata laureata a Roma (sua madre si è risposata con un industriale della riviera) ed era semplice amica di un suo fratello esperto di nautica che la presentò al mitico conduttore del Rosso e il Nero.
Ricordo un altro fratello di Torrealta, scrupoloso corrispondente del Manifesto da Bologna, morto tragicamente annegato pare nel suo stesso vomito nella sua isolata villa di Minerbio - soffriva d'epilessia - che quando mi incontrava simulava l'alzabandiera come se io fossi il vero (oscuro ovviamente) ambasciatore degli Stati Uniti in Italia... ad ogni strage od omicidio incontrandomi mi afferrava quasi per la gola e con gli occhi sfigurati dall'indignazione esplodeva tutto d'un fiato: "Maledetti... americani maledetti... chi è stato, avanti: CHI E STATO!? IO NON HO PAURA!!"
"Ma non abbastanza soldi" gli replicavo lasciandolo a rimirare gli equivoci abissi della mia risposta.

Chi invece con la Cia ha rapporti pur essendo il simbolo del giornalista comunista puro e duro è Giulietto Chiesa che alla Cia ha tenuto persino conferenze - fatto che egli ammette tranquillamente - (non so se pagate, in genere lo sono) nonostante ne sia uno dei critici più attenti e informati diciamocelo: un grande.
Tutti a credere che fosse il principale collaboratore mediatico del KGB a Mosca - che anzi lo detestava - e lui va a Langley e dintorni a spiegare in modo raffinato agli esponenti della Cia perchè sono sostanzialmente delle teste di cazzo (il discorso l'ho letto): il coraggio a Chiesa di certo non manca, d'altronde come diceva Hugh Montgomery (torneremo sul grande Hugh: uno dei casi, non rarissimi, in cui l'esponenete dell'intelligence si evolve fino a diventare un diplomatico internazionale o perlomeno una persona in grado di dire al Presidente degli Stati Uniti di turno: "O fai così o fai la fine di Kennedy o di Nixon...") :
"Sempre meglio un nemico informato che un alleato senza notizie."

Il caso di Giulietto Chiesa è tipico, un pò - se non se ne ha a male - mi sono sempre sentito come lui.
Non condivido quello che scrive ma solidarizzo con un ruolo quale ad ambedue è stato attribuito a lungo che era l'esatto opposto della realtà. A Mosca il suppongo inconsapevole tramite privilegiato del KGB non era Chiesa, era Carlo Rossella. Gli scoop finivano regolarmente a Panorama (non significa che Rosella fosse del KGB ovviamente) non all'Unità. E del povero Chiesa - considerato uomo di Berlinguer - quindi un pericoloso revisionista - il KGB chiedeva semmai l'espulsione. E' vero che di colpi giornalistici Chiesa ne faceva ma erano scoop deduttivi, dovuti al perfetto conoscimento dell'apparato del partito comunista italiano la cui mentalità ritrovava tale e quale a Mosca prevedendone, a volte, le mosse.

"Non erano indiscrezioni, erano analisi" ammette lo stesso inviato comunque amatissimo in Russia dalla gente per la sua somiglianza con Stalin.
La mia grande"deep throat" nella Cia è sempre stata in realtà la libreria della John Hopkins a Bologna-la città della mia povera mamma italiana- la più rifornita di testi americani d'europa....allaorchè,allargando magari l'orizzonte,creavo un pò di sconquasso all'Università americana di Bologna venivo aggredito dai miei stessi concittadini, coloro che avrebbero dovuto in realtà difendermi.....quando il di allora responsabile Sthepen Low mi vide sui giornali mettere in discussione alcune rogatorie comuniste mi aggredì grottescamente durante una conferenza impedendomi di assistere a una lectio magistralis di...Renzo Imbeni! Con la sua faccia da tacchino spelacchiato e gli occhi che sembravano decollare insanguinati nell'orbita pericolosa di chi teme gli stia compromettendo la sua (mediocre)carriera mi starnazzò nel suo italiano sbilenco:" Noi NO fare politica!Noi NO politica!"(ma alla Hopkins di cosa si occupavano: di come si fa la pizza napoletana ?) e per un pelo non mi rifilò un sonore ceffone.E si vantava di aver lavorato per il Dipartimento di Stato....(che per me è come la Medina:evidentemente anche nei sacri luoghi americani a volte officiano diaconi con disturbi mentali ..)e questo senza battere ciglio che alla Hpkins avesse lavorato una spia,sembra,dei russi come Ruggero Orfei e scandalosamente ci lavora ancora un pericoloso antiamaericanista come il prof. Gianfranco Pasquino che unisce una grande preparazione culturale a un odio talmente ventrale per noi americai che anni fa dichiarò al Gramasci in una conferenza interna(conservo gelosamente il nastro)"L'americano è strutturalmente un popolo così cretino che potrei preconizzrvi senza tema di smentita come voteranno per i prossimi cinquant'anni."

Per carità ,ognuno ha le sue idee, ma noi uno COSI' lo facciamo lavorare nella culla europea della futura diplomazia statunitense?? ricordo una memorabile cena a villa Albergati a Zola Predosa offerta dalla Regiome Emilia Romagna- con molta lungimiranza devo dire-ai maggiori costituzionalisti americani dove casualmente capitai in un tavolo accanto alla sua ex moglie.Le chiesi spiegazioni sul comportamento di suo marito." Non conosco il caso,mi replicò,ma da uno come come il mio ( per fortuna ex ) mi aspetto qualunque cosa.Lei non può capire che piacere mi dà non essere più la signora Pasquino..." Cosa c'entra questo con lo squallido antiamericanismo di Pasquino'Nulla,ma a me fa piacere che a un simile portatore d'odio non tutte vadano bene.

A proposito di Dipartimento di Stato e di Giulietto Chiesa però..... un conto è che la Cia sia talmente sofisticata da ospitare per una conferenza un nemico ideologico, un'altro è che il Dipartimento di Stato sia talmente ingenuamente democratico da farsi infiltrare dallo stesso.Sì, perchè o Giulietto Chiesa è un mitomane -il che escludo- oppure può tranquillamente sostenere di avere di avere fonti attive al suo interno( cfr."Schiaffi all'Europa ",Avvenimenti, 21 Marzo 2005) ovviamente non gentili verso la dirigenza americana.(ma devo dire neanche particolarmente offensive ,quella citata in questo articolo ad esempio faceva stupire il presidente Bush della reazione negativa europea alla nomina di Paul Wolfowitz (fino poco prima numero due Pentagono!segnala inorridito l'ex corrispondente da Mosca): può darsi il Dipartimento di Stato sia così sofisticato-lo dò anzi per scontatato-da "controusare"Chiesa per dare un apparente spazio di dibattito agli eventuali dubbi della CEE.... nel caso invece qualcuno si fosse distratto segnalo che Chiesa.rivelandosi un ottimo politico-anima segreta di molti giornalisti della sinistra-è stato nominato grosso modo sottosegretario agli scambi commerciali internazionali alla Comunità Europea e quindi -considerando come si muovevano certi suoi predecessori come l'ex sindaco comunista di Bologna europarlamentare Renzo Imbeni nel tentare di indebolire il Patto Andino cioè la scelta preferenziale dei prodotti e dei prezzi nei confronti della genitrice America a vantaggio del mercato europeo(parliamo di danni eventualmente per centinaia di migliaia di milioni di dollari)io non sottovaluterei affatto la cosa.
Parliamo di uno straordinario giornalista ma anche di un fanatico ideologico,che fu diffamatorio definire pedina occulta del KGB(anche se non escludo che la cosa lo abbia divertito)ma che tratteggia caricaturalmente l'America(cfr recente intervista a Marcello Pamio www.disinformazione.it) come il nuovo Impero del Male pronto a liberarsi persino della NATO come di un inutile scarto e di fare persino dell'Europa grosso modo una futura grande Iraq se non si accoderà ,supina e servile, a ogni suo immanente egoismo macroeconomico.
Può sembrare grottesco io tratteggi-pur nella stima deontologica-Chiesa come un pericolo ma mi ha sempre spaventato un tratto luterano- calvinista di noi americani per cui comunque bisogna dire la verità,anche quando danneggia la Nazione.
Mi permetto rispettosamente di pensare che quando danneggia la Nazione la verità non bisogna dirla.
Faccio un esempio banalissimo.Se uno scopre il nome dell'attachè militare dell'ambasciata americana a Roma-riuscirci è una cosa assai complessa e difficile ma non è del tutto impossibile-e gli telefona in un ufficio chiedendo al segretario di turno "E' questo l'ufficio di WZX?""Ti sentirai rispondere: "Sì questo è l'ufficio di WZX ..,posso aiutarla?" Vi rendete conto l'uso che può fare un terrorista intelligente che parli bene l'inglese di una simile conferma?Non dico che si debba fare come al Sismi dove fino poco tempo fa se uno telefonava a Palazzo Braschi per parlare con qualche funzionario ti rispondevano "il Sismi non esiste" ma magari un pò più di prudenza....ecco perchè, dico ,che la apparente vanterìa di Chiesa che telefona al Dipartimento di Stato per farsi aiutare a denigrare il Dipartimento di Stato non è del tutto incredibile .


Uscendo dalla fantascienza torniamo a quella microclasse di giornalisti che non sono stati vere spie ma non hanno esitato a ricorrere al più rozzo ma efficace metodo dello spionaggio(il furto di documenti) pur di fare un colpo giornalistico...se ne è vantato di rececente con il sorriso sulle labbra il direttore del Tempo Franco Bechi con quello straordinario intervistatore di Claudio Sabelli Fioretti sul Magazine del Corriere della Sera ......"Quando ero caporedattore di Milano -Finanza entrai nell'ufficio di Castellari direttore generale delle Partecipazioni Statali, quello morto in circostanze strane...poggiai delle cartelle che avevo con di me su alcune che avevano la scritta Enimont e alla fine presi tutto e me ne andai.""Sei praticamente un delinquente" gli fa eco finto-scandalizzato-compiaciuto Sabelli."Facevo cose terribili" si vanta come un ragazzino terribile Bechi....(è un tipo di di tentazione sottrattiva a fini di scoop a cui in effetti pochi abbiamo resistito ma ci vorrebbe un grande psicanalista per spiegare come mai uno che che sprovvedutamente, ma anche abbastanza eroicamente, come Zicari che cercò di collaborare con i servizi da patriota-mi scuso per l'enfasi-è solo un orrendo topo di fogna da schiacciare, perlomeno nel distruggergli la carriera giornalistica , chi come Bechi-o come tutti noi- ha rubato pur di carpire il sanguinario Graal dell' inedita notizia se ne può addirittura fare vanto.

Forse perchè in Italia quasi nessuno è riuscito a fare la spia,ma quasi tutti sono riusciti a diventare dei ladri.

Poi ci sono giornalisti che non sono certo spie ma non lo sono al punto da non disdegnare di contribuire a farle ammazzare-senza cattive intenzioni ,per carità-come Luca Fazzo, splendido amanuense dei magistrati milanesi ai tempi di Tangentopoli , che -come sottolinea giustamente inorridito Renato Farina condirettore di Libero- su Repubblica scrive nome e cognome del funzionario del sismi sopravvissuto al tragico incidente in cui morì Calipari e non solo...temendo forse di non bruciarlo abbastanza...ne dà anche il nome di copertura (!) e questo in un contesto informativo in cui pressochè la totalità dei media italiani si erano ben guardati dal commettere un simile errore ..."Che razza di scoop-sottolinea Farina in modo sacrosanto- è fornire le generalità di uno che in fondo sta versandso il sangue per tutti noi?!"

Se si aggiunge poi - continua Farina, che Repubblica scopre improvvisamente che gli 007 italiani sono tutti santi ed eroi alla Calipari- il che è di sicuro esagerato -mentre fino a poche ore prima erano sempre descritti come una banda di assassini a vuoto,depistatori perenni, e alla bisogna stragisti -il che è sicuramente falso- si può arguire il lezzo che si è levato dalle pagine della stampa italiana durante la santificazione strumentale del povero Calipari(non ero sul posto e non sono uno spcialista ma segnalo due elementi su come sia improvviso il crollo del coraggio intellettuale quando i due pianeti del giornalismoe dello spionaggio entrano in orbite ravvicinate come in questo caso........la Sgrena -che davvero è stato assai ingeneroso accusare di essersi soffermata TROPPO a parlare con la gente in una moschea- non solo fa parte di quella cerchia non amplissima di giornalisti che hanno spessore storico-sociologico ma AMA la popolazione irachena ,se non altro perchè soffre, non è li per far cinismo informativo...è diverso...peraltro nella sua prima intervista dall'ospedale ammette con franchezza che Calipari le stramazza addosso perchè fulminato- non perchè protettivo-non ne avrebbe avuto materialmente il tempo....tutto il suo comportamento è stato eroicamente protettivo ma persino la Sgrena si può supporre capisca di doversi allineare alla retorica nazionale con quell'ultima pennellata di colore- bella,commovente,ma probabilmente irrealistica di un Calipari più veloce di u n proiettile nel capire quello che stava succedendo...e sempre a proposito di retorica nazionale tutti si indignano perchè il Washington Times esprime dubbi sulla velocità della macchina ma nessuno ha il coraggio di offendersi fino in fondo... infatti la rivista-lo sottolineo con dispiacere-descrive Calipari in modo irridente come un cowboy che creda di muoversi da novello 007 in un film di James Bond.....siamo a quasi a livello di rottura diplomatica...(l'unico ad accennarvi, ma anche lui in modo molto soft ,è il solito attentissimo Cipriani )...io non so-o perlomeno non mi interessa parlarne-se il Washington Times sia davvero il sofisticato house- organ mediatico della Cia, intuisco però che da troppi decenni a Langley si viene insultati da veri e proppri topi di fogna nascosti nelle vesti di giornalisti e politici di un certo tipo che hanno invitato intere generazioni nel sordido teatrino delle proprie balle e delle propri fantasie fidando sul fatto che la CIA - a differenza dell'ultimo assessore permaloso-non querela...... chi è consapevole di questo a volte può avuto soprassalti iconoclasti che magari alludevano a qualche nervo scoperto ma che in questo caso, comunque, non era la polemica giusta...non è prendendosela con il comportamento operativo di Calipari-comunque da medaglia- che si ristabiliscono gli equilibri....interessante comunque notare un certo donabbondismo dell' orgoglio ferito nazionale anche quando avrebbe avuto tutti i diritti di imbelvirsi per l'oltraggio del Washington Times... anche perchè forse oltre al lancio delle agenzie non l'ha letto nessuno....molti più gratificanti le cronache alla Tracy Wilkinson del Los Angeles Times che davano ampio spazio alla sensazione della Sgrena-la cui esasperazione è comprensibilissima- che qualcosa o qualcuno volesse sabotare questo salvataggio che imbottiva di miliardi i terroristi....anche se qualunque generale lo ordinasse diventerebbe immmediatamente ricattabile da chiunque nella catena di comando non fosse d'accordo...ecco mi chiedo in questi casi come fanno ,dato che non credo all'allusione che ne genera una sempre più distruttiva....

Ci sono infine,per concludere provvisoriamente,i giornalisti che si improvvisano agenti segreti ma il più delle volte riescono solo a far emergere della spazzatura caricaturale-in buona fede per carità-che solo in Italia può venire presa sul serio...tipico esponente un giornalista alla Ennio Remondino di cui la tv di stato mandò la insensata intervista a un mitomane come Richard Brenneke (con tanto di maglietta CIA sul panzone )che delirava di P4 P5 e soprattutto ...P7(la più pericolosa, a suo dire)condannato più volte negli Stati Uniti per delirio diffamatorio(ma questo Remondino si è ben gaurdato dal rimarcarlo) che ha giustamente innescato l'indignazione di Cossiga.....Remondino dicevo è innamorato di questa CIA da fumetto grossolano al punto da cercare di orientare le indagini tipo Ustica con documenti esilaranti che provengono sempre da agenti della CIA o caricaturali o invisibil i(come nel caso in questione) .
In questo caso i magistrati di Ustica (che con me si sono comportati in modo indegno,ma ne parlerò la prossima puntata) non hanno avuto difficoltà a rilevare i controsensi del falso marchiano portato dall'informatore Remondino come una sorta di bomba termonucleare informativa. Non esiste la qualifica "Cosmic" su questo tipo di documenti(semmai"Cosmic Top Secret"),non esiste la qualifica"Restricted Circulation Cosmic" ,non esiste la dicitura ACC/SOPS nei documenti Nato....non esiste la città Nymiga(semmai:Nimega)nei Paesi Bassi dove Remondino avrebbe incontrato l'agente segreto fellone(aveva anche lui una maglietta con sopra scritto CIA?Tanto per riconoscersi...) ma sono i contenuti ad essere sublimi....Senzani ,l'ideologo delle br, ovviamente era un agente di Langley...Dalla Chiesa aveva scoperto la verità su Ustica ma all'ultima curva era stato bloccato.Da chi?ma da Andreotti ovviamente, scherziamo?Chi altri se no?Remondino,diciamocelo,è anch'esso un martire.Non c'è figura improponibile di cui le circostanze non gli facciano sperare sia depositario delle verità ultime...come un certo Oswald Lewinter anch'esso presentato da Remondino come agente della CIA tramite diabolico tra la stessa e la P2 in America ( ò ma Remondino è proprio fissato....) e che invece Francesco Pazienza nelle sue informatissime -e credibili devo dire- memorie "Il Disubbidiente,Longanesi 99"dimostra non essere altro che un provocatore-informatore della polizia nelle carceri del Metropolitan Correctional Center.....

Adesso finisco di abusare della pazienza del lettore on line dato che la prossima puntata sarà, almeno spero ,anche più intrigante.In effetti parlerò di un mio zio di cui si è molto vociferato ,Igor Markevitch, e se sia possibile - come ha alluso di recente Dagospia - che Moro fosse nascosto a Palazzo Lovatelli, cioè il palazzo dei miei nonni.
Ma soprattutto del più sofisticato giornalista-agente della CIA( così finalmente i Remondino sono contenti!) che sia mai apparso negli ultimi trentanni, perlomeno secondo alcuni analisti americani.
Non parlo del molto spesso vociferato Bruce Van Voorst (Chief National Security correspondent per il Time Magazine) ma proprio di lui,Bob.
Bob Woodward.

(CONTINUA.................) Cristiano Lovatelli Ravarino.

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