Giorgio Bocca, foto Cristiano Lovatelli Ravarino |
E' la stampa, bellezza! |
Invece di iniziare con la consueta domanda sul solito Berlusconi o sul solito Pansa vorrei parlare di qualcosa di assai più eterno…del cibo,caroGiorgio Bocca. Quel cibo che affiora in modo straordinario nelle sue pagine intelaiando la vita alla cronaca giornalistica come nessun’altro sa fare. E in particolar modo del formaggio,un cibo che non nasce dalla morte. Che fine hanno fatto i meravigliosi formaggi ovocaprini delle sue terre,il Raschera,il Sora, la Robiola di Roccaverano- nomi lei direbbe la cui bellezza è già una garanzia-o il mitico Escarùn un formaggio che si sublimava quasi in medicina tanto le pecore in trasumanza salendo sulle vette si imbottivano di erbe medicinali e rarissimi fiori e che ora è scomparso?Non sono domande peregrine. Il suo editore Carlo Caracciolo ricorda in modo quasi commosso quando veniva a casa sua ai tempi dell’Espresso di Arrigo Benedetti e sua moglie la Silvia Giacomoni ammaniva grandi vini piemontesi e sublimi formaggi.
“Lei come fa a saperlo ?”
L’ho letto nelle sue memorie, “L’editore Fortunato”,nella GLF Laterza.
“Mi è sfuggito. Tornando ai formaggi delle mie parti Il Castelmagno lo fanno ancora, per fortuna. Di recente sono stato in Val Grana e al ristorante abbiamo mangiato risotto al sugo di Castelmagno.Questo sugo filante,speziato ,che trasforma il l risotto in uno scrigno aromatico. O perlomeno lo trasformava.”
Giorgio Bocca, foto Cristiano Lovatelli Ravarino |
Perché?
“E’ ancora buono ma non è più quello di un tempo. Quello che oggi vendono non è più...com’era nato. Quando ero ragazzo io era come un gorgonzola.”
Adesso invece è pastorizzato.
“No no è che adesso lo vogliono vendere subito perché gli costa caro .Una volta lo si teneva in grotta per un anno e anche più,parliamo di un formaggio di cui si ha notizia fin dall’anno mille..adesso conta solo l’utile.”
Continuiamo a parlare di cose eterne,parliamo del vino. In una bella intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Giancarlo Aneri il mecenate del premio “E’ giornalismo” creato da lei Biagi e Montanelli (e che forse ha soppiantato il Premiolino come Pulitzer italiano )stende grande elogi per il Grignolino di sua figlia Nicoletta. Solo che,secondo il famoso enologo Franco Ziliani,prende una solenne cantonata. Sua figlia non produce Grignolino ma Dolcetto,tra cui il mitico Dolcetto San Fereolo Valdibà, prodotto in una tenuta che fu di Einaudi. O qualcosa di simile
“La tenuta di Nicoletta è a Valdibà vicino a Dogliani e a poche centinaia della villa che fu di Einaudi subito al di là della collina”
Magari non ne parlerà Wine Spectator -rivista sensibilissima non solo alla qualità del vino- ma pare che il Dolcetto di sua figlia sia straord…
“Quella rivista che ogni anno premia i presunti primi cento vini del mondo ?”
Appunto presunti,presuntissimi.
“Avevo in casa uno dei primi premiati degli italiani da questa rivista; certo non era cattivo ma nulla di particolare…”
Non mi stupisce,io reputo molto più seria come rivista semmai Wine Advocate. So di passare di palo in frasca ma sono comunque da lei anche e soprattutto per ragionare sul sistema della informazione. Questa è una curiosità che ho da tempi innumerevoli: gli ottimi colleghi Fabrizio e Riccardo Bocca sono suoi figli ?”
Giorgio Bocca |
Bocca con il gattone Valle, foto Cristiano Lovatelli Ravarino |
“Neanche lontani
parenti.”
Oggi su Repubblica c’era un bellissimo articolo di Fabrizio
Bocca in memoria dell’appena scomparso Carlo Marincovich,il decano del settore sportivo.
“L’ho visto questo articolo,mi è sembrato un po’ strano “
Perché strano?
“Strano il giornale
gli abbia dedicato una intera pagina “
Sarà stato uno dei rari casi di un giornalista che si fa
amare dai colleghi…
“Sì ma lui era un
giornalista sportivo. Non è che a tutti i giornalisti
sportivi che muoiono si
Usi dedicare una intera pagina.”
A proposito di giornalismo sportivo nel suo recente libro
“E’ la stampa, bellezza” ne esce a pezzi anche il
decano di tutti,il mitico Gianni Brera.Che tipo era?
“Insopportabile.
Insopportabile e anche molto divertente,conviviale,di
quelli che ogni volta invitano dieci amici a tavola per avere un uditorio. Purchè plaudente. E’famoso per le sue cronache sportive ma i
suoi veri capolavori,davvero dei capolavori,sono le sue cronache di caccia sul Guerin Sportivo. Non capisco perché i suoi figli che hanno
pubblicato tutto hanno mancato di pubblicare queste
bellissime cronache venatorie.Anche politicamente era una persona perbene.Solo che…”
Gianni Brera |
Come finì a Monaco |
Solo che?
“Solo che era una
carogna. Parlo a ragion veduta perché il primo a subire le sue carognate fu il
sottoscritto. Quando ci fu l’attentato dei Feddayn a Monaco era domenica noi giornalisti eravamo di riposo e io e mia moglie decidemmo
di andare a Salisburgo per gustare il famoso fagiano ai crauti e champagne
prediletto da Mozart. Notavamo un certo nervosismo
diffuso..torno al villaggio Olimpico verso le cinque e rimango sbigottito da un telegramma di Afeltra :”Hai tutta la prima pagina” Tutta la prima
pagina??per cosa?il caro Brera che era rimasto al Villaggio si era ben guardato
dall’avvertirmi nonostante fosse un argomento mio,non suo.Pensa che figura di merda mi avrebbe
fatto fare: il più grave attentato terroristico degli ultimi anni dato
dai giornali sportivi e non dal Giorno.Per fortuna
grazie a una telescrivente e lavorando fino a tarda notte
rimediammo al buco che il caro collega voleva darmi. Man mano che capiva che stavo recuperando il suo sguardo
in sala stampa si faceva sempre più dispiaciuto.Mi mandarono anche alle Olimpiadi di Toxio,ovviamente per fare dei pezzi di colore,di cultura generale.Invece Brera che come capo della
redazione sportiva in quel caso comandava anche me mi assegnava il servizio più
ridicolo,quello che si dà al praticante alle prime
armi:”Bocca, tu che sei un fenomeno,vammi a coprire l’hockey su prato.”
A proposito di amarezze del
mestiere sempre nel suo “L’editore Fortunato”il principe Carlo Caracciolo ricorda l’indicibile disgusto che provocò in
Gianni Corbi-una delle figure storiche dell’Espresso-l’accusa di essere una spia dei russi da parte delle informative del KGB raccolti
dalla Commissione Mitrokhin,stesso destino assurdo
che toccò al sovietologo nonché grande giornalista
della Repubblica Sandro Viola. Secondo Caracciolo Corbi ne morì, letteralmente.
“Mi colpì soprattutto
che non facessero anche a me la stessa accusa. Io ero
sempre assieme a loro.”
Ma lei caro Bocca fece dalla
Russia, in modo profetico, delle cronache talmente feroci,talmente
Anticomuniste-quando non era certo
scontato produrle- che come spia dei russi sarebbe risultato francamente improponibile…Purtroppo a differenza dei film di 007 le spie a
volte sono solo burocrati talmente squallidi da trasformare un normale
colloquio in una..fonte attiva.Nessun rischio, poca fatica e
l’ignaro interlocutore si trasforma- suo malgrado- in
un”informatore “.
“ E d’altronde come si fa a difendersi
da una simile malafede? No perché un giorno telefonò anche a me un tipo
qualificandosi come Primo Console Generale Sovietico in Italia dicendo che avrebbe
avuto tanto desiderio di discutere della situazione italiana e di alcuni
aspetti della sua politica…potevo forse sbattergli giù la cornetta?
la Russia
era pur sempre un
grande paese .Poi il nome di questo tipo me lo ritrovo nella lista del…come si chiama...del pazzo.”
Vasil Nikitich Mitrochin?
“ No,il
Presidente della Commissione,Paolo Guzzanti. “

Paolo Guzzanti

Il Ministro Mara Carfagna
Che lei non ha risparmiato neanche nella recente
trasmissione della Bignardi “le Invasioni Barbariche”
definendolo con una battuta- in effetti fulminante- il”vero
comico della famiglia.”
Personalmente ne sono però un po’ traumatizzato.Chi si intende dei retroscena
storici della Repubblica sa che fu a lungo il giornalista preferito da Scalfari assieme a Stefano Malatesta…rimane
negli annali Scalfari che si sdraia ai suoi piedi per
impedirgli di passare alla Stampa di Torino…per me”giornalismo”
caricaturale è semmai quello della Bignardi fatto di battutine tipo chiedere, come ha fatto
con lei, che sfiora(stupendamente peraltro)i novanta come stiamo a donne. Tornando a Guzzanti articoli come “ A Frà che te serve”hanno costruito il mito de
la Repubblica
giornale…
“Per questo parlo
metaforicamente di impazzimento…come
attualmente con Berlusconi dopo averlo raffigurato per anni come uno statista. Adesso,di
colpo: “Berlusconi, ti odio!”
Non solo ma è arrivato a parlare di Mignottocrazia (il genio linguistico, diciamocelo, gli
è rimasto tutto )quasi ad alludere di aver scelto i ministri della Repubblica tra
le sue amanti , anche quelle aventi come titolo
culturale di merito un passato da.. valletta pon pon.
“Ma è ancora nel Partito o lo hanno espulso ?”
No no le non smentite cronache
riportano che molti dei vertici ,Cicchetto e Bondi compresi, gli hanno espresso una non malcelata
solidarietà…il cesarismo del nostro Presidente del Consiglio
Evidentemente inizia a star stretto anche ai suoi centurioni. E
poi lei caro Bocca potrà stigmatizzarne le involuzioni
ma tra la personalità dirompente di Guzzanti e quella
di grande parte della grigia nomenclatura della ormai ex Forza Italia c’è
l’abisso...e poi: mignotte alle alte cariche dello
Stato grazie a Berlusconi? Silvio non la prende certo
come una offesa.


“In che senso?”
Da quello che so,e le mie fonti
sono molto molto vicine a lui,il nostro attuale
presidente del Consiglio ha goduto e in parte in parte ancora goda di una
spaventosa energia sessuale.Qualsiasi cosa alluda alla sua intatta vitalità erotica,anche le più
malevole insinuazioni sulla radice di certe nomine,al settantatreene Berlusconi fanno pur sempre un enorme piacere.
“In
effetti rientra in quello che ho
sempre pensato di lui.”
A proposito del premio Giornalistico “E’ giornalismo”ideato
da lei Biagi Montanelli e
il mecenate
Aneri mi colpì che il primo
premiato quasi quindici anni fa fosse Curzio
Maltese,oggi famoso grazie anche a libri coraggiosi come quello recente sulle
finanze vaticane ma allora era abbastanza uno sconosciuto.
“ Volevamo premiare un
nuovo giornalista, un nuovo talento, e nel grigiore infinito che caratterizzava
allora
la Stampa
di Torino i corsivi graffianti di Maltese –come ancora
oggi continua a fare-brillavano di luce
propria…un nuovo talento,un nuovo bravo giornalista. Certo la scelta non era gigantesca. “
Per quel nulla che conta concordo perfettamente anche con l’ultima vostra premiata
la Milena Gabanelli ,anche se trovo triste il modo con cui
di recente ha scaricato il primo e più
coraggioso dei suoi collaboratori, Paolo Barnard….a
questo punto non vi resta che premiare Marco Travaglio. Nessuno oggi scuote le
coscienze in Italia come lui.

I Grandi Vecchi - Foto "Il Messaggero"

Marco Travaglio
“Non lo so,non sono mai riuscito a superare una certa diffidenza nei
suoi confronti,Probabilmente ingiustificata,tra l’altro verso di me è sempre molto carino,pieno di elogi...mi fa
bellissime dediche.Però è
come se senza un verbale istruttorio non sapesse esprimersi. Oggi volevo fare
un pezzo contro questo pseudopresidente della Vigilanza Rai come si chiama Villari..poi ho
lasciato perdere. Non si può sempre attaccare tutto e tutti...il mondo non è
solo un tribunale di cui si possano descrivere solo i
presunti colpevoli. Se si procede solo così vuol dire che si è
condizionati da un qualche tormento,da un qualche tormento caratteriale.”
Lo ha dimostrato lei facendo grande giornalismo anche solo parlando dei fiori di serra come creature viventi e
comunicative o anche riuscendo a fare un grande pezzo-se mi è consentita l’espressione-sul nulla come il recente e già mitico
“Camminare,l’arte antica dei santi” dove inizia alludendo a un suo acciacco
fisico per cui i medici le consigliano il moto e a poco a poco si libra nei
quadri di Cezanne sulla guerra partigiana sull’attore Belmondo i lucertoloni Leberon e Mohecola dalla cresta turrita e fiammeggiante…
“E’ vero è un pezzo
che avuto un gran successo,non so neanch’io
perché. Sarà che gli acciacchi della vecchiaia prima o poi riguardano tutti.”

Giorgio Bocca

Autoscatto con Ettore Mo
Tornando un attimo a Travaglio.Mi ha traumatizzato quando in un suo libro ha rivelato che Lino
Jannuzzi-busto in prima fila nel
Pantheon di coloro che ammiravo -.si fece a dare a suo tempo 50 milioni in anticipo dal
capo mafia Pippo Calò per un libro mai scritto.
“Se è per questo lo fece anche Mario Soldati.”
Mario Soldati si fece dare soldi a
fondo perduto dalla mafia??
“No più modestamente
dal Consorzio Turistico di Sondrio e Valmalenco si fece
pagare due mesi di vacanze lussuose con la scusa di scrivere un libro mai
neanche iniziato..va detto che in questo tipo di cose
Soldati era bravissimo.”
Non apriamo il capitolo corruzione tra i giornalisti perché sarebbe una
Bibbia. Solo una curiosità su PeppinoTurani..il mitico coautore con Scalfari di” Razza Padrona” nonché figura dominante del settore economia della
Repubblica .E poi Tangentopoli ha
dimostrato che era a libro paga di Raul Gardini e
Carlo Sama.
“Non so di questa cosa,non l’ho seguita. Ma la reputo
possibilissima.”
Lei stesso con sottile umorismo si è quasi lamentato di non
aver mai ricevuto tentativi di corruzione
Come dire allora non conto veramente finchè finalmente sulla soglia dei settantenni il tentativo
arrivò.
“ Arrivò questo
finanziere che mi suggerì di giocare in Borsa”Ma non sono all’altezza” risposi
“Faccio tutto io “
replicò lui...poi ti dò i
tuoi guadagni.I miei guadagni in borsa ottenuti con i suoi soldi..no grazie risposi,davvero un po’
eccessivo.Poi con me e un collega dells Stampa ci provò anche l’erede di Gardini,Carlo Sama..”
L’entourage di Carlo Sama ci provò
anche con me...sapevano che ero stato l’unico su circa mille richieste di intervista ad Arman Hammer a cui l’avrebbe concessa quando venne in Italia a
ritirare la laurea honoris causa .Mi
chiesero di fargli dir bene dell’etanolo su cui loro puntavano moltissimo.E’ incredibile lui si accorse che la domanda era pilotata .Fulminandomi con una occhiata mi chiese:”Chi le ha
detto di farmi questa domanda?” Io disintegrato dall’imbarazzo balbettai :”
Raul Gardini..” “Ah ma allora va bene, mi metta in bocca
quello che vuole lui,è un mio grande amico!”Mi
convocano a Ravenna e con fare insinuante mi chiedono cosa mi debbono per il
favore.Io che sono insensibile al denaro ma non al
fascino delle diciassettenni mozzafiato-come quelle
in minigonna
che incredibilmente popolavano i loro uffici- riposi:”Che mi invitiate a delle
feste dove ci siano le vostre segretarie. “ Si lanciarono uno sguardo d’intesa
come per capire se ero pazzo o cercavo di alzare il prezzo.Decisero per l’instabilità mentale e per alcuni anni mi invitarono
a dei bellissimi parties.Tra corrotto o salottiero
preferì essere mondano.A proposito di giornalismo e
pubblicità,due mondi pericolosamente sempre più ravvicinati,del
suo amico Enzo Biagi lei una volta ha dichiarato:”Fu
anche molto bravo a comunicare attraverso le pubbliche relazioni industriali.”Che significa?
“Lavorava per
la Edison. Fece
a lungo per
la
Edison il consulente stampa.”

Foto Repubblica

Poco dopo l'intervista a Bocca
Ho capito.Tornando al giornalismo
puro considero il suo “Il Provinciale”(Mondatori 1991)uno dei suoi capolavori e
il vero incunabolo del suo attuale”E’ la stampa,bellezza”che
tanto interesse sta suscitando.L’avventura nei
giornali,la mafia,il terrorismo,ma anche-e giustamente-l’eccelso Darmagi del vignaiolo Angelo Gaja e l’altrettanto eccelso parmigiano Vernengo.
“E’ la stampa bellezza
“ è il “Provinciale” limitato al giornalismo.”
Mi colpì nel Provinciale certi suoi
ritratti al vetriolo come quello della Fallaci che odiava
la Cederna perché agli inizi
la Cederna era più famosa di lei…così come
sempre su di lei mi colpisce
nell’attuale E’ la stampa la rivelazione-che pochissimi sanno-che non poco del fascino mediatico
della Fallaci consisteva nel riportare
rigorosamente le risposte dell’interlocutore ma nell’eroicizzare le proprie
domande..ovviamente mi inchino al suo genio letterario…
“Bè genio letterario non esageriamo…grande giornalista,ecco”
(entra nello studio di Bocca
portando il tè sua moglie Silvia Giacomoni,una
valentissima giornalista anche lei nonché straordinaria ricercatrice di alcuni dei suoi testi più
impegnativi come la biografia di Togliatti..il
colloquio si trasforma in una breve intervista nella intervista:
Come sta Silvia Giacomoni sono un
collega italoamericano…lei non se lo ricorderà ma trent’anni fa
parlammo a lungo.
S:G:”Trent’anni fa?”
Sì ci
incontrammo alla casa del sindacato a Firenze dove io intervistai Piere Carniti.Ma in sala stampa io non la accostai perché avessi
riconosciuto la già famosa allora Silvia Giacomoni
Ma perché,perché..non so se ho il coraggio di dirlo…
S:G”
Dica pure Cristiano,non abbia paura .”
Ecco sì ehm lei allora con quel bel baschetto di capelli era la sosia di una mia amica del cuore certa Silvia Z.che è stata la ragazza più
femminile e appassionante che abbia mai incrociato e allora...sa io sono un
convinto darwinista texano...a somiglianza fisica corrisponde somiglianza
gestuale si dice...insomma la accostai non rapito dalla sua fama ma dalla sua
bellezza...poi quando ho capito che stavo parlando con
la Silvia Giacomoni-io che allora collaboravo con riviste locali- la timidezza mi ha incenerito..

Giorgio Bocca - foto Cristiano Lovatelli Ravarino

Giorgio Bocca - foto Cristiano Lovatelli Ravarino
S:G:
“Troppo carino ma allora probabilmente ero io la prima a essere sottopagata!”
Ma come,già allora in ambasciata
Usa si sapeva che lei era la risorsa segreta di Giorgio Bocca, lei aveva fatto le spaventose complesse
ricerche storiche che gli avevano
permesso di scrivere la biografia di Togliatti..non
solo ma poi lei diventa anche una grande inviata nella moda,gli addetti ai
lavori sanno che di lei Armani era letteralmente
innamorato!per così dire.
S:G:”Ma
lei sa davvero tutto! chi gliel’ha detta quest’ultima
cosa ?”
Su Milano mi ha raccontato tutto- in quello che credo sia la sua unica intervista a tuttotondo - la mitica
Almerina Buzzati ,la vedova di Dino, un altro dei
miei maestri mentali…ma non vuole uscire sui giornali o sui libri e io rispetto
questa sua volontà.. )
Caro Bocca tornando a noi…come già confessato a Massimo Fini(che mi ha
rilasciato una bellissima intervista ) benché allora fossi in America mi
innamorai del giornalismo italiano leggendo gli straordinari vostri dialoghi
sull’informazione su Prima…cosa ne
pensa di Fini?
“E’ matto. Geniale ma
matto.”
Forse perché si inventò,cito a
memoria,una sua eccessiva critica all’allora direttore del Corriere
Della Sera Cavallari ?
“Con me si inventò che avevo denunciato un alpino alla polizia
fascista.”
Un alpino??
“Un giorno che
passavamo da Bassano avrei incrociato un tale che
parlava male della guerra e,secondo Massimo,io l’avrei
denunciato alla polizia ferroviaria. Una cosa folle,semplicemente
pazzesca. Poi però stranamente l’ho perdonato.”

Massimo Fini - foto Cristiano Lovatelli Ravarino

Oriana Fallaci - foto Oliviero Toscani
Bè se lo merita ,credo oggi rimanga una delle nostre poche voci controcorrente.A proposito di
Imprevedibilità lei è stato un
protagonista della guerra partigiana oggi però la vulgata vi descrive
Come una banda di malfattori e i fascisti
paladini squisiti della democrazia.
“ Assistiamo a questo incredibile gioco delle parti per cui oggi i fascisti
vanno in pellegrinaggio
Al Museo
dell’Olocausto, vanno ad Auschwitz quasi fosse casa loro…non c’è nulla da
fare,il trasformismo all’italiana è eterno.”
Mi rendo conto che la polemica con Pansa le sia venuta a noia ma non credo le abbiano riportato
o lei abbia letto cosa dice di lei nella “Grande Bugia”(Sperling & Kupfer) Cito testualmente:” Bocca all’inizio
della loro storia sosteneva che le brigate rosse erano nere e che i covi li
allestiva la polizia. Durante la guerra di Segrate tra
De Benedetti e Berlusconi si schierò con quest’ultimo sibilando: abbandoniamo stò ingegnere al suo destino così smetteremo di fare un giornale al soldo dei
comunisti.Giorgio schiuma contro chiunque venda bene
sulla Resistenza..Romolo Gobbi ricorda bene come per
il successo del suo libro “Una revisione della Resistenza”venne aggredito da
Bocca con l’insinuazione che aveva cercato di sputtanare
la Resistenza
per pura cupidigia di denaro…
“Ci sono delle cose vere ma è la cornice storica che è completamente falsata. E’
vero all’inizio pensammo a delle provocazioni fasciste ma che i covi fossero neri con la collusione di una parte degli apparati all’inizio
lo pensammo tutti…non
un unico demente,il sottoscritto…c’erano poi dei magistrati in particolare uno che arrivava nei primi covi brigatisti
come uno sceriffo brandendo la pistola..sembrava davvero una montatura…”
E il suo sleale parteggiare per Berlusconi contro De Benedetti?
“Chi lo dice ?”
Pansa nel suo libro.
“Appunto ma a Pansa chi glielo ha detto?La verità è che sì allora lavoravo per le televisioni di Berlusconi..”
Come hanno fatto e fanno tutti,la figlia di Scalfari,la moglie di Rutelli..
“Ma ovviamente era stato concordato fin da subito tutto con Scalfari e lo stesso De Benedetti.Quindi nessuna slealtà,nessun tradimento,nessuna congiura.”
Ma allora perché Pansa lo ha scritto?
“Il perchè è semplice.Pansa è un maniaco.”

G. Pansa - foto Panorama
E il povero Romolo Gobbi che
secondo Pansa lei avrebbe asfaltato di lividi
insulti?
“Io Gobbi non mi ricordo neanche chi sia."
Vorrei passare ad un argomento che rappresenta una delle
pochissime cose che di lei mi hanno lasciato interdetto.Una volta,cito a memoria,mi sembra al Maurizio Costanzo
Show,lei sembrò
Ironizzare sul fatto che a Falcone non bastasse essere denominata signor Falcone da
un imputato di mafia…ma come spiega benissimo nel bel libro scritto a quattro
mani con Marcelle Padovani da parte di un mafioso signor Falcone a equivale a negare la
formula signor giudice…è una
mancanza,non una forma di rispetto.
“Ma sì...mi chiami
dottor Falcone...in effetti il giudice aveva ragione a
essere ipersensibile che il mafioso anzitutto rispettasse le gerarchie..”
Chi non ha mai rispettato le gerarchie è stato un altro personaggio che definire giornalista è quasi riduttivo,nel
bene e nel male,Giuliano Ferrara. Lei ha spesso ricordato che è arrivato in
diretta televisiva ad aizzare
il giudice Carnevale perché la querelasse..
“Stamane è arrivato a
scrivere un corsivo sul suo giornale in cui diceva che mi “perdona perché non
so quello che faccio “
Come meglio Gesù Cristo non
potrebbe. In un libro che consiglio a tutti di leggere “L’arcitaliano Giuliano Ferrara”di Pino Nicotri (Kaos edizioni 2004)viene ricordato come si pavoneggiasse di essere stato un informatore della Cia.

Giornalista e non solo

Il collaboratore CIA Giuliano Ferrara
“ Che uno come Giuliano Ferrara per soldi abbia fatto
l’informatore della Cia o comunque l’informatore può
darsi senz’altro..sarebbe interessante sapere se lo
faceva anche quando era un funzionario del PCI .”
Dice che vendeva le veline su Craxi. Qualcuno è arrivato a insinuare le concordasse con Craxi per influire di più su noi americani.
“Sì ma a Torino lui
era a capo della Commissione Operaia…sicuramente il polso dei fermenti
brigatisti all’interno delle fabbriche lui ce l’aveva
come pochi altri…lì sì che avrebbe potuto svolgere in modo splendido il suo
ruolo di informatore.Dopo di gran notizie riservate
non so quanto potesse averne..”
Anche perché chi si intende di cose
americane,e nel mio piccolo credo di intendermene,sa che i funzionari della Cia non possono per legge qualificarsi come tali neanche
dopo trentanni di matrimonio con la moglie…quindi non
ha senso tecnico che qualcuno lo abbia accostato come segugio di Langley..al massimo avrà accettato una mazzetta da un
funzionario carrierista della ambasciata Usa di Roma.
“Nel mio recente libro
ho parlato della affollata categoria dei giornalisti
megalomani .Mi sono scordato in effetti di parlare di
una categoria ancora più interessante,i giornalisti mitomani.
E’ un peccato avendo
avuto a disposizione gente come Pansa e Ferrara.”
Anche Pansa?
“Anche Pansa .Di una mitomania tutta sua,originale rispetto a Ferrara. Non vorrei
si offendesse.”
Non si può negare però sia stato un
grande cronista,le sue cronache della balena democristiana,il suo Bestiario fin
dai tempi di Panorama sono negli annali di questo mestiere.
“E’ di sicuro un
ottimo cronista…poi però fantastica,vede cose che non
ci sono,fa insomma le cronache della sua immaginazione...direi
riassumendo:buono come cronista,eccelso come fantasista.”
Cito sempre a memoria ma mi è rimasto indelebile tra i due
uno scontro in una delle prime Samarcanda di Michele
Santoro..con un ringhio minaccioso a Pansa che lo aveva appena definito
“Comico” Ferrara sibilò:“Fai
attenzione tu che so cosa hai combinato in Sicilia buffone..augurati solo che non parli!”Pansa rimase livido in silenzio..sarebbe interessante conoscere i retroscena.
Un dettaglio che pochi ricordano è
che quando Tortora venne maciullato-e lei e Biagi foste tra i pochissimi a difenderlo- Pansa si unì
alla canea colpevolista.
“In che modo?”
Dando spazio al giudice Armando Spataro che con granitica certezza asseriva che Tortora era sepolto da un mare di prove inconfutabili…e che semmai per assurdo fosse risultato
innocente non sbagliare sarebbe stato impossibile…certo non raggiunse gli
eccessi del Corriere della Sera e di”firme”come Adriano Baglivo che come documenta sempre lo splendido terribile “Applausi e Sputi” (Sperling & Kupfer)di Vittorio Pezzuto raccolsero un tale mare di fango di calunnie
di vomito diffamatorio sul povero Tortora da venire successivamente penalmente
condannati a sei e quattro mesi lui e il direttore Alberto Cavallari ( a parte che questo giudice di recente prima
con il sequestro Omar voleva arrestare non poca nomenclatura militare americana poi bel bello
si è fatto invitare dal Dipartimento di Stato-da cui
questa nomenclatura dipende- per un
viaggio di aggiornamento con altri giudici negli Stati Uniti...un bell’esempio di stile, non c’è che dire,della stessa
qualità del suo giudizio su Tortora)Che ne pensa ?


Il torquemada fino a un certo punto, Armando Spataro - foto La Repubblica
“Niente perché non ho
seguito queste cose…in quanto a Tortora penso di aver dimostrato
di essere stato tra i
primi a difenderne l’innocenza,certo purtroppo…la gente che frequentava era
gente strana…in quel teatro televisivo dove vidi girare Portobello c’era una umanità indescrivibile..”
Era insomma incauto nei suoi contatti.
“No incauto,era il suo mestiere…ogni mestiere purtroppo ha i suoi
rischi.”
A proposito di rischi lei una volta ha dichiarato che mediaticamente internet è il male perché ha sostituito la
quantità alla qualità.Invece,rispettosamente,io
penso che internet se ben usato possa contribuire alla qualità giornalistica.Diversi anni fa il suo grande amico nonché maestro della categoria Enzo Biagi intervistando lo scrittore John Le Carrè gli chiese :”Ma lei esattamente che ruolo
svolse nello spionaggio britannico?” E il noto scrittore, tutto sussiegoso :”Mi
spiace,questo non posso dirglielo.” Bene, se allora Biagi avesse avuto la possibilità di usare internet si
sarebbe subito accorto che Le Carrè lo stava
prendendo in giro...infatti pochi mesi
prima non solo alla BBC ma anche al Times aveva rivelato fin nei minimi particolari cosa aveva
fatto come spia ad esempio a Berlino.

Indro Montanelli
“No ma il mio
segretario che domina perfettamente il computer me ne
tesse di continuo gli elogi..
Purtroppo appartengo a un’altra generazione,non ho mai imparato ad usarlo.”
Ricordo un memorabile articolo di Ettore
Mo in cui quando Indro Montanelli si accorse che
stava cercando di impararlo gli disse:”Se mi avessi trapassato la schiena con
una coltellata mi avresti procurato meno dolore.” Comunque la vostra generazione che non usava il computer ha prodotto i Bocca,i Montanelli,i Buzzati,
la Fallaci
,i Biagi…questa generazione di giornalisti nasce col computer
in bocca ma non mi sembra stia
producendo risultati analoghi…a
proposito di Montanelli molte fonti gli attribuiscono
questo giudizio:” Scalfari?un grande editore,un
grande manager. Questo però non fa di lui un vero giornalista.”

Eugenio Scalfari
“Mi citi una di queste
fonti,nome e cognome.”
Massimo Fini.
(Bocca ride) “Ci risiamo con l’alpino…è vero,Scalfari non è un giornalista…Scalfari è un supergiornalista .Giornalista
fino al midollo,fino ai difetti di questo mestiere,che
è un po’ quello di
Credere di poter
orientare l’Universo,non del tutto certo.Ma diciamo in modo robusto.
Fece anche il mitico scoop con Jannuzzi sullo scandalo del Sifar.
“A parte il Sifar...il Direttore di un giornale sarà pure un giornalista no?ebbene Scalfari è stato il più grande direttore di giornali che io abbia conosciuto…con facile
battuta potrei dire un grandissimo
direttore d’orchestra…nessuno come lui ha saputo come utilizzare al meglio i
giornalisti che dirigeva..i direttori si dividono in
due categorie:quelli che amano i propri i giornalisti e quelli che li
invidiano. Nessuno ha saputo scoprire e valorizzare giornalisti come Scalfari.
Lei peraltro lo definisce così: come tutti i grandi manager crede ciecamente in ciò che gli giova.E anche:si convinse che i comunisti potevano essere democratici,anzi scalfariani.In realtà il successo
di Repubblica si resse anche sulla
scaltra esclusione di chi poteva aprire gli occhi alla sinistra,che legge più
della destra.Tutte le redazioni locali italiane
ricevettero l’ordine tassativo di non intervistare mai studiosi come Salvatore Sechi,coscienze critiche in
anticipo di anni sugli scheletri
Nell’armadio della sinistra storica.

La repubblica

“In realtà egli credette nei comunisti perché capì…che non lo erano davvero.Per quanto negativo ci vuole un
grande nerbo per essere degli stalinisti.I nostri
comunisti al massimo potevano diventare,come sono sempre stati,dei
socialdemocratici.
Non tutti i direttori
di giornale però sono idealizzabili. Nel suo recente libro lei fa un ritratto
impietoso di Gaetano Afeltra.
“Afeltra era l’uomo di Moro nella stampa,e da Moro si
prendevano ordini non consigli…come uomo non posso che parlarne bene,con me fu
sempre gentilissimo..ma come direttore...bè diciamo che come direttore voleva solo navigare
tranquillo evitando il più piccolo refolo di vento.”
Vorrei con il suo permesso fare un grande balzo indietro nel tempo e parlare di quando assieme a Duccio Galimberti e Benedetto Dalmastro creaste le formazioni partigiane di GiustiziaLibertà.
Ammiro lo spessore etico che questo le ha dato e concordo su
come questa ossatura morale sia stata importante anche
nel mestiere di giornalista.Ma,non per curiosità
macabra, le è mai capitato di uccidere qualcuno?
“Sì certo l’ho anche
scritto.Avevamo ad esempio catturato un ufficiale
tedesco.Alto,biondo,una
figura nibelungica,si gettava nudo nel ghiaccio delle
fontane per fare il bagno .Dopo due mesi
Si era creata una
certa cordialità,per non dire amicizia.Purtroppo un improvviso rastrellamento tedesco in grande stile ci fece temere di essere catturati..se avessero catturato anche lui ormai conosceva tutti i nostri rifugi,contatti, ,appoggi
clandestini. A malincuore ma dovemmo fucilarlo.”
Pansa avrà anche esagerato ma il
triangolo della morte non se l’è inventato lui.

Bocca Partigiano ANCHE della penna

Partigiani improbabili - foto Cristiano Lovatelli Ravarino
“Ma ho scritto anche di questo.Una volta andai in un
paese dove la polizia comunista aveva appena catturato e ucciso un commerciante
del Sud a cui avevano sottratto trecentomilalire di allora.Andai a protestare,a
chiedere spiegazioni. “Proprio tu Bocca che sei partigiano vieni a polemizzare.Nessuna pietà per i nemici del popolo.” Inutile negarlo,questa era gente che ammazzava facile.”
Sempre a proposito di lotta armata anche se con trent’anni di ritardo chi era in quel suo libro
Drammatico ma che ci ha fatto tutti noi innamorare “Noi
terroristi”questa sorta di nocchiera nei
Marosi dell’eversione questa affascinanti figura di Giuliana
contigua al terrorismo che le faceva un po’da password per
capire i fenomeni brigatisti ?
“Era la moglie di un
terrorista cattolico .Era abilissima,non
mi diceva mai nulla di preciso ma mi faceva capire tutto.”
Sempre a proposito di terroristi mi colpì nel suo scoop
dell’intervista col capo br Mario Moretti…
“Non fu uno scoop.
Andai a trovarlo in prigione.”
D’accordo ma credo fosse la prima intervista che concedeva dal carcere…mi colpì
una sua frase che ricordo ancora:”Sai Moretti perché mi hai concesso
l’intervista?non per illuminare i segreti del caso Moro.Ma perché hai bisogno d’affetto.”
“Oddìo affetto da parte di una simile glaciale intelligenza è difficile...diciamo che aveva bisogno
Di parlare.”
Lei crede nei misteri del sequestro Moro?pensa davvero ci
fosse una eterodirezione?
“Nessun mistero,tranne quello insondabile della mente dei brigatisti.Ognuno di loro era un caso clinico,patologico.Combattevano contro
la SIM
(Stato Imperialista delle Multinazioni)quando
Anche i bambini sanno
che le multinazionali se possono si sbranano fra di loro…erano pochi e affetti da visioni,visioni di mondi che non esistono.Eppure sono riusciti a insanguinare e a far perdere all’Italia dieci anni.Capisco che alcuni vedessero nell’America una sorta di Supermultinazionale.Ma di qua a trasformarla in una Spectre che dominava tutto e tutti non ci ho mai creduto .”

Sequestro Moro
Concordo commosso date le mie origini americane..anche se con dispiacere debbo ammettere che sfidare il cartello delle multinazionali su un dato prodotto può essere
molto,molto pericoloso.Scrissi a suo tempo molti
articoli elogiativi del sindaco comunista di Bologna Renzo Imbeni con cui avevo un ottimo rapporto come il suo addetto
stampa di allora Alessandro Rovinetti può
testimoniare. Poi però mi accorsi che come brillantissimo eurodeputato stava
cercando di convincere il Patto Andino a passare armi e bagagli all’Europa.
“Che significa?”
Significa semplicemente che per prassi immemorabile i paese
sudamericani offrono agli Stati Uniti la prima scelta
di tutti i prodotti tropicali, inoltre scontati. Imbeni cercava di convincere il Sudamerica che l’Europa avrebbe offerto condizioni molto più vantaggiose.Sarà stato
anche giusto
Ma questo avrebbe dirottato via dagli Stati Uniti il quinto o sesto
flusso economico del mondo…
Usavo incrociarlo ogni tanto all’Ipercoop Lame di Bologna vicina alla sede dell’allora partito diessino in via della Beverara..una volta gli chiesi se
si rendeva conto di essere sull’orlo di un abisso.”Ma Cristiano stia sereno! -mi rispose con ironica gentilezza -Voi americani siete
molto più buoni di quando lei stesso non dica!” Sarà. Pochi
mesi dopo,parliamo di una persona ancora giovane salutista fino all’ossessione,moriva
di una leucemia dalle cause ignote.Ho molti testimoni
del mio timore che gli sarebbe accaduto qualcosa.
Basta,mi viene la depressione. Torniamo ai miti del
giornalismo. Che tipo era Dino Buzzati?

Renzo Imbeni - foto La Repubblica
“Era un tipo assai
affascinante,una delle poche persone a cui ho voluto
bene…era un genio,era strano,era dino,mai più
incontrato uno come lui.Era…come i suoi libri. Una
fantasia indicibile
Contenuta nella cortesia
all’antica di un gentiluomo austriaco.Lo stesso la
sua famiglia,di grande rango,e il suo
fratellastro,Adriano Traversi Buzzati.Nello stesso
tempo avevo questo segreto contrasto per cui lui- che
suscitava un grande fascino nel sesso femminile- prediligeva le squillo.”
Descrivendo il quale produsse però quel capolavoro di romanzo erotico,rarissimo in Italia ,che è “Un amore”.Mi ha sempre colpito che il suo ultimo articolo scritto fosse sul mio caro amico Francis Bacon. Nel bellissimo attico dove ancora vive la vedova Almerina ci sono dei suoi quadri che sono dei capolavori,molti
sconosciuti,era davvero anche un grande pittore.
“Con Almerina
finalmente incontrò una donna straordinaria che gli ha veramente voluto bene e
che non ha mai tradito la sua fiducia”

GETTY PHOTO - Michael HAYDEN CIA director
A proposito di cose sorprendenti come giudica la cerimonia
in onore di Licio Gelli che la moglie di
Massimo d’Alema,nota
archivista,ha organizzato in suo onore per la donazione dei suoi archvi al Comune di Arezzo?Le vostre riviste ci hanno
perseguitato per anni solo se si aveva avuto l’imprudenza,magari essendo
americani,di andarlo a intervistare a Villa Wanda.
“ Non ho seguito
questa vicenda. Certo questo enorme potere della P2 in
mano a uno che quando parlava sembrava poco più di un ebete io sinceramente non
l’ho mai capito.Hanno sempre detto fosse l’antistato.Secondo me invece sarebbe più esatto dire che è stata l’antidemocraziacristiana
E al suo modo mafioso
di distribuire posti..
la P
2 era
l’unica grande alternativa clientelare al partito che per quasi quarantanni ha dominato l’Italia.”

Venerabile P2
Per concludere vorrei semplicemente chiederle qual’è
il ricordo più bello e il ricordo più sgradevole che ha di settantanni di mestiere.
“Non è facile…forse il più sgradevole fu nei primi anni del
dopoguerra.Dovevo fare un servizio all’estero,quando arrivo a Chivasso mi ritirano il passaporto dicendo di tornare dopo qualche giorno.Dopo qualche giorno mi dicono di non potermelo ridare
perché c’era una indagine nei miei confronti.Chiedo sbigottito lumi a un mio
amico magistrato di Cuneo e mi dice che c’era stata una denuncia da parte di un
fascista nei confronti di noi partigiani
per “ omicidi e strage” Tutto un
programma l’informativa su di me dei
carabinieri:“Si dice sia stato visto aggirarsi armato nei pressi di Barberino”.
Lo credo,facevate la guerra!oltre
che
la Storia.E
il più bello?
“Penso la nascita della
Repubblica e l’affermazione dal nulla di questo giornale come prima testata
italiana assieme al Corriere.Furono tempi quelli,ci siamo scritti di recente con Scalfari
in cui la bellezza del nostro mestiere si
univa alla bellezze di un vero impegno civile.”
Tutto il contrario,come tendenza,dei
tempi d’oggi.
“A cui sono ben lieto
di non appartenere.”
Cristiano Lovatelli Ravarino



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