Per chi pensa che i misteri del Pontormo siano altrettanti importanti di quelli del Pentagono....
CRISTIANO LOVATELLI RAVARINO NEWS
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.:: INTERVISTA A GIORGIO BOCCA

.:: DIALOGO SUI MASSIMI SISTEMI DELL’INFORMAZIONE.
.:: IL SESSO, IL FORMAGGIO, L’ORIANA, BARBAPAPA’,
.:: LO SCANNATOIO DI ENZO TORTORA, LA P 2: PRESA DEL POTERE O
.:: PRESA PER ILCULO?
.:: PAOLO GUZZANTI VERO COMICO DI FAMIGLIA, IL KGB DENTRO ALL’ESPRESSO,
.:: IL PRIAPISMO DI BERLUSCONI, QUELLA CAROGNA DI GIANNI BRERA,
.:: GIAMPAOLO PANSA IL VISIONARIO, GIULIANO FERRARA INFORMATORE
.:: DELLA CIA, IL SAVONAROLA MARCO TRAVAGLIO, I PACCHI DI JANNUZZI
.:: E SOLDATI…
.:: IL VOMITO DIFFAMATORIO DI ADRIANO BAGLIVO DEL CORRIERE DELLA SERA
.:: E POI ANCORA CURZIO MALTESE MASSIMO FINI LA MILENA GABANELLI...

.:: UN SECOLO DI GIORNALISMO RACCONTATO DALLO STESSO BOCCA.
.:: ORMAI SEMPRE MENO UOMO E SEMPRE PIU’ MITO.

Questo straordinario novantenne con l’aspetto di un giovanile sessantenne con alle spalle un tale cumulo di Storia da darti quasi l’impressione di stringere la mano meno a un uomo che ad un Mito ti riceve nella sua bella casa nel centro di Milano presidiata da migliaia di libri,decine di quadri uno più seducente dell’altro,l’ancora bellissima moglie Silvia Giacomoni e uno stupendo soriano rosso chiamato Valle che per tutta la durata dell’intervista mi ha sorvegliato con inflessibile magica circospezione.
Andare da Giorgio Bocca a parlare di giornalismo è un po’come andare da Mozart pretendendo di suonare il fortepiano a quattro mani…eppure questo piemontese antico e d’acciaio che non spreca una parola ma non risparmia una battuta è stato così squisito e deontologicamente signorile da fingere di chiedere a me una informazione, un aggiornamento (come se lui non fosse informato cento volte di più)pur di mettermi a suo agio.
Se ripenso al modo modo lirico ma pressappochista con cui gente come Fabio Fazio di recente l’ha intervistato in televisione (o repellente come la Daria Bignardi che con le sue battutine isteriche tipo chiedere a una persona della sua età come andiamo a donne crede di essere una anchorwoman) penso abbia un senso riprendere mano a questo mio journal on line dopo alcuni mesi di pausa dovuti a motivi familiari e di lavoro all’estero.
Ma come diceva il grande Walter Lippmann un giornalista è davvero finito quando va in redazione come altri andrebbero a sbarcare il lunario in ufficio.

Giorgio Bocca, foto Cristiano Lovatelli Ravarino

E' la stampa, bellezza!

Invece di iniziare con la consueta domanda sul solito Berlusconi o sul solito Pansa vorrei parlare di qualcosa di assai più eterno…del cibo,caroGiorgio Bocca. Quel cibo che affiora in modo straordinario nelle sue pagine intelaiando la vita alla cronaca giornalistica come nessun’altro sa fare. E in particolar modo del formaggio,un cibo che non nasce dalla morte. Che fine hanno fatto i meravigliosi formaggi ovocaprini delle sue terre,il Raschera,il Sora, la Robiola di Roccaverano- nomi lei direbbe la cui bellezza è già una garanzia-o il mitico Escarùn un formaggio che si sublimava quasi in medicina tanto le pecore in trasumanza salendo sulle vette si imbottivano di erbe medicinali e rarissimi fiori e che ora è scomparso?Non sono domande peregrine. Il suo editore Carlo Caracciolo ricorda in modo quasi commosso quando veniva a casa sua ai tempi dell’Espresso di Arrigo Benedetti e sua moglie la Silvia Giacomoni ammaniva grandi vini piemontesi e sublimi formaggi.

“Lei come fa a saperlo ?”

L’ho letto nelle sue memorie, “L’editore Fortunato”,nella GLF Laterza.

“Mi è sfuggito. Tornando ai formaggi delle mie parti Il Castelmagno lo fanno ancora, per fortuna. Di recente sono stato in Val Grana e al ristorante abbiamo mangiato risotto al sugo di Castelmagno.Questo sugo filante,speziato ,che trasforma il l risotto in uno scrigno aromatico. O perlomeno lo trasformava.”





Giorgio Bocca, foto Cristiano Lovatelli Ravarino

Perché?

“E’ ancora buono ma non è più quello di un tempo. Quello che oggi vendono non è più...com’era nato. Quando ero ragazzo io era come un gorgonzola.”

Adesso invece è pastorizzato.

“No no è che adesso lo vogliono vendere subito perché gli costa caro .Una volta lo si teneva in grotta per un anno e anche più,parliamo di un formaggio di cui si ha notizia fin dall’anno mille..adesso conta solo l’utile.”

Continuiamo a parlare di cose eterne,parliamo del vino. In una bella intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Giancarlo Aneri il mecenate del premio “E’ giornalismo” creato da lei Biagi e Montanelli (e che forse ha soppiantato il Premiolino come Pulitzer italiano )stende grande elogi per il Grignolino di sua figlia Nicoletta. Solo che,secondo il famoso enologo Franco Ziliani,prende una solenne cantonata. Sua figlia non produce Grignolino ma Dolcetto,tra cui il mitico Dolcetto San Fereolo Valdibà, prodotto in una tenuta che fu di Einaudi. O qualcosa di simile

“La tenuta di Nicoletta è a Valdibà vicino a Dogliani e a poche centinaia della villa che fu di Einaudi subito al di là della collina”

Magari non ne parlerà Wine Spectator -rivista sensibilissima non solo alla qualità del vino- ma pare che il Dolcetto di sua figlia sia straord…

“Quella rivista che ogni anno premia i presunti primi cento vini del mondo ?”

Appunto presunti,presuntissimi.

“Avevo in casa uno dei primi premiati degli italiani da questa rivista; certo non era cattivo ma nulla di particolare…”

Non mi stupisce,io reputo molto più seria come rivista semmai Wine Advocate. So di passare di palo in frasca ma sono comunque da lei anche e soprattutto per ragionare sul sistema della informazione. Questa è una curiosità che ho da tempi innumerevoli: gli ottimi colleghi Fabrizio e Riccardo Bocca sono suoi figli ?”


Giorgio Bocca

Bocca con il gattone Valle, foto Cristiano Lovatelli Ravarino

“Neanche lontani parenti.”

Oggi su Repubblica c’era un bellissimo articolo di Fabrizio Bocca in memoria dell’appena scomparso Carlo Marincovich,il decano del settore sportivo.

“L’ho visto questo articolo,mi è sembrato un po’ strano “

Perché strano?

“Strano il giornale gli abbia dedicato una intera pagina “

Sarà stato uno dei rari casi di un giornalista che si fa amare dai colleghi…

“Sì ma lui era un giornalista sportivo. Non è che a tutti i giornalisti sportivi che muoiono si

Usi dedicare  una intera pagina.”

A proposito di giornalismo sportivo nel suo recente libro “E’ la stampa, bellezza” ne esce a pezzi anche il decano di tutti,il mitico Gianni Brera.Che tipo era?

Insopportabile. Insopportabile e anche molto divertente,conviviale,di quelli che ogni volta invitano dieci amici a tavola per  avere un uditorio. Purchè plaudente. E’famoso per le sue cronache sportive ma i suoi veri capolavori,davvero dei capolavori,sono le sue cronache di caccia sul Guerin Sportivo. Non capisco perché i suoi figli che hanno pubblicato tutto hanno mancato di pubblicare queste bellissime cronache venatorie.Anche politicamente era una persona perbene.Solo che…”


Gianni Brera

Come finì a Monaco


Solo che?

Solo che era una carogna. Parlo a ragion veduta perché il primo a subire le sue carognate fu il sottoscritto. Quando ci fu l’attentato dei Feddayn a Monaco era domenica noi giornalisti  eravamo di riposo e io e mia moglie decidemmo di andare a Salisburgo per gustare il famoso fagiano ai crauti e champagne prediletto da Mozart. Notavamo un certo nervosismo diffuso..torno al villaggio Olimpico verso le cinque e rimango sbigottito da un telegramma di Afeltra :”Hai tutta la prima pagina” Tutta la prima pagina??per cosa?il caro Brera che era rimasto al Villaggio si era ben guardato dall’avvertirmi nonostante fosse un argomento mio,non suo.Pensa che figura di merda mi avrebbe fatto fare: il più grave attentato terroristico degli ultimi anni dato dai giornali sportivi e non dal Giorno.Per fortuna grazie a una telescrivente e lavorando fino a tarda notte rimediammo al buco che il caro collega  voleva darmi. Man mano che capiva che stavo recuperando il suo sguardo in sala stampa si faceva sempre più dispiaciuto.Mi mandarono anche alle Olimpiadi di Toxio,ovviamente per fare dei pezzi di colore,di cultura generale.Invece Brera che come capo della redazione sportiva in quel caso comandava anche me mi assegnava il servizio più ridicolo,quello che si dà al praticante alle prime armi:”Bocca, tu che sei un fenomeno,vammi a coprire l’hockey su prato.”

A proposito di amarezze del mestiere sempre nel suo “L’editore Fortunato”il principe Carlo Caracciolo ricorda l’indicibile disgusto che provocò in Gianni Corbi-una delle figure storiche dell’Espresso-l’accusa di essere una spia dei russi  da parte delle informative del KGB raccolti dalla Commissione Mitrokhin,stesso destino assurdo che toccò al sovietologo nonché grande giornalista della Repubblica Sandro Viola. Secondo Caracciolo Corbi ne morì, letteralmente.

“Mi colpì soprattutto che non facessero anche a me la stessa accusa. Io ero sempre assieme a loro.”

Ma lei caro Bocca fece dalla Russia, in modo profetico, delle cronache talmente feroci,talmente

Anticomuniste-quando non era certo scontato produrle- che come spia dei russi sarebbe risultato francamente improponibile…Purtroppo a differenza dei film di 007 le spie a volte sono solo burocrati talmente squallidi da trasformare un normale colloquio in una..fonte attiva.Nessun rischio, poca fatica e l’ignaro interlocutore si trasforma- suo malgrado- in un”informatore “.

  E d’altronde come si fa a difendersi da una simile malafede? No perché un giorno telefonò anche a me un tipo qualificandosi come Primo Console Generale Sovietico in Italia  dicendo che avrebbe avuto tanto desiderio di discutere della situazione italiana e di alcuni aspetti della sua politica…potevo forse sbattergli giù la cornetta? la Russia era pur sempre un grande paese .Poi il nome di questo tipo me lo ritrovo nella lista del…come si chiama...del pazzo.”

Vasil Nikitich Mitrochin?

“ No,il Presidente della Commissione,Paolo Guzzanti. “


Paolo Guzzanti


Il Ministro Mara Carfagna

Che lei non ha risparmiato neanche nella recente trasmissione della Bignardi “le Invasioni Barbariche” definendolo con una battuta- in effetti fulminante- il”vero comico della famiglia.”

Personalmente ne sono però un po’ traumatizzato.Chi si intende dei retroscena storici della Repubblica sa che fu a lungo il giornalista preferito da Scalfari assieme a Stefano Malatesta…rimane negli annali Scalfari che si sdraia ai suoi piedi per impedirgli di passare alla Stampa di Torino…per me”giornalismo” caricaturale  è semmai quello della Bignardi fatto di battutine tipo chiedere, come ha fatto con lei, che sfiora(stupendamente peraltro)i novanta  come stiamo a donne. Tornando a Guzzanti articoli come “ A Frà che te serve”hanno costruito il mito de la Repubblica giornale…

Per questo parlo metaforicamente di impazzimento…come attualmente  con Berlusconi dopo averlo raffigurato per anni come uno statista. Adesso,di colpo: “Berlusconi, ti odio!”

Non solo ma è arrivato a parlare di Mignottocrazia (il genio linguistico, diciamocelo, gli è rimasto tutto )quasi ad alludere di aver scelto i ministri della Repubblica tra le sue amanti , anche quelle aventi come titolo culturale di merito un passato da.. valletta pon pon.

Ma è ancora nel Partito o lo hanno espulso ?”

No no le non smentite cronache riportano che molti dei vertici ,Cicchetto e Bondi compresi, gli hanno espresso una non malcelata solidarietà…il cesarismo del nostro Presidente del Consiglio

Evidentemente inizia a star  stretto anche ai suoi centurioni. E poi lei caro Bocca potrà stigmatizzarne le involuzioni ma tra la personalità dirompente di Guzzanti e quella di grande parte della grigia nomenclatura della ormai ex Forza Italia c’è l’abisso...e poi: mignotte alle alte cariche dello Stato grazie a Berlusconi? Silvio non la prende certo come una offesa.



“In che senso?”

Da quello che so,e le mie fonti sono molto molto vicine a lui,il nostro attuale presidente del Consiglio ha goduto e in parte in parte ancora goda di una spaventosa energia sessuale.Qualsiasi cosa alluda alla sua intatta vitalità erotica,anche le più malevole insinuazioni sulla radice di certe nomine,al settantatreene Berlusconi fanno pur sempre un enorme piacere.

In effetti  rientra in quello che ho sempre pensato di lui.”

A proposito del premio Giornalistico “E’ giornalismo”ideato da lei Biagi Montanelli e il mecenate

Aneri mi colpì che il primo premiato quasi quindici anni fa fosse Curzio Maltese,oggi famoso grazie anche a libri coraggiosi come quello recente sulle finanze vaticane ma allora era abbastanza uno sconosciuto.

“ Volevamo premiare un nuovo giornalista, un nuovo talento, e nel grigiore infinito che caratterizzava allora la Stampa di Torino i corsivi graffianti di Maltese –come ancora oggi continua  a fare-brillavano di luce propria…un nuovo talento,un nuovo bravo  giornalista. Certo la scelta non era gigantesca. “

Per quel nulla che conta concordo perfettamente anche con l’ultima vostra premiata la Milena Gabanelli ,anche se trovo triste  il modo con cui di recente  ha scaricato il primo e più coraggioso dei suoi collaboratori, Paolo Barnard….a questo punto non vi resta che premiare Marco Travaglio. Nessuno oggi scuote le coscienze in Italia come lui.


I Grandi Vecchi - Foto "Il Messaggero"


Marco Travaglio

“Non lo so,non sono mai riuscito a superare una certa diffidenza nei suoi confronti,Probabilmente ingiustificata,tra l’altro verso di me è sempre  molto carino,pieno di elogi...mi fa bellissime dediche.Però è come se senza un verbale istruttorio non sapesse esprimersi. Oggi volevo fare un pezzo contro questo pseudopresidente della Vigilanza Rai come si chiama Villari..poi ho lasciato perdere. Non si può sempre attaccare tutto e tutti...il mondo non è solo un tribunale di cui si possano descrivere solo i presunti colpevoli. Se si procede  solo così vuol dire che si è condizionati da un qualche tormento,da un qualche tormento caratteriale.”

Lo ha dimostrato lei facendo grande giornalismo anche solo parlando dei fiori di serra come creature viventi e comunicative o anche riuscendo a fare un grande pezzo-se mi è consentita l’espressione-sul nulla come il recente e già mitico “Camminare,l’arte antica dei santi” dove inizia alludendo a un suo acciacco fisico per cui i medici le consigliano il moto e a poco a poco si libra nei quadri di Cezanne sulla guerra partigiana sull’attore Belmondo i lucertoloni Leberon e Mohecola dalla cresta turrita e fiammeggiante…

“E’ vero è un pezzo che avuto un gran successo,non so neanch’io perché. Sarà che gli acciacchi della vecchiaia prima o poi riguardano tutti.”


Giorgio Bocca


Autoscatto con Ettore Mo

Tornando un attimo a Travaglio.Mi ha traumatizzato quando in un suo libro  ha rivelato che Lino

Jannuzzi-busto in prima fila nel Pantheon di coloro che ammiravo -.si fece a dare a suo tempo 50 milioni in anticipo dal capo mafia Pippo Calò per un libro mai scritto.

“Se è per questo lo fece anche Mario Soldati.”

Mario Soldati si fece dare soldi a fondo perduto dalla mafia??

“No più modestamente dal Consorzio Turistico  di Sondrio e  Valmalenco  si fece pagare due mesi di vacanze lussuose con la scusa di scrivere un libro mai neanche iniziato..va detto che in questo tipo di cose Soldati era bravissimo.”

Non apriamo il capitolo corruzione tra  i giornalisti perché sarebbe una Bibbia. Solo una curiosità su PeppinoTurani..il mitico coautore con Scalfari di” Razza Padrona” nonché figura dominante del settore economia della Repubblica .E  poi Tangentopoli ha dimostrato che era a libro paga di Raul Gardini e Carlo Sama.

“Non so di questa cosa,non l’ho seguita. Ma la reputo possibilissima.”

Lei stesso con sottile umorismo si è quasi lamentato di non aver mai ricevuto tentativi di corruzione

Come dire allora non conto veramente finchè finalmente sulla soglia dei settantenni il tentativo arrivò.

“ Arrivò questo finanziere che mi suggerì di  giocare in Borsa”Ma non sono all’altezza” risposi

“Faccio tutto io “ replicò lui...poi ti i tuoi guadagni.I miei guadagni in borsa ottenuti con i suoi soldi..no grazie risposi,davvero un po’ eccessivo.Poi con me e un collega dells Stampa ci provò anche l’erede di Gardini,Carlo Sama..”

L’entourage di Carlo Sama ci provò anche con me...sapevano che ero stato l’unico su circa mille richieste di intervista ad Arman Hammer a cui l’avrebbe concessa quando venne in Italia a ritirare  la laurea honoris causa .Mi chiesero di fargli dir bene dell’etanolo su cui loro puntavano moltissimo.E’ incredibile lui si accorse che la domanda era pilotata .Fulminandomi  con una occhiata mi chiese:”Chi le ha detto di farmi questa domanda?” Io disintegrato dall’imbarazzo balbettai :” Raul Gardini..” “Ah ma allora va bene, mi metta in bocca quello che vuole lui,è un mio grande amico!”Mi convocano a Ravenna e con fare insinuante mi chiedono cosa mi debbono per il favore.Io che sono insensibile al denaro ma non al fascino delle diciassettenni mozzafiato-come quelle in  minigonna che incredibilmente popolavano i loro uffici- riposi:”Che mi invitiate a delle feste dove ci siano le vostre segretarie. “ Si lanciarono uno sguardo d’intesa come per capire se ero pazzo o cercavo di alzare il prezzo.Decisero per l’instabilità mentale e per alcuni anni mi invitarono a dei bellissimi parties.Tra corrotto o salottiero preferì essere mondano.A proposito di giornalismo e pubblicità,due mondi pericolosamente sempre più ravvicinati,del suo amico Enzo Biagi lei una volta ha dichiarato:”Fu anche molto bravo a comunicare attraverso le pubbliche relazioni industriali.”Che significa?

“Lavorava per la Edison. Fece a lungo per la Edison il consulente stampa.”


Foto Repubblica


Poco dopo l'intervista a Bocca

Ho capito.Tornando al giornalismo puro considero il suo “Il Provinciale”(Mondatori 1991)uno dei suoi capolavori e il vero incunabolo del suo attuale”E’ la stampa,bellezza”che tanto interesse sta suscitando.L’avventura nei giornali,la mafia,il terrorismo,ma anche-e giustamente-l’eccelso Darmagi del vignaiolo Angelo Gaja e l’altrettanto eccelso parmigiano Vernengo.

“E’ la stampa bellezza “ è il “Provinciale” limitato al giornalismo.

Mi colpì nel Provinciale certi suoi ritratti al vetriolo come quello della Fallaci che odiava la Cederna perché agli inizi la Cederna era più famosa di lei…così come sempre su di lei  mi colpisce nell’attuale E’ la stampa la rivelazione-che pochissimi sanno-che non poco del  fascino mediatico

della  Fallaci consisteva nel riportare rigorosamente le risposte dell’interlocutore ma nell’eroicizzare le proprie domande..ovviamente mi inchino al suo  genio letterario…

  genio letterario non esageriamo…grande giornalista,ecco”

(entra nello studio di Bocca portando il tè sua moglie Silvia Giacomoni,una valentissima giornalista anche lei  nonché straordinaria ricercatrice di alcuni dei suoi testi più impegnativi come la biografia di Togliatti..il colloquio si trasforma in una breve  intervista nella intervista:

Come sta Silvia Giacomoni sono un collega italoamericano…lei non se lo ricorderà ma trent’anni fa parlammo a lungo.

S:G:”Trent’anni fa?”

  ci incontrammo alla casa del sindacato a Firenze dove io intervistai Piere  Carniti.Ma in sala stampa io non la accostai perché avessi riconosciuto la già famosa allora Silvia Giacomoni

Ma perché,perché..non so se ho il coraggio di dirlo…

S:G” Dica pure Cristiano,non abbia paura .”

Ecco sì ehm lei allora con quel bel baschetto di capelli era la sosia di una mia amica del cuore certa Silvia Z.che è stata la ragazza più femminile e appassionante che abbia mai incrociato e allora...sa io sono un convinto darwinista texano...a somiglianza fisica corrisponde somiglianza gestuale si dice...insomma la accostai non rapito dalla sua fama ma dalla sua bellezza...poi quando ho capito che stavo parlando con la Silvia Giacomoni-io che allora collaboravo con riviste locali- la timidezza mi ha incenerito..


Giorgio Bocca - foto Cristiano Lovatelli Ravarino


Giorgio Bocca - foto Cristiano Lovatelli Ravarino

S:G: “Troppo carino ma allora probabilmente ero io la prima a essere sottopagata!”

Ma come,già allora in ambasciata Usa si sapeva che lei era la risorsa segreta di Giorgio Bocca, lei aveva fatto le spaventose complesse ricerche storiche che  gli avevano permesso di scrivere la biografia di Togliatti..non solo ma poi lei diventa anche una grande inviata nella moda,gli addetti ai lavori sanno che di lei Armani era letteralmente innamorato!per così dire.

S:G:”Ma lei sa davvero tutto! chi gliel’ha detta quest’ultima cosa ?”

Su Milano mi ha raccontato tutto- in quello che credo sia la sua unica intervista a tuttotondo - la mitica Almerina Buzzati ,la vedova di Dino, un altro dei miei maestri mentali…ma non vuole uscire sui giornali o sui libri e io rispetto questa sua volontà.. )

Caro Bocca  tornando a noi…come già confessato a Massimo Fini(che mi ha rilasciato una bellissima intervista ) benché allora fossi in America mi innamorai del giornalismo italiano leggendo gli straordinari vostri dialoghi sull’informazione su Prima…cosa ne pensa di Fini?

“E’ matto. Geniale ma matto.”

Forse perché si inventò,cito a memoria,una sua eccessiva critica all’allora direttore del Corriere

Della Sera Cavallari ?

“Con me si inventò che avevo denunciato un alpino alla polizia fascista.”

Un alpino??

Un giorno che passavamo da Bassano avrei incrociato un tale che parlava male della guerra e,secondo Massimo,io l’avrei denunciato alla polizia ferroviaria. Una cosa folle,semplicemente pazzesca. Poi però stranamente l’ho perdonato.”


Massimo Fini - foto Cristiano Lovatelli Ravarino


Oriana Fallaci - foto Oliviero Toscani

se lo merita ,credo oggi rimanga una delle nostre poche voci controcorrente.A proposito di

Imprevedibilità lei è stato un protagonista della guerra partigiana oggi però la vulgata vi descrive

Come una banda di malfattori e i fascisti paladini squisiti della democrazia.

“ Assistiamo a questo incredibile gioco delle parti per cui oggi i fascisti vanno in pellegrinaggio

Al Museo dell’Olocausto, vanno ad Auschwitz  quasi fosse casa loro…non c’è nulla da fare,il trasformismo all’italiana è eterno.”

Mi rendo conto che la polemica con Pansa le sia venuta a noia ma non credo le abbiano riportato o lei abbia letto cosa dice di lei nella “Grande Bugia”(Sperling & Kupfer) Cito testualmente:” Bocca all’inizio della loro storia sosteneva che le brigate rosse erano nere e che i covi li allestiva la polizia. Durante la guerra di  Segrate tra De Benedetti e Berlusconi si schierò con quest’ultimo sibilando: abbandoniamo stò ingegnere al suo destino così smetteremo di fare un giornale al soldo dei comunisti.Giorgio schiuma contro chiunque venda bene sulla Resistenza..Romolo Gobbi ricorda bene come per il successo del suo libro “Una revisione della Resistenza”venne aggredito da Bocca con l’insinuazione che aveva cercato di sputtanare la Resistenza per pura cupidigia di denaro…

“Ci sono delle cose vere ma è la cornice storica che è completamente falsata. E’ vero all’inizio pensammo a delle provocazioni fasciste ma che i covi fossero neri con la collusione di una parte degli apparati all’inizio lo pensammo tuttinon un unico demente,il sottoscritto…c’erano poi dei magistrati in particolare uno che arrivava nei primi covi brigatisti come uno  sceriffo brandendo la pistola..sembrava davvero una montatura…”

E il suo sleale parteggiare per Berlusconi contro De Benedetti?

“Chi lo dice ?”

Pansa nel suo libro.

“Appunto ma a Pansa chi glielo ha detto?La verità è che sì allora lavoravo per le televisioni di Berlusconi..

Come hanno fatto e  fanno tutti,la figlia di Scalfari,la moglie di Rutelli..

Ma ovviamente era stato concordato fin da subito tutto con Scalfari e lo stesso De Benedetti.Quindi nessuna slealtà,nessun tradimento,nessuna congiura.”

Ma allora perché Pansa lo ha scritto?

“Il perchè è semplice.Pansa è un maniaco.


G. Pansa - foto Panorama

E il povero Romolo Gobbi che secondo Pansa lei avrebbe asfaltato di lividi insulti?

“Io Gobbi non  mi ricordo neanche chi sia."

Vorrei passare ad un argomento che rappresenta una delle pochissime cose che di lei mi hanno lasciato interdetto.Una volta,cito a memoria,mi sembra al Maurizio Costanzo Show,lei sembrò

Ironizzare sul fatto che a Falcone non bastasse essere denominata signor Falcone da un imputato di mafia…ma come spiega benissimo nel bel libro scritto a quattro mani con Marcelle Padovani da parte di un mafioso signor Falcone a equivale a negare la formula signor giudice…è una mancanza,non una forma di rispetto.

“Ma sì...mi chiami dottor Falcone...in effetti il giudice aveva ragione a essere ipersensibile che il mafioso anzitutto rispettasse le gerarchie..”

Chi non ha mai rispettato le gerarchie è stato un altro personaggio che definire giornalista è quasi riduttivo,nel bene e nel male,Giuliano Ferrara. Lei ha spesso ricordato che è arrivato in diretta televisiva ad  aizzare il giudice Carnevale perché la querelasse..

Stamane è arrivato  a scrivere un corsivo sul suo giornale in cui diceva che mi “perdona perché non so quello che faccio “

Come meglio Gesù Cristo non potrebbe. In un libro che consiglio a  tutti di leggere “L’arcitaliano Giuliano Ferrara”di Pino Nicotri (Kaos edizioni 2004)viene ricordato come si pavoneggiasse  di essere stato un informatore della Cia.


Giornalista e non solo


Il collaboratore CIA Giuliano Ferrara

“ Che uno come Giuliano Ferrara per soldi abbia fatto l’informatore della Cia o comunque l’informatore può darsi senz’altro..sarebbe interessante sapere se lo faceva anche quando era un funzionario del PCI .”

Dice che vendeva le veline su Craxi. Qualcuno è arrivato a insinuare le concordasse con Craxi per influire di più su noi americani.

Sì ma a Torino lui era a capo della Commissione Operaia…sicuramente il polso dei fermenti brigatisti all’interno delle fabbriche lui ce l’aveva come pochi altri…lì sì che avrebbe potuto svolgere in modo splendido il suo ruolo di informatore.Dopo di gran notizie riservate non so quanto potesse averne..”

Anche perché chi si intende di cose americane,e nel mio piccolo credo di intendermene,sa che i funzionari della Cia non possono per legge qualificarsi come tali neanche dopo trentanni di matrimonio con la moglie…quindi non ha senso tecnico che qualcuno lo abbia accostato come segugio di Langley..al massimo avrà accettato una mazzetta da un funzionario carrierista della ambasciata Usa di Roma.

Nel mio recente libro ho parlato della affollata categoria dei giornalisti megalomani .Mi sono scordato in effetti di parlare di una categoria ancora più interessante,i giornalisti mitomani.

E’ un peccato avendo avuto a disposizione gente  come Pansa e Ferrara.”

Anche Pansa?

“Anche Pansa .Di una mitomania tutta sua,originale rispetto a Ferrara. Non vorrei si offendesse.”

Non si può negare però sia stato un grande cronista,le sue cronache della balena democristiana,il suo Bestiario fin dai tempi di Panorama sono negli annali di questo mestiere.

“E’ di sicuro un ottimo cronista…poi però fantastica,vede cose che non ci sono,fa insomma le cronache della sua immaginazione...direi riassumendo:buono come cronista,eccelso come fantasista.”

Cito sempre a memoria ma mi è rimasto indelebile tra i due uno scontro in una delle prime Samarcanda di Michele Santoro..con un ringhio minaccioso a Pansa che lo aveva appena definito

“Comico” Ferrara sibilò:“Fai attenzione tu che so cosa hai combinato in Sicilia buffone..augurati solo che non parli!”Pansa rimase livido in silenzio..sarebbe interessante conoscere i retroscena.

Un dettaglio che pochi ricordano è che quando Tortora venne maciullato-e lei e Biagi foste tra i pochissimi a difenderlo- Pansa si unì alla canea colpevolista.

“In che modo?”

Dando spazio al giudice Armando Spataro che con granitica certezza asseriva che Tortora era sepolto da un mare di prove inconfutabili…e che semmai per assurdo fosse risultato innocente non sbagliare sarebbe stato impossibile…certo non raggiunse gli eccessi del Corriere della Sera e di”firme”come Adriano Baglivo che come documenta sempre lo splendido terribile “Applausi e Sputi” (Sperling & Kupfer)di Vittorio Pezzuto raccolsero un tale mare di fango di calunnie di vomito diffamatorio sul povero Tortora da venire successivamente penalmente condannati a sei e quattro mesi lui e il direttore Alberto Cavallari  ( a parte che questo giudice di recente prima con il sequestro Omar voleva arrestare non poca  nomenclatura militare americana poi bel bello si è fatto invitare dal Dipartimento di Stato-da cui questa nomenclatura dipende-  per un viaggio di aggiornamento con altri giudici negli Stati Uniti...un bell’esempio di stile, non c’è che dire,della stessa qualità del suo giudizio su Tortora)Che ne pensa ?




Il torquemada fino a un certo punto, Armando Spataro - foto La Repubblica

“Niente perché non ho seguito queste cose…in quanto a Tortora penso di aver dimostrato

 di essere stato tra i primi a difenderne l’innocenza,certo purtroppo…la gente che frequentava era gente strana…in quel teatro televisivo dove vidi girare Portobello c’era una umanità indescrivibile..”

Era insomma incauto nei suoi contatti.

“No incauto,era il suo mestiere…ogni mestiere purtroppo ha i suoi rischi.”

A proposito di rischi lei una volta ha dichiarato che mediaticamente internet è il male perché ha sostituito la quantità alla qualità.Invece,rispettosamente,io penso che internet se ben usato possa contribuire alla qualità giornalistica.Diversi  anni fa il suo grande amico nonché maestro della categoria Enzo Biagi intervistando lo scrittore John Le Carrè gli chiese :”Ma lei esattamente che ruolo svolse nello spionaggio britannico?” E il noto scrittore, tutto sussiegoso :”Mi spiace,questo non posso dirglielo.” Bene, se allora Biagi avesse avuto la possibilità di usare internet si sarebbe subito accorto che Le Carrè lo stava prendendo in giro...infatti  pochi mesi prima  non solo alla BBC ma anche al Times aveva rivelato fin nei minimi particolari cosa aveva fatto come spia ad esempio a Berlino. 


Indro Montanelli

No ma il mio segretario che domina perfettamente il computer me ne tesse di continuo gli elogi..

Purtroppo appartengo a un’altra generazione,non ho mai imparato ad usarlo.”

Ricordo un memorabile articolo di Ettore Mo in cui quando Indro Montanelli si accorse che stava cercando di impararlo gli disse:”Se mi avessi trapassato la schiena con una coltellata mi avresti procurato meno dolore.” Comunque la vostra generazione che non usava il computer ha prodotto i Bocca,i Montanelli,i Buzzati, la Fallaci ,i Biagi…questa generazione di giornalisti nasce col computer in bocca  ma non mi sembra stia producendo risultati  analoghi…a proposito di Montanelli molte fonti gli attribuiscono questo giudizio:” Scalfari?un grande editore,un grande manager. Questo però non fa di lui un vero giornalista.


Eugenio Scalfari

“Mi citi una di queste fonti,nome e cognome.”

Massimo Fini.

(Bocca ride) “Ci risiamo con l’alpino…è vero,Scalfari non è un giornalista…Scalfari è un supergiornalista .Giornalista fino al midollo,fino ai difetti di questo mestiere,che è un po’ quello di

Credere di poter orientare l’Universo,non del tutto certo.Ma diciamo in modo robusto.

Fece anche il mitico scoop con Jannuzzi sullo scandalo del Sifar.

A parte il Sifar...il Direttore di un giornale sarà pure un giornalista no?ebbene Scalfari è stato il più grande direttore di giornali che io abbia conosciuto…con facile battuta potrei  dire un grandissimo direttore d’orchestra…nessuno come lui ha saputo come utilizzare al meglio i giornalisti che dirigeva..i direttori si dividono in due categorie:quelli che amano i propri i giornalisti e quelli che li invidiano. Nessuno ha saputo scoprire e valorizzare giornalisti come Scalfari.

Lei peraltro lo definisce così: come tutti i grandi manager crede ciecamente in ciò che gli giova.E anche:si convinse che i comunisti potevano essere democratici,anzi scalfariani.In realtà il successo

di Repubblica si resse anche sulla scaltra esclusione di chi poteva aprire gli occhi alla sinistra,che legge più della destra.Tutte le redazioni locali italiane ricevettero l’ordine tassativo di non intervistare mai studiosi come Salvatore Sechi,coscienze critiche in anticipo di anni sugli scheletri

Nell’armadio della sinistra storica.


La repubblica

“In realtà egli credette nei comunisti perché capì…che non lo erano davvero.Per quanto negativo ci vuole un grande nerbo per essere degli stalinisti.I nostri comunisti al massimo potevano diventare,come sono sempre stati,dei socialdemocratici.

Non tutti i direttori di giornale però sono idealizzabili. Nel suo recente libro lei fa un ritratto impietoso di Gaetano Afeltra.

Afeltra era l’uomo di Moro nella stampa,e da Moro si prendevano ordini non consigli…come uomo non posso che parlarne bene,con me fu sempre gentilissimo..ma come direttore... diciamo che come direttore voleva solo navigare tranquillo evitando il più piccolo refolo di vento.”

Vorrei con il suo permesso fare un grande balzo indietro nel tempo e parlare di quando assieme a Duccio Galimberti e Benedetto Dalmastro creaste le formazioni partigiane di GiustiziaLibertà.

Ammiro lo spessore etico che questo le ha dato e concordo su come questa ossatura morale sia stata importante anche nel mestiere di giornalista.Ma,non per curiosità macabra, le è mai capitato di uccidere qualcuno?

“Sì certo l’ho anche scritto.Avevamo ad esempio catturato un ufficiale tedesco.Alto,biondo,una figura nibelungica,si gettava nudo nel ghiaccio delle fontane per fare il bagno .Dopo due mesi

Si era creata una certa cordialità,per non dire amicizia.Purtroppo un improvviso rastrellamento tedesco in grande stile ci fece temere di essere catturati..se avessero catturato anche lui ormai conosceva  tutti i nostri rifugi,contatti, ,appoggi clandestini. A malincuore ma dovemmo fucilarlo.”

Pansa avrà anche esagerato ma il triangolo della morte non se l’è inventato lui.


Bocca Partigiano ANCHE della penna


Partigiani improbabili - foto Cristiano Lovatelli Ravarino

Ma ho scritto anche di questo.Una volta andai in un paese dove la polizia comunista aveva appena catturato e ucciso un commerciante del Sud a cui avevano sottratto trecentomilalire di allora.Andai a protestare,a chiedere spiegazioni. “Proprio tu Bocca che sei partigiano vieni a polemizzare.Nessuna pietà per i nemici del popolo.” Inutile negarlo,questa era gente che ammazzava facile.”

Sempre a proposito di lotta armata anche se con trent’anni di ritardo chi era in quel suo libro

Drammatico ma che ci ha fatto tutti noi innamorare “Noi terroristi”questa sorta di nocchiera nei

Marosi dell’eversione questa affascinanti figura di Giuliana contigua al terrorismo  che le faceva un po’da password per capire i fenomeni brigatisti ?

“Era la moglie di un terrorista cattolico .Era abilissima,non mi diceva mai nulla di preciso ma mi faceva capire tutto.”

Sempre a proposito di terroristi mi colpì nel suo scoop dell’intervista col capo br Mario Moretti…

“Non fu uno scoop. Andai a trovarlo in prigione.”

D’accordo ma credo fosse la prima intervista che concedeva  dal carcere…mi colpì una sua frase che ricordo ancora:”Sai Moretti perché mi hai concesso l’intervista?non per illuminare i segreti del caso Moro.Ma perché hai bisogno d’affetto.”

Oddìo affetto da parte di una simile glaciale intelligenza è difficile...diciamo che aveva bisogno

Di parlare.”

Lei crede nei misteri del sequestro Moro?pensa davvero ci fosse una eterodirezione?

“Nessun mistero,tranne quello insondabile della mente dei brigatisti.Ognuno di loro era un caso clinico,patologico.Combattevano contro la SIM (Stato Imperialista delle Multinazioni)quando

Anche i bambini sanno che le multinazionali se possono si sbranano fra di loro…erano pochi e affetti da visioni,visioni di mondi che non esistono.Eppure sono riusciti a insanguinare e a far perdere all’Italia dieci anni.Capisco che alcuni vedessero nell’America una sorta di Supermultinazionale.Ma di qua a trasformarla in una Spectre che dominava tutto e tutti non ci ho mai creduto .”


Sequestro Moro

Concordo commosso date le mie origini americane..anche se con  dispiacere debbo ammettere che sfidare il cartello delle multinazionali su un dato prodotto può essere molto,molto pericoloso.Scrissi a suo tempo molti articoli elogiativi del sindaco comunista di Bologna Renzo Imbeni con cui avevo un ottimo rapporto come il suo addetto stampa di allora Alessandro Rovinetti può testimoniare. Poi però mi accorsi che come brillantissimo eurodeputato stava cercando di convincere il Patto Andino a passare armi e bagagli all’Europa.

Che significa?”

Significa semplicemente che per prassi immemorabile i paese sudamericani offrono agli Stati Uniti la prima scelta di tutti i prodotti tropicali, inoltre scontati. Imbeni cercava di convincere il Sudamerica che l’Europa avrebbe offerto condizioni molto più vantaggiose.Sarà stato anche giusto

Ma questo avrebbe dirottato  via dagli Stati Uniti il quinto o sesto flusso economico del mondo…

Usavo incrociarlo ogni tanto all’Ipercoop Lame di Bologna vicina alla sede dell’allora partito diessino in via della Beverara..una volta gli chiesi se si rendeva conto di essere sull’orlo di un abisso.”Ma Cristiano stia sereno! -mi rispose con ironica gentilezza -Voi americani siete molto più buoni di quando lei stesso non dica!” Sarà. Pochi mesi dopo,parliamo di una persona  ancora giovane salutista fino all’ossessione,moriva di una leucemia dalle cause ignote.Ho molti testimoni del mio timore che gli sarebbe accaduto qualcosa. Basta,mi viene la depressione. Torniamo ai miti del giornalismo. Che tipo era  Dino Buzzati?


Renzo Imbeni - foto La Repubblica

Era un tipo assai affascinante,una delle poche persone a cui ho voluto bene…era un genio,era strano,era dino,mai più incontrato uno come lui.Era…come i suoi libri. Una fantasia indicibile

Contenuta nella cortesia all’antica di un gentiluomo austriaco.Lo stesso la sua famiglia,di grande rango,e il suo fratellastro,Adriano Traversi Buzzati.Nello stesso tempo avevo questo segreto contrasto per cui lui- che suscitava un grande fascino nel sesso femminile- prediligeva le squillo.”

Descrivendo il quale produsse però quel capolavoro di romanzo erotico,rarissimo in Italia ,che è “Un amore”.Mi ha sempre colpito che il suo ultimo articolo scritto fosse sul mio caro amico Francis Bacon. Nel bellissimo attico dove ancora vive la vedova Almerina ci sono dei suoi quadri che sono dei capolavori,molti sconosciuti,era davvero anche un grande pittore.

“Con Almerina finalmente incontrò una donna straordinaria che gli ha veramente voluto bene e che non ha mai tradito la sua fiducia”


GETTY PHOTO - Michael HAYDEN CIA director

A proposito di cose sorprendenti come giudica la cerimonia in onore di Licio Gelli che la moglie di

Massimo d’Alema,nota archivista,ha organizzato in suo onore per la donazione dei suoi archvi al Comune di Arezzo?Le vostre riviste ci hanno perseguitato per anni solo se si aveva avuto l’imprudenza,magari essendo americani,di andarlo a intervistare a Villa Wanda.

“ Non ho seguito questa vicenda. Certo questo enorme potere della P2 in mano a uno che quando parlava sembrava poco più di un ebete io sinceramente non l’ho mai capito.Hanno sempre detto fosse l’antistato.Secondo me invece sarebbe più esatto dire che è stata l’antidemocraziacristiana

E al suo modo mafioso di distribuire posti.. la P 2 era l’unica grande alternativa clientelare al partito che per quasi quarantanni ha dominato l’Italia.”


Venerabile P2

Per concludere vorrei  semplicemente chiederle qual’è il ricordo più bello e il ricordo più sgradevole che ha di settantanni di mestiere.

“Non è facile…forse il più sgradevole fu nei primi anni del dopoguerra.Dovevo fare un servizio all’estero,quando arrivo a Chivasso  mi  ritirano il passaporto dicendo di tornare dopo qualche giorno.Dopo qualche giorno mi dicono di non potermelo ridare perché c’era una indagine nei miei confronti.Chiedo sbigottito lumi a un mio amico magistrato di Cuneo e mi dice che c’era stata una denuncia da parte di un fascista nei  confronti di noi partigiani per “ omicidi  e strage” Tutto un programma l’informativa su di me  dei carabinieri:“Si dice sia stato visto aggirarsi armato nei pressi di Barberino”.

Lo credo,facevate la guerra!oltre che la Storia.E il più bello?

“Penso la nascita della Repubblica e l’affermazione dal nulla di questo giornale come prima testata italiana assieme al Corriere.Furono tempi quelli,ci siamo scritti di recente con Scalfari

in cui la bellezza del nostro mestiere si univa alla bellezze di un vero impegno civile.”

Tutto il contrario,come tendenza,dei tempi d’oggi.

A cui sono ben lieto di non appartenere.”

                               Cristiano Lovatelli Ravarino





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