I giornalisti,si sa,sono le uniche spie autorizzate ad esserlo.
Lo insinuava con i suoi fulminanti occhi porcini il generale
dello SVR- il controspionaggio russo- Yuri Kobaldze (mitico
come facevo imbestialire durante le conferenze stampa Bill
Harlow, il portavoce della CIA sotto Clinton) lo ammetteva
a denti stretti l'ex capo del sismi ammiraglio Fulvio Martini
nel suo libro di memorie torvo e presentuoso come lui "Nome
in codice: Ulisse", se ne rammaricava con il sottoscritto
il colonnello Pandolfi - uno dei migliori investigatori dell'
Arma - :"Cioè,non ho capito Ravarino. Io rischio
la vita per una indagine... durante la stessa vado a chiedere
documenti a un Procuratore della repubblice e lui siccome
magari è di magistratura democratica mi tratta con
diffidenza e non si sbottona di un millimetro.
Ci vai tu e con la tua faccia di tolla e la tua capacità
di narcotizzare con le parole riesci a insinuarti nel segreto
istruttorio.
Ti pare giusto?"
Non
sarà giusto ma questo è il gioco delle parti
: anche se a volte è molto difficile capire cosa
davvero significhino le carte in tavola.
Giorgio Zicari era uno straordinario giornalista investigativo
con fonti attive dentro mezzi servizi segreti europei (
e non ci credo fosse solo opera della P2) solo che a un
certo punto le indagini si mise a farle in proprio, o meglio,
per i servizi-la famosa vicenda dei microfoni nascosti con
cui cercò di registare i suoi incontri con terroristi
come Carlo Fumagalli e Gaetano Orlando -e da giornalista
retrocesse a "spia" : spia peraltro maltrattata
dagli stessi servizi ...vedi le minaccie subite del generale
Palumbo per il suo legame troppo stretto con il giudice
Palombarini .
Il povero Zicari, i colleghi regolarmente scavalcati non
stettero nella pelle pur di fargli terra bruciata attorno,-(in
Italia si sa il velinaro è sacro, l'investigatore
in proprio quasi un delinquente) fu costretto a cambiar
mestiere e a lavorare come impiegato all'AliItalia e credo
,un pò tristemente., come portavoce del gruppo Monti.
Altri, perlomeno secondo Gianni Cipriani nel suo libro della
Sperling & Kupfer "Storia dello spionaggio in Italia
dal dopoguerra ad oggi" ,hanno contiuato a fare la
spia tranquillamente come negli anni settanta Achille Maria
Rinieri, ex Avvenire e poi sede RAI di Milano, anche perchè
vestiva i panni più miserabili ma più invisibili
dell'informatore-disinformatore specializzato soprattutto
su alcuni bersagli di sinistra : il giudice Ciro De Vincenzo,Marco
Ligini,che coordinò l'equipe del libro di controinchiesta
"La Strage di Stato,il decano della giudiziaria dell'Unità
Ibio Paoulucci.
(Non prendiamo qui in considerazione la lista Mitrokin,tale
è il fetore che ne emana,con spire che hanno cercato
di avvolgere straordinari maestri del mestiere come Sandro
Viola accusato di avere "contatti ravvicinati"con
diversi esponenti sovietici di rilievo: ma cosa caspita
avrebbe dovuto fare un grande sovietologo come lui?frequentare
le badanti moldave?)...
Altri
disegnano categorie bizzarre, come Maurizio Torrealta che
si mette a spiare le spie,anzi cerca di incastrarle -non
a caso viene da esperienze movimentiste radicali-con metodi
che potrebbe essere giudicati da sordido figlio di puttana
o da scaltra primula rossa antibarba- finta, giudicherà
il videolettore.
Il povero Riccardo Malpica era capo del sisde ed era agli
arresti domiciliari nella sua villa di Anzio con la assoluta
proibizione di rilasciare dichiarazioni....parliamo di una
persona che verrà sostanzialmente prosciolta da tutte
le accuse più gravi ma che in quel momento è
agli arresti domiciliari "stretti"....in pratica
anni di galera se violi il segreto istruttorio... lo spiega
urbananamente sulla soglia di casa circondato da decine
di meravigliosi gatti(si può pensare sia un mostro
chi vive amato da decine di meravigliosi gatti?) a Torrealta
il quale facendo finta di capire perfettamente e garantendo
che la telecamera è spenta non solo la tiene accesa
ma addosso ha un microfono con cui registra di nascosto
"l'intervista"...poi fionda su Rai 3.....il suo"scoop".Se
il gip Terranova con molta saggezza non avesse fatto da
argine ad un imbelvito giudice Frisani l'ex capo del sisde
si sarebbe fatto altra galera,non per colpa di quello che
NON aveva fatto,ma per colpa di Torrealta. E lo chiamano,a
sinistra , giornalismo investigativo. Anni dopo Torrealta
avrebbe assaporato l'acre odore dei suoi stessi metodi:
svolge indagini sulla uccisione della collega Ileana Alpi-queste
sì eccellenti-al punto che la commissione parlamentare
presieduta dall'avv. Carlo Taormina lo interroga come amareggiato
specialista della materia.
Risultato: la commissione parlamentare ordina la perquisizione
di casa Torrealta e della redazione in cui adesso lavora,
Rai News Il tutto,sia l'agguato a Malpica sia quello subìto
,sotto il sostanziale silenzio dell'Italia della seconda
repubblica.
Ricordo quando anni fa mi intervistò per Samarcanda
di Michele Santoro-devo dire in modo corretto-sotto i portici
di via Cartolerie a Bologna . Alla fine, in modo inopinato,
mi chiese di poter collaborare con la Cia(non si capisce
dall'alto di quale autorità avrei potuto farlo assumere)perchè
sosteneva che un giornalista che non si confronti con l'intelligence
americana non ha spessore. Il che probabilmente è
vero.. ma almeno lo avesse chiesto in modo educato!Chiedere
di poter collaborare con la Cia è come chiedere di
poter dormire nell'anticamera del Papa. Forse se doni un
Raffaello ai Musei Vaticani ci riesci. Forse se porti inedito
materiale esplosivo sulle brigate rosse-è un esempio
simbolico-ci riesci.
No,Torrealta lo chiese in modo democristiano .Come favore
clientelare. Forse non a caso il rumour su di lui più
ricorrente è che la fidanzata psicanalista serba
lo abbia lasciato per il suo capoufficio di allora,Michele
Santoro,ma perlomeno questo è ingiusto anzitutto
perchè Sania Padgajsky , la futura signora Santoro,
non era UNA psicanalista serba ma una psicologa croata laureata
a Roma (sua madre si è risposata con un industriale
della riviera) ed era semplice amica di un suo fratello
esperto di nautica che la presentò al mitico conduttore
del Rosso e il Nero.
Ricordo un altro fratello di Torrealta, scrupoloso corrispondente
del Manifesto da Bologna, morto tragicamente annegato pare
nel suo stesso vomito nella sua isolata villa di Minerbio
- soffriva d'epilessia - che quando mi incontrava simulava
l'alzabandiera come se io fossi il vero (oscuro ovviamente)
ambasciatore degli Stati Uniti in Italia... ad ogni strage
od omicidio incontrandomi mi afferrava quasi per la gola
e con gli occhi sfigurati dall'indignazione esplodeva tutto
d'un fiato: "Maledetti... americani maledetti... chi
è stato, avanti: CHI E STATO!? IO NON HO PAURA!!"
"Ma non abbastanza soldi" gli replicavo lasciandolo
a rimirare gli equivoci abissi della mia risposta.
Chi
invece con la Cia ha rapporti pur essendo il simbolo del
giornalista comunista puro e duro è Giulietto Chiesa
che alla Cia ha tenuto persino conferenze - fatto che egli
ammette tranquillamente - (non so se pagate, in genere lo
sono) nonostante ne sia uno dei critici più attenti
e informati diciamocelo: un grande.
Tutti a credere che fosse il principale collaboratore mediatico
del KGB a Mosca - che anzi lo detestava - e lui va a Langley
e dintorni a spiegare in modo raffinato agli esponenti della
Cia perchè sono sostanzialmente delle teste di cazzo
(il discorso l'ho letto): il coraggio a Chiesa di certo
non manca, d'altronde come diceva Hugh Montgomery (torneremo
sul grande Hugh: uno dei casi, non rarissimi, in cui l'esponenete
dell'intelligence si evolve fino a diventare un diplomatico
internazionale o perlomeno una persona in grado di dire
al Presidente degli Stati Uniti di turno: "O fai così
o fai la fine di Kennedy o di Nixon...") :
"Sempre meglio un nemico informato che un alleato senza
notizie."
Il caso di Giulietto Chiesa è tipico, un pò
- se non se ne ha a male - mi sono sempre sentito come lui.
Non condivido quello che scrive ma solidarizzo con un ruolo
quale ad ambedue è stato attribuito a lungo che era
l'esatto opposto della realtà. A Mosca il suppongo
inconsapevole tramite privilegiato del KGB non era Chiesa,
era Carlo Rossella. Gli scoop finivano regolarmente a Panorama
(non significa che Rosella fosse del KGB ovviamente) non
all'Unità. E del povero Chiesa - considerato uomo
di Berlinguer - quindi un pericoloso revisionista - il KGB
chiedeva semmai l'espulsione. E' vero che di colpi giornalistici
Chiesa ne faceva ma erano scoop deduttivi, dovuti al perfetto
conoscimento dell'apparato del partito comunista italiano
la cui mentalità ritrovava tale e quale a Mosca prevedendone,
a volte, le mosse.
"Non erano indiscrezioni, erano analisi" ammette
lo stesso inviato comunque amatissimo in Russia dalla gente
per la sua somiglianza con Stalin.
La mia grande"deep throat" nella Cia è
sempre stata in realtà la libreria della John Hopkins
a Bologna-la città della mia povera mamma italiana-
la più rifornita di testi americani d'europa....allaorchè,allargando
magari l'orizzonte,creavo un pò di sconquasso all'Università
americana di Bologna venivo aggredito dai miei stessi concittadini,
coloro che avrebbero dovuto in realtà difendermi.....quando
il di allora responsabile Sthepen Low mi vide sui giornali
mettere in discussione alcune rogatorie comuniste mi aggredì
grottescamente durante una conferenza impedendomi di assistere
a una lectio magistralis di...Renzo Imbeni! Con la sua faccia
da tacchino spelacchiato e gli occhi che sembravano decollare
insanguinati nell'orbita pericolosa di chi teme gli stia
compromettendo la sua (mediocre)carriera mi starnazzò
nel suo italiano sbilenco:" Noi NO fare politica!Noi
NO politica!"(ma alla Hopkins di cosa si occupavano:
di come si fa la pizza napoletana ?) e per un pelo non mi
rifilò un sonore ceffone.E si vantava di aver lavorato
per il Dipartimento di Stato....(che per me è come
la Medina:evidentemente anche nei sacri luoghi americani
a volte officiano diaconi con disturbi mentali ..)e questo
senza battere ciglio che alla Hpkins avesse lavorato una
spia,sembra,dei russi come Ruggero Orfei e scandalosamente
ci lavora ancora un pericoloso antiamaericanista come il
prof. Gianfranco Pasquino che unisce una grande preparazione
culturale a un odio talmente ventrale per noi americai che
anni fa dichiarò al Gramasci in una conferenza interna(conservo
gelosamente il nastro)"L'americano è strutturalmente
un popolo così cretino che potrei preconizzrvi senza
tema di smentita come voteranno per i prossimi cinquant'anni."
Per carità ,ognuno ha le sue idee, ma noi uno COSI'
lo facciamo lavorare nella culla europea della futura diplomazia
statunitense?? ricordo una memorabile cena a villa Albergati
a Zola Predosa offerta dalla Regiome Emilia Romagna- con
molta lungimiranza devo dire-ai maggiori costituzionalisti
americani dove casualmente capitai in un tavolo accanto
alla sua ex moglie.Le chiesi spiegazioni sul comportamento
di suo marito." Non conosco il caso,mi replicò,ma
da uno come come il mio ( per fortuna ex ) mi aspetto qualunque
cosa.Lei non può capire che piacere mi dà
non essere più la signora Pasquino..." Cosa
c'entra questo con lo squallido antiamericanismo di Pasquino'Nulla,ma
a me fa piacere che a un simile portatore d'odio non tutte
vadano bene.
A proposito di Dipartimento di Stato e di Giulietto Chiesa
però..... un conto è che la Cia sia talmente
sofisticata da ospitare per una conferenza un nemico ideologico,
un'altro è che il Dipartimento di Stato sia talmente
ingenuamente democratico da farsi infiltrare dallo stesso.Sì,
perchè o Giulietto Chiesa è un mitomane -il
che escludo- oppure può tranquillamente sostenere
di avere di avere fonti attive al suo interno( cfr."Schiaffi
all'Europa ",Avvenimenti, 21 Marzo 2005) ovviamente
non gentili verso la dirigenza americana.(ma devo dire neanche
particolarmente offensive ,quella citata in questo articolo
ad esempio faceva stupire il presidente Bush della reazione
negativa europea alla nomina di Paul Wolfowitz (fino poco
prima numero due Pentagono!segnala inorridito l'ex corrispondente
da Mosca): può darsi il Dipartimento di Stato sia
così sofisticato-lo dò anzi per scontatato-da
"controusare"Chiesa per dare un apparente spazio
di dibattito agli eventuali dubbi della CEE.... nel caso
invece qualcuno si fosse distratto segnalo che Chiesa.rivelandosi
un ottimo politico-anima segreta di molti giornalisti della
sinistra-è stato nominato grosso modo sottosegretario
agli scambi commerciali internazionali alla Comunità
Europea e quindi -considerando come si muovevano certi suoi
predecessori come l'ex sindaco comunista di Bologna europarlamentare
Renzo Imbeni nel tentare di indebolire il Patto Andino cioè
la scelta preferenziale dei prodotti e dei prezzi nei confronti
della genitrice America a vantaggio del mercato europeo(parliamo
di danni eventualmente per centinaia di migliaia di milioni
di dollari)io non sottovaluterei affatto la cosa.
Parliamo di uno straordinario giornalista ma anche di un
fanatico ideologico,che fu diffamatorio definire pedina
occulta del KGB(anche se non escludo che la cosa lo abbia
divertito)ma che tratteggia caricaturalmente l'America(cfr
recente intervista a Marcello Pamio www.disinformazione.it)
come il nuovo Impero del Male pronto a liberarsi persino
della NATO come di un inutile scarto e di fare persino dell'Europa
grosso modo una futura grande Iraq se non si accoderà
,supina e servile, a ogni suo immanente egoismo macroeconomico.
Può sembrare grottesco io tratteggi-pur nella stima
deontologica-Chiesa come un pericolo ma mi ha sempre spaventato
un tratto luterano- calvinista di noi americani per cui
comunque bisogna dire la verità,anche quando danneggia
la Nazione.
Mi permetto rispettosamente di pensare che quando danneggia
la Nazione la verità non bisogna dirla.
Faccio un esempio banalissimo.Se uno scopre il nome dell'attachè
militare dell'ambasciata americana a Roma-riuscirci è
una cosa assai complessa e difficile ma non è del
tutto impossibile-e gli telefona in un ufficio chiedendo
al segretario di turno "E' questo l'ufficio di WZX?""Ti
sentirai rispondere: "Sì questo è l'ufficio
di WZX ..,posso aiutarla?" Vi rendete conto l'uso che
può fare un terrorista intelligente che parli bene
l'inglese di una simile conferma?Non dico che si debba fare
come al Sismi dove fino poco tempo fa se uno telefonava
a Palazzo Braschi per parlare con qualche funzionario ti
rispondevano "il Sismi non esiste" ma magari un
pò più di prudenza....ecco perchè,
dico ,che la apparente vanterìa di Chiesa che telefona
al Dipartimento di Stato per farsi aiutare a denigrare il
Dipartimento di Stato non è del tutto incredibile
.
Uscendo dalla fantascienza torniamo a quella microclasse
di giornalisti che non sono stati vere spie ma non hanno
esitato a ricorrere al più rozzo ma efficace metodo
dello spionaggio(il furto di documenti) pur di fare un colpo
giornalistico...se ne è vantato di rececente con
il sorriso sulle labbra il direttore del Tempo Franco Bechi
con quello straordinario intervistatore di Claudio Sabelli
Fioretti sul Magazine del Corriere della Sera ......"Quando
ero caporedattore di Milano -Finanza entrai nell'ufficio
di Castellari direttore generale delle Partecipazioni Statali,
quello morto in circostanze strane...poggiai delle cartelle
che avevo con di me su alcune che avevano la scritta Enimont
e alla fine presi tutto e me ne andai.""Sei praticamente
un delinquente" gli fa eco finto-scandalizzato-compiaciuto
Sabelli."Facevo cose terribili" si vanta come
un ragazzino terribile Bechi....(è un tipo di di
tentazione sottrattiva a fini di scoop a cui in effetti
pochi abbiamo resistito ma ci vorrebbe un grande psicanalista
per spiegare come mai uno che che sprovvedutamente, ma anche
abbastanza eroicamente, come Zicari che cercò di
collaborare con i servizi da patriota-mi scuso per l'enfasi-è
solo un orrendo topo di fogna da schiacciare, perlomeno
nel distruggergli la carriera giornalistica , chi come Bechi-o
come tutti noi- ha rubato pur di carpire il sanguinario
Graal dell' inedita notizia se ne può addirittura
fare vanto.
Forse
perchè in Italia quasi nessuno è riuscito
a fare la spia,ma quasi tutti sono riusciti a diventare
dei ladri.
Poi
ci sono giornalisti che non sono certo spie ma non lo sono
al punto da non disdegnare di contribuire a farle ammazzare-senza
cattive intenzioni ,per carità-come Luca Fazzo, splendido
amanuense dei magistrati milanesi ai tempi di Tangentopoli
, che -come sottolinea giustamente inorridito Renato Farina
condirettore di Libero- su Repubblica scrive nome e cognome
del funzionario del sismi sopravvissuto al tragico incidente
in cui morì Calipari e non solo...temendo forse di
non bruciarlo abbastanza...ne dà anche il nome di
copertura (!) e questo in un contesto informativo in cui
pressochè la totalità dei media italiani si
erano ben guardati dal commettere un simile errore ..."Che
razza di scoop-sottolinea Farina in modo sacrosanto- è
fornire le generalità di uno che in fondo sta versandso
il sangue per tutti noi?!"
Se si aggiunge poi - continua Farina, che Repubblica scopre
improvvisamente che gli 007 italiani sono tutti santi ed
eroi alla Calipari- il che è di sicuro esagerato
-mentre fino a poche ore prima erano sempre descritti come
una banda di assassini a vuoto,depistatori perenni, e alla
bisogna stragisti -il che è sicuramente falso- si
può arguire il lezzo che si è levato dalle
pagine della stampa italiana durante la santificazione strumentale
del povero Calipari(non
ero sul posto e non sono uno spcialista ma segnalo due elementi
su come sia improvviso il crollo del coraggio intellettuale
quando i due pianeti del giornalismoe dello spionaggio entrano
in orbite ravvicinate come in questo caso........la Sgrena
-che davvero è stato assai ingeneroso accusare di
essersi soffermata TROPPO a parlare con la gente in una
moschea- non solo fa parte di quella cerchia non amplissima
di giornalisti che hanno spessore storico-sociologico ma
AMA la popolazione irachena ,se non altro perchè
soffre, non è li per far cinismo informativo...è
diverso...peraltro nella sua prima intervista dall'ospedale
ammette con franchezza che Calipari le stramazza addosso
perchè fulminato- non perchè protettivo-non
ne avrebbe avuto materialmente il tempo....tutto il suo
comportamento è stato eroicamente protettivo ma persino
la Sgrena si può supporre capisca di doversi allineare
alla retorica nazionale con quell'ultima pennellata di colore-
bella,commovente,ma probabilmente irrealistica di un Calipari
più veloce di u n proiettile nel capire quello che
stava succedendo...e sempre a proposito di retorica nazionale
tutti si indignano perchè il Washington Times esprime
dubbi sulla velocità della macchina ma nessuno ha
il coraggio di offendersi fino in fondo... infatti la rivista-lo
sottolineo con dispiacere-descrive Calipari in modo irridente
come un cowboy che creda di muoversi da novello 007 in un
film di James Bond.....siamo a quasi a livello di rottura
diplomatica...(l'unico ad accennarvi, ma anche lui in modo
molto soft ,è il solito attentissimo Cipriani )...io
non so-o perlomeno non mi interessa parlarne-se il Washington
Times sia davvero il sofisticato house- organ mediatico
della Cia, intuisco però che da troppi decenni a
Langley si viene insultati da veri e proppri topi di fogna
nascosti nelle vesti di giornalisti e politici di un certo
tipo che hanno invitato intere generazioni nel sordido teatrino
delle proprie balle e delle propri fantasie fidando sul
fatto che la CIA - a differenza dell'ultimo assessore permaloso-non
querela...... chi è consapevole di questo a volte
può avuto soprassalti iconoclasti che magari alludevano
a qualche nervo scoperto ma che in questo caso, comunque,
non era la polemica giusta...non è prendendosela
con il comportamento operativo di Calipari-comunque da medaglia-
che si ristabiliscono gli equilibri....interessante comunque
notare un certo donabbondismo dell' orgoglio ferito nazionale
anche quando avrebbe avuto tutti i diritti di imbelvirsi
per l'oltraggio del Washington Times... anche perchè
forse oltre al lancio delle agenzie non l'ha letto nessuno....molti
più gratificanti le cronache alla Tracy Wilkinson
del Los Angeles Times che davano ampio spazio alla sensazione
della Sgrena-la cui esasperazione è comprensibilissima-
che qualcosa o qualcuno volesse sabotare questo salvataggio
che imbottiva di miliardi i terroristi....anche se qualunque
generale lo ordinasse diventerebbe immmediatamente ricattabile
da chiunque nella catena di comando non fosse d'accordo...ecco
mi chiedo in questi casi come fanno ,dato che non credo
all'allusione che ne genera una sempre più distruttiva....
Ci
sono infine,per concludere provvisoriamente,i giornalisti
che si improvvisano agenti segreti ma il più delle
volte riescono solo a far emergere della spazzatura caricaturale-in
buona fede per carità-che solo in Italia può
venire presa sul serio...tipico esponente un giornalista
alla Ennio Remondino di cui la tv di stato mandò
la insensata intervista a un mitomane come Richard Brenneke
(con tanto di maglietta CIA sul panzone )che delirava di
P4 P5 e soprattutto ...P7(la più pericolosa, a suo
dire)condannato più volte negli Stati Uniti per delirio
diffamatorio(ma questo Remondino si è ben gaurdato
dal rimarcarlo) che ha giustamente innescato l'indignazione
di Cossiga.....Remondino dicevo è innamorato di questa
CIA da fumetto grossolano al punto da cercare di orientare
le indagini tipo Ustica con documenti esilaranti che provengono
sempre da agenti della CIA o caricaturali o invisibil i(come
nel caso in questione) .
In questo caso i magistrati di Ustica (che con me si sono
comportati in modo indegno,ma ne parlerò la prossima
puntata) non hanno avuto difficoltà a rilevare i
controsensi del falso marchiano portato dall'informatore
Remondino come una sorta di bomba termonucleare informativa.
Non esiste la qualifica "Cosmic" su questo tipo
di documenti(semmai"Cosmic Top Secret"),non esiste
la qualifica"Restricted Circulation Cosmic" ,non
esiste la dicitura ACC/SOPS nei documenti Nato....non esiste
la città Nymiga(semmai:Nimega)nei Paesi Bassi dove
Remondino avrebbe incontrato l'agente segreto fellone(aveva
anche lui una maglietta con sopra scritto CIA?Tanto per
riconoscersi...) ma sono i contenuti ad essere sublimi....Senzani
,l'ideologo delle br, ovviamente era un agente di Langley...Dalla
Chiesa aveva scoperto la verità su Ustica ma all'ultima
curva era stato bloccato.Da chi?ma da Andreotti ovviamente,
scherziamo?Chi altri se no?Remondino,diciamocelo,è
anch'esso un martire.Non c'è figura improponibile
di cui le circostanze non gli facciano sperare sia depositario
delle verità ultime...come un certo Oswald Lewinter
anch'esso presentato da Remondino come agente della CIA
tramite diabolico tra la stessa e la P2 in America ( ò
ma Remondino è proprio fissato....) e che invece
Francesco Pazienza nelle sue informatissime -e credibili
devo dire- memorie "Il Disubbidiente,Longanesi 99"dimostra
non essere altro che un provocatore-informatore della polizia
nelle carceri del Metropolitan Correctional Center.....
Adesso
finisco di abusare della pazienza del lettore on line dato
che la prossima puntata sarà, almeno spero ,anche
più intrigante.In effetti parlerò di un mio
zio di cui si è molto vociferato ,Igor Markevitch,
e se sia possibile - come ha alluso di recente Dagospia
- che Moro fosse nascosto a Palazzo Lovatelli, cioè
il palazzo dei miei nonni.
Ma soprattutto del più sofisticato giornalista-agente
della CIA( così finalmente i Remondino sono contenti!)
che sia mai apparso negli ultimi trentanni, perlomeno secondo
alcuni analisti americani.
Non parlo del molto spesso vociferato Bruce Van Voorst (Chief
National Security correspondent per il Time Magazine) ma
proprio di lui,Bob.
Bob Woodward.
(CONTINUA.................) Cristiano Lovatelli Ravarino.
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