Per chi pensa che i misteri del Pontormo siano altrettanti importanti di quelli del Pentagono....
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Deposizioni di questo livello a favore dellex capo della Criminalpol Squadra Mobile e Sisde in Sicilia ce ne sono state non a decine ma centinaia. a parte testimonianze di grande prestigio come quelle della Casa Bianca che nella figura di Bush padre lo ringraziava per aver evitato grazie a lui un pericolosissimo attentato

Dallaltro lato invece abbiamo un manipoli di assassini in preda a un plateale desiderio di rivalsa e di vendetta dato che in quegli anni nessuno come Contrada li aveva contrastati. Ma ovviamente tutto possibile,non basta essere un sicario per non potere dire il vero e non basta essere stato un grande servitore dello Stato per essere immuni da deviazioni o tardivi malcomportamenti.

Il problema dei pentiti sullex capo della Squadra Mobile di Palermo e capo della Criminalpol in Sicilia nonch anima rinnovatrice del Sisde(una delle vere oscure origini delle sue traverse) che essi ricordano con anni di ritardo,indicano posti sbagliati ,citano testi che li smentiscono,suffragano le loro tesi appellandosi ai morti,rivelano favori presunti da parte del- a dir loro compiacente funzionario- tec- nicamente impossibili come il famoso rilascio della porto darmi al capocosca Stefano Bontate che avenne in effetti a Palermo nel 1960 dove il dott.Contrada prese servizio nel 1962! Non solo ma uno dei suoi primi atti fui segnalarne linopportunit alla Questura che infatti glielo revocquindi-e questo uno dei tanti esempi possibili- esattamente il contrario delle insinuazioni dei pentiti!

Saremmo al pi esilarante cabaret dellassurdo se non fossimo di fronte a una tragedia cos immane da essere non pi quella di una sola persona, ma di una intera Nazione. Come mi disse il padre dei Padrini ,Don Giacomo Riina, nellunica intervista della sua vita, con lugubre lucidit : LaMafia? Se esistesse-e di questo nulla saccio- se danno miliardi e libert ai pentiti invece di farci la spremuta.. e mettono in galera il dott.Contrada che ci ha stracciato la minchia come nessunaltro per trentanniha di sicuro vinto ! E poi con quel tipico filosofeggiare che per i capi corleonesi una sorta di lupara verbale:E daltronde dottorecori forti consuma la cattiva sorti. (Chi coraggioso stanca la fortuna.)

Ci vorrebbe un Eschilo per descrivere a fondo questo scenario inaudito.

Lannichilito cronista pu solo riportare con assoluta fedelt le parole registrate dellintervista gettando cos un piccolo spot di luce su un mattatoio ai limiti del fantascientifico.ma che altra luce totale finora -nonostante gli immensi fari mediatici in circolazione- non aveva ricevuto e dato che egli sa di non essere certo il mafiologo nazionale di riferimento riflettere con sommessa, costernata, amarezza su quanta infinita sappia essere la capziosit del circuito giornalistico- giudiziario.

Qualcuno diceva sventurata le Patria che ha bisogno di eroi.

Cosa dovremmo dire di una Nazione che si vanta impunemente -come scriveva Shakespeare- di averne fatto il suo vomito.

Pi si approfondiscono i fatti pi sembra insensato aver accusato di collusione con la Mafia Lei, una persona che mezza Mafia aveva messo in galera.forse una delle poche vere obiezioni che le possono essere rivolte che persino lei Eccellenza -considerato anche dai suoi detrattori la Memoria Storica di questo fenomeno -si fece sfuggire il primo vero grande pentito di Mafia -Leonardo Vitale-che nellindifferenza e nellincredulit generale( e con una credibilit probabilmente superiore allo stesso Buscetta) si pent dieci anni prima di lui.

A parte che gi anni prima ,a disdoro del tribunale di Bari, nel processo contro i Corleonesi venne misconosciuto una specie di antesignano pentito sui generis , Luciano Raia, con la grottesca motivazione cheNon era credibile in quanto omosessuale.

Mi dispiace deluderla dottore ma quando Leonardo Vitale si pent ,si consegn spontaneamente proprio al sottoscritto.

A lei??

In persona.

Io lavevo arrestato per sequestro di persona nel 1972 ma era stato messo in libert provvisoriaapparteneva alla famiglia mafiosa di Boccadifalco. Il 30 Marzo del 1973....il 30 M arzo del 1973 io non ero ancora capo della squadra mobile di Palermo ma dirigente della squadra catturandicapo della mobile lo divenni ad agostosi present questo soldato della cosca di Boccafalco (il boss era suo zio Giovannimaria,detto Don Titta) che in preda a una specie di crisi mistica diceva che era venuto a confessare i suoi crimini di fronte alla legge ma che questo non gli bastavaperch per espiarli di fronte al tribunale celeste cera bisogno di un commissariopi altolocato.

Non temeste di trovarvi di fronte a una sceneggiata,a un depistaggio?

Non c un modo serio o un modo ridicolo di confessarea me interessavano solo i riscontri . Vitale ci disse subito che avrebbe confessato i suoi delitti dandoci le prove e parlato di quelli di cui aveva sentito dire nellambito della mafia.Inizi confessando lomicidio di un certo Pinuzzo Bologna di cui anni prima mi ero occupato-conoscevo bene quindi la materia-rimasto fino allora a carico di ignoti.Specific che nel momento in cui gli sparava il Bologna si stava accendendo una sigaretta e infatti il cadavere aveva una sigaretta fra le maniallora andai a controllare tutte le foto apparse su tutti i giornali dellepoca per vedere se questo dettaglio appariva ma non apparivaVitale poi ci dette un altro elemento inattingibile dalle cronache e cio che essendo non alto di statura aveva usato delle cassette di frutta per meglio appostarsi e lo colp che fossero di marca stranierariandammo a guardare tutte le foto ambientali del delitto(allora non eravamo certo C.S.I ma gi le facevamo..) e infatti le cassette erano di frutta esotica marca brasiliananon era un mitomane,stava dicendo la verit.

Allora perch non venne creduto e abbandonato in un ospedale psichiatrico da cui, appena uscito, la Mafia si premun ovviamente di trucidarlo?

Con il giudice istruttore Aldo Rizzo dette decine e decine di altri riscontri ma purtroppo parliamo di un pentito , appunto, mistico o perlomeno di una persona con problemi psichici che quando confessava non guardava te ma trasognato il crocifisso.la difesa ebbe buon giuoco con linfermit mentale..

Interessante per Eccellenza che anche in questolei avesse visto giusto.

Facciamo un salto di venti anni e veniamo ai giorni nostrilei ha avuto un oceano di difensori al processo, ma anche il mare avverso non scherza. Mi ha colpito la testimonianza-io che sono di origini americane-dellex agente della Dea e consulente della Fbi Charles Tripodi.

Dichiar che lei- che di Boris Giuliano sosteneva di essere lamico migliore,il fratello morale-ne fosse il Giuda. E che smettesse di cercare di fare lagente sotto copertura,sugger a un Boris Giuliano a suo dire dubbioso nei suoi confronti, perch aveva avuto sentore che lei avrebbe potuto bruciarlo

Mare avversolei sar libero di giudicare ,alla fine di questo colloquio, se io mi sia trovato contro un mare antagonista o solamente un vasto insieme di immondi liquami.

Ho lavorato assieme a Giorgio Boris Giuliano per quasi venti anni alla squadra mobile di Palermo.Boris non era un mio amico. Boris era mio fratello.Questo Tripodi era un agente dellantidroga americana che frequent Palermo per pochi brevissimi periodi.. ma mi bastarono pochi minuti per rammaricarmi di averlo conosciuto.

Perch?

Era un fanfarone,uno spaccamontagne,con un curriculum di nessun rilievo particolareil tipico sceriffo allamericana smargiasso ( ben altri marshals di valore ho conosciuto di quel paese) che dopo cinque minuti cinque che era arrivato gi ci spiegava a tutti come sradicare la Mafia dalla Sicilia in due mesi, forse meno, e addirittura come spararenoi che alla squadra Mobile avevamo agenti che se avessero partecipato alle Olimpiadi di tiro avrebbero rischiato di vincerle

Per a me risulta che con Giuliano non avesse un cattivo rapporto.

E vero.Il problema era che Tripodi era il nostro collegamento con la polizia americana-io tenevo quelli con la polizia francese- e come collegamento con lAmerica Boris doveva fare buon viso a cattivo gioco con questo Tom, lo chiamavamo cosil problema nasce dal fatto che nel 92 poco prima del mio arresto Tom d alle stampe un libro di sue Memorie con un titolo in sintonia con il suo stile, come dire ,non minimizzanteil libro,che ho in originale,si chiamava Crusades, Crociate in esso non c il pi piccolo accenno a questo fatto gravissimo e cio che Boris non si fidava di mema poco dopo mi arrestano e il nostro caro Tom si deve esser detto ma guarda che bello spot pubblicitario per il mio libro, la volta che me lo traducono anche in italiano.. e improvvisamente si ricorda di una cosa che nel libro avrebbe meritato un intero capitoloContro di lui ha deposto lintera questura di Palermo...dallultimo piantone al capo della Polizia chiunque sapeva che ci saremmo buttati luno per laltro nel fuoco Boris ed io senza neanche chiedere spiegazioni

Non vorrei sembrare sacrlego ma non era un poBoris Giuliano viene ucciso in un bar tutto solo da uno che gli spara eroicamente alle spalle con quella faccia..

Bagarella.

Esatto Bagarella,un capo mafioso con la faccia da Diabolik mostruoso...una volta tanto un mafioso che sembra un mafioso e non un sacerdote benedicente...dicevo non era un pochino ingenuo andarsene a bere il caff tutto solo al bar?

Parliamo del 79non cera ancora chiara la stagione dei delitti eccellenti..certo Giuliano ed io sapevamo di correre dei rischi ed avevamo avuto lofferta di un minimo di scortama ambedue lavevamo rifiutata perch non volevamo, in caso, coinvolgere degli innocenti...io per anni me ne sono tornato a casa da solo con nella mano sinistra la chiave per aprire la porta e nella destra la pistola per sparare, questa era la miascorta, eppure c chi stato capace di descrivermi come uno che aveva paura

Cerchiamo di vagliare altre delle sconcertanti accuse che le sono state mossesempre a fine anni settanta lesponente di spicco della famiglia mafiosa mewyorchese John Gambino viene intercettato e perquisito presso lHotel Agip di Palermo dallagente De Luca che-secondo le cronache- si rivolge a lei per trovare un qualche pretesto formale per arrestarlosecondo le dette cronache lei nicchia,tergiversa,cita in modo insabbiante il parere del giudice Imposimatoinsomma stranamente vi fate sfuggure dalle mani una pedina preziosacosa c di vero?

Nulla. Il 12 Ottobre del 1979 in effetti ci viene segnalata allHotel Agip la presenza di questo italoamericano John Gambinonei cui confronti non cera in atto per nessun provvedimento restrittivo,nessuno,non era un ricercatoaveva solo una schedina di segnalazione per una sua ipotetica

Appartenenza al crimine organizzatoe infatti quando mi dissero che stava recandosi aereoperto-allora dirigevo sia la Criminalpol che ad interim anche la Squadra Mobile- detti ordine di fermarlofui io che detti lordine non certo De Luca

Ma i giornali hanno scritto

Eh,ma caro il mio mr.Lovatelli Ravarino...se avessi tenuto dietro a tutte le sciocchezze che hanno scritto su di me i giornali veramente mi sarei autoaffibbiato lergastoloavrei passato la vita intera a smentirecomunque il Gambino arriva in Questura con un cugino e del bagagliolo perquisiamo assieme alla macchina e al bagaglio...niente. Siccome cera la nomea di un suo collegamento attorno al finto sequestro Sindona chiedo al giudice Ferdinando Imposimato a Roma che se ne stava occupando cosa suggeriva di fareSe non ci sono precisi elementi a carico rilasciarlo,mi rispose. Chiaro?

E vero che dopo molti mesi di indagini questi elementi emersero ma noi in quel momento non avevamo nulla.Non fummo chiaroveggenti, vero.Non avrrei mai pensato che la mancata chiaroveggenza medianica potessi configurarsi come una sorta di ombra sul curriculum.

Unaltra accusa sottilmente devastante contro di lei sarebbe la sua capacit di intimorire anche testi privati,come la vedova dellingegnere Roberto Parisi Presidente dellIcem e della Palermo Calcio ucciso in un agguato di stampo mafioso, la signora Gilda Ziino.Lei si sarebbe presentato a casa sua intimandole di non profferire parola di ci che sapeva se ci teneva alla sua bambina e una volta saputo che lei si sarebbe confidata con Falcone per questo atteggiamento intimorente lavrebbe talmente spaventata da farle negare lincontro,pure avvenuto,con il magistrato.Come and?

Esattamente al contrario. Ero amico personale dellingegegner Parisi e con mia moglie lo frequentevamo assieme alla sua prima moglie, signora Elvira, perita tragicamente assieme alla figlioletta Alessandra di 6 anni nel volo Itavia su Ustica. Anni dopo si rispos con questa signora Ziino con la quale anche allacciamo rapporti di buona cordialit tanto vero che intervennero al matrimonio di mio figlio Guido nellOttobre dell89 e a volte venivano anche a pranzo o a cena a casa nostra.Dopo il mio arresto,improvvisamente,e chiaramente influenzata da qualcuno, tir fuori questa storia senza capo n coda che io, per di pi minacciosamente, le avrei intimato di non rivelare ad anima viva le tremende verit che sapeva sulluccisione di suo marito.Ma lei cosa sa sulla morte di suo marito?le chiesero al mio processo.Assolutamente nulla!Fu la sua risposta.E allora che min..che miseria di minaccie avrei dovuto farle,io? Terrorizzarla perch non rivelasse ci che ignorava?

La verit che la signora Gilda dopo la tremenda morte del marito,forse per un principio di esaurimento nervoso,si era messa a parlare a ruota liberacon le ipotesi sui mandanti pi strampalate e folli di questo mondoio che credevo di essere considerato un buon amico di famiglia mi limitai a dirle che se sapeva qualcosa di certo doveva parlarne solo con il magistrato inquirente...nemmeno con me,che essendo passato ai servizi non potevo per legge pi condurre indagini di polizia giudiziaria!

Legge demenziale, per inciso.

Sar demenziale ma va rispettatacomunque al processo sembrava un film di Ridolini ,se non fossero sequenze tragiche sulla mia pelleMa lei cosa sa di inconfessabile sullagguato di suo marito?Io??Nulla!! Ma allora cosa la minacciava il dott.Contrada di non rivelare ?Ah,questo poi.. non lo so!

Diciamo che il suo avvocato Alfredo Galasso, peraltro penalista famoso, non tendeva certo a minimizzare.

Ecco,bravo.Io lavvocato Galasso lho anche querelato ma era deputato e si avvalse della sua immunit parlamentare.

Quasi in un crescendo si arriva contro di lei a insinuazioni apocalittiche come quelle dellex braccio destro di Borsellino ,Carmelo Canale, che durante il processo ha sostenuto di essere entrato-come molti altri con tempestivit miracolistica- nella stanza di Falcone al Ministero di Grazie e Giustizia nel gennaio del 92 e aver colto al volo quest urlo di Falcone a Borsellino:Il responsabile del mio attentato allAddaura Contrada,caro Paolo, ecco chi !!( evidentemente Falcone si fidava fino a un certo punto anche di Borsellino dato che le rivelazione gli sarebbe stata fatta quasi tre anni laccaduto,ndr) Se divento Superprocuratore Nazionale il mio primo atto sar mettergli i ceppi a quello l,per Dio! Non solo, Eccellenza, ma come altro carico da novanta il tenente Carmelo al processo ha rievocato i tremendi sospetti che su di lei nutriva lallora direttore generale dellAlto Commissariato, prefetto Angelo Finocchiaro.

Ma, sa,parliamo di uno che diventato tenente a cinquantannii bravi tenenti lo diventano a venti.Lui inoltre lo diventato, tenente, per meriti straordinari, cio perch si presumeva corresse pericoli in quanto ex collaboratore di Baorsellino dopo la strage di Via Amelioper me comunque -dato anche quello che si permette di delirare- rimane sempre un marescialloa parte che ha ovviamente anche lui subto il suo processo per concorso esterno in associazione mafiosa (assolto,ndr)

Siamo allinconcepibile... io per questa storia non sono mai stato neanche interrogatoe comunque di fronte a una simile enormit ci si aspetterebbe che uno come minimo si mettesse a gridarlo e a denunciarlo ai quattro angoli del mondo, credo... e invece cosa fa il maresciallo Carmelo, tenente a cinquantanni?se ne sta zitto zitto buono buono.. ovviamente facendo fare al povero Borsellino la strana figura di quello che-invece di precipitarsi ad ammanire unistruttoria solidale con il pericoloso attentato subto dallamico fraterno Falcone-gli intima omertosamente di non fiatareSi scoprir poi che a fare il nome di un mio stretto collaboratore fu un ufficiale dei carbinieri che verr poi condannato per calunniacaso chiuso?Macch. Lufficiale fellone ha patteggiato e io per molti sono ancora lanima nera dellAddaura.

In quanto al Prefetto Angelo Finocchiaro si vada a rileggere il signor Carmelo la sua deposizione del 4 0ttobre 1995 al mio processo un lungo elenco di operazioni eccezionali che sua Eccellenza ha la bont di ascrivermi, anche quelle di cui si saputo poco,come quella divenuta famosa come lAutoparco di Milano,o quella sulla scoperta delle societ satelliti di Bernardo Provenzano,o quello sulla famiglia Madonia utilizzato dalla Procura di Caltanisetta

Sui Siciliani di Claudio Fava-una rivista di cui suppongo lei non sia innamorato-lex braccio di destro di Falcone, giudice Ayala, pervicacemente dichiar che Falcone lo mise in guardia su di lei: Accura Contrada Stai attento a Contrada e ribad che Falcone la sospettava per Tugnoli.Nellultima recente edizione del Salotto letterario di Cortina gli chiesi come mai non avesse querelato Luca Rossi che in quel libro straordinario, e poco letto, che I Disarmati(Ingrandimenti ,Mondadori 1992) descrive uno scontro assai forte tra lui e il Commissario Cassar che in un suo rapporto mandato al giudice ucciso a Capaci aveva annesso una foto di Ayala accanto al superpadrino Michele Greco ritrovata nella villa del boss a Casteldaccia, per di pi scattata in un locale equivoco appartenenete a Greco.Pensavo Ayala mi avrebbe sommerso di spiegazioni invece tutto quello che ha saputo dirmi stato balbettare:Ma comema come ma se Luca Rossi lo abbiamo anche ospitato..(quasi questo costituisse un limite etico alla libert del giornalista,ndr) e poi con voce strozzata:Io di questonon voglio parlare! e con un balzo felino si recato sul palcoscenico dei relatori. Dove stato come di norma brillantissimo e dove si bevuto-mi scuso per lo stress arrecatogli- cinque bicchieri di vino nero.

Ritornando alla scenetta di Canale che intercetta miracolisticamente lurlo accusatorio di Falcone a questultimo per inciso fa fare la figura, ancora peggiore ,di un vigliacco tale da non avere a sua volta subito perseguto-avendoli tra laltro tutti-con tutti i mezzi possibili quel terrificante infedele servitore dello Stato che sarebbe stato Lei

In tutto questo pantano certo la stampa ha soprattutto pescato nel torbido con rare eccezioni.. tipo G.Chiocci del Giornale o certi libri come Il caso Contrada, Rubettino editore, del corrispondente da Palermo del Corriere della Sera Felice Cavallarocaso davvero emblematico del ponziopilatismo anche di un certo giornalismo di livello perch nel libro Cavallaro smantella- una ad una- le accuse deliranti dei pentiti nei suoi confront.salvo poi essere possibilista sulla sua colpevolezza- perlomeno nel tono- nelle sue cronache giornalistiche da Palermo.

(Certo che se anchio facessi il corrispondente da Palermo non so quanto avrei il coraggio di far imbestialire la concordante casta dei magistrati antimafia,con tutto il rispetto per chi fu eroico ovviamente)

Dicevo una volta poi querelata la stampa subito balbettante e tremante ritira la mano ,come accade per lEspresso in un famoso antesignano articolo contro di lei,se non sbaglio.

Esatto. NellEspresso allora diretto da Giovanni Valentini larticolista Roberto Chiodi mi accusava di favoreggiamento nella fuga di Oliviero Tognoli collegato alla Pizza Connectionio querelai e subito Il Direttore e Chiodi mi scrissero scusandosi dicendo che erano stati male informati e proponendomi un cospicuo risarcimento che io rifiutainon volevo certo sembrare longanime per motivi di denaro...ma ammisero lerrore e rimisi la querelatempo dopo, tra laltro, Chiodi continuava talmente a macerarsi per la gigantesca bufala che lavorando al Velino di Lino Jannuzzi si fece vivo con il mio avvocato Pietro Milio per chidere se poteva fare spontaneamente qualcosa per rimediare..

In ogni caso per rendersi conto delle paludi che ho dovuto attraversare ben tre Pm(Ilda Boccassini,Carmelo Petralia,Fusto Cardella )che a lungo indagarono sullAddaura non riscontrarono mai nulla a mio carico chiedendo subito la mia archiviazione nonostante il clima fosse tale che quando il generale Mario Mori dichiar che Falcone non aveva mai sospettato di Contrada la Procura di Palermo lo indag per falsa testimonianza! E per fortuna che poi archiviaronoe tutto questo nonostante lex dirigente della Criminalpol della Sicilia Orientale nonch alto funzionario del Sisde e della P.S. Luigi De Sena incaricato dallallora direttore del Sisde prefetto Malpica di sondare direttamente Falcone di cosa pensasse dellarticolo dellEspresso dichiar che il grande magistrato gli rispose che non solo non cera nulla di vero ma che era disponibile anche a farne oggetto di una conferenza stampa tanto gli sembrava ingiusto il tattamento riservato a Contrada. e questo, dottore, da parte di una persona che viene descritto in certi immondi pamplhets come uno che se era costretto a stringermi la mano dopo se la puliva, schifato, sui pantalonie nonostante al Processo lallora capo della Polizia Ferdinando Masone testimoniasse che sebbene fosse divenuto amico intimo di Falcone a Roma mai nulla gli era stato manifestato contro di mestesso racconto da parte dellallora Comandante sezione polizia giudiziaria della Procura di Palermo, nonch ex collaboratore di Falcone, colonnello dei carabinieri Diego Minella.

La misura colma, davvero troppo colmami chiedo se esista qualcosa o qualcuno in grado di intaccare le mura di Gerico di malafede da cui sono stato circondato in tutti questi anniio dico che se fosse venuto a testimoniare a mio favore al processo Nostro Signore Ges Cristo in persona certi magistrati siciliani lo avrebbero incriminato per depistaggio. Se mi permessa la metafora.

Ad esempio?

Penso a certi pm come Luca Tescaroli di Caltanisseta che dopo questo oceano di testimonianze a mio favore ancora si ostin ad andare a chiedere in Svizzera al giudice Lehaman-che era con Falcone il giorno dellattentato allAddaura- se sapesse qualcosa di incriminante sul mio contoper sentirsi rispondere da Lehamn quello che aveva gi dichiarato un milione di volte e cio che Oliviero Tugnoli le indiscrezioni giudiziarie su di lui dal Palazzo le sapeva da un funzionario della Polizia di Stato,tale Cosimo di Paola,suo ex compagno di scuola.

Tornando un secondo allEspresso, che pure tutti da giovani abbiamo considerato scuola di giornalismo,il vizietto di far esplodere gli scoop sulla pelle della vita altrui salvo scoprire goffamente subito dopo che era tutta una bufala-il che pu capitare ovviamente alle migliori famiglie- cercando per di non farlo sapere...questo vizietto dicevo lhanno un po nel dnacome le cronache diffamatorie di Mario Scialoia(cito il nome a memoria,ovviamente mi scuso se il giornalista era un altro,comolunque dellEspresso ) sul presunto megabaombarolo della destra Massimiliano Fachini implicato in un omicidioche poi per cercarono di ricoprire doro quando, tanto per cambiare,si resero conto che era tutta una ballail Fachini tra laltro nonostante fosse quasi indigente rifiut pur di ottenere come ottenne-la condanna penale del giornalista

Giustizia fatta?Forse.Ma chi lha saputo? Pressoch nessuno.

Un altro che si fatto carico di raccogliere tante leggende metropolitane nei suoi confronti,insidioso perch la gente crede ai film- non ai libri, il regista Giovanni Ferrara.Che lei per ha querelato.

E che il tribunale di Roma ha condannato stabilendo che il suo era solo fango diffamatorio dato che mi posizionava in via dAmelio pochi secondi dopo la strage di Borsellino e la sua scorta(vedi fine intervista,ndr) . Il tribunale stabil una provvisionale di risarcimento di 200 milioni ma il signor Ferrara vuole lo sconto, disposto a pagarne solo cinquanta.

Lei ha denunciato anche dei deputati.

Come Carmine Mancuso,ma sia lui che lavvocato Alfredo Galasso allora onorevole si guardarono bene dal rinunciare alla propria immunit parlamentare.

Andando alle accuse nei suoi confronti dei collaboratori di giustiziaIl versante delle accuse dei pentiti di mafia che laccusano di collusione con il loro ambiente talmente un colabrodo -nonostante una certa magistratura,inflessibile,continui ancora a credervi- che si ha quasi pudore a parlarneprendiamone comunque uno fra gli altri,Marino Mannoia.

Ottima scelta data la particolare vergognosit del casoa questo pluriomicida-ha confessato venti omicidi ma ne ha commessi sicuramente di pi- lo Stato dopo avergli erogato per diciassette anni uno stipendo mensile di pi di diecimila euro al mese (neanche un ambasciatore di prima classe lo avrebbe avuto) adesso ,riconoscente, sta liquidando la sua preziosa collaborazione con un milone di euroma vediamo in cosa consiste questo suo formidabile contributosi pente nellOttobre del 89 e fino al 92 non ha niente da dire sul mio contoora capisco scordarsi un omicidio,ne commise talmente tanti che una contabilit del sangue rigorosa da parte sua non la si poteva certo pretendere, poverettoma scordarsi che il pi famoso poliziotto di Palermo era colluso con la mafia?non sarebbe dovuto esplodere come fosse plastico nelle prime parole del suopentimento?Invece niente. Ma procediamo con ordine. Io vengo arrestato nel Dicembre del 92.

Nellaprile del 93 Caselli e tutto il pool di Palermo si recano ad interrogare Marino Mannoia in America per lomicidio Lima.Gi che ci sono gli chiedono se sapeva qualcosa sul mio conto.

Se sapeva qualcosa sul mio conto Solo che un funzionario della polizia di Palermo,risponde Mannoia.Come non bastesse in agosto si recano sempre da Mannoia in America quelli del pool di Caltanissetta,il procuratore Giovanni Tinebra,la Bocassini, Petrala etc. per avere lumi(dallAmerica Mannoia doveva avere una vista acutissima)sulle stragi Falcone e Borsellino.Manco a dirlo ,gi che ci sono, gli chiedono se gli risultasse qualche mia collusione con luniverso mafioso.Mannoia ribadisce esattamente il gi detto ai palermitani,che mi conosceva unicamente in quanto funzionario della Polizia di Palermo. Arriviamo al 94 e al mio rinvo a giudizio e quelli di Palermo da Mannoia in America ci tornano di nuovo! Avevano un assoluto bisogno che qualcuno confermasse le parole contro di me dei pentiti Mutolo e Cancemi improvvisamnte colpita come di consueto dalla solita lentissima folgore di Damasco-Mannoia ricorda! Ricorda per confermare ricordi di altri ovviamenteinerenti ad accuse grottesche come il fatto che il costruttore mafioso Angelo Graziano mi aveva messo a disposizione un appartamentino ignorando che il Graziano, io, lavevo gi arrestato e denunciato pi volte per estorsione ed estorsione aggravata con materiale esplosivo! Pu darsi che i boss mafiosi siano tutti una banda di sadomasochisti e che nel venire arrestati con la prospettiva di decenni di galera godano moltissimo...in questo senso ma solo in questo- posso reputarmi colpevole di collusionea parte gli scherzi altra cosa gravissima fu che al mio processo i verbali dei due precedenti interrogatori multipli in cui Mannoia negava di sapere su di me alcunchdallaccusa vennero occultati! Sebbene il codice di procedura penale preveda specificatamente che laccusa, se ne a conoscenza, deve anche esibire le prove a discarico dellimputato

Il primo, quello del pool di Palermo, viene fuori casualmente perch io suggerisco al mio avvocato durante linterrogatorio di Marino Mannoia di chiedergli se aveva parlato di me e come prima del 27 gennaio 94rispose che in effetti nel primo interrogatorio aveva detto di non sapere nulla e siccome era stanco e quelli insistevano Li mandai tutti a fare in culo ..questo, testualmente, emerse del primo interrogatorio del caro Mannoiadel secondo verbale di quelli di Caltanisetta si seppe solo dopo il mio primo grado di processo casualmente scoperto a Caltanissetta da un avvocato!! E se non bastasse va considerato che questa bella attendibilissima persona si permesso di infangare anche il padre morale di Falcone e del pool antimafia il consigliere istruttore Rocco Chinnici- quello vaporizzato da unauto bomba di fronte a casa sua- dicendoche era nelle mani della mafia di Misilmeri,suo paese natale!!.

Non possibile dott.Contrada,questa troppo grossasu una cosa cos in America o Mannoia si fa lergastolo o il New York Times ci avrebbe fatto lapertura un giorno s e un giorno no

In Italia, invece,tranne un articoletto nel Giornale di Sicilia del giugno 2000, nessuna eco particolare. E a Mannoia ,come buonuscita finale per gli splendidi servigi resi, gli danno due miliardi.

A proposito di Chinnici-stiamo parlando della sua tragedia Eccellenza ma anche con laiuto dei suoi lumi dei lati pi oscuri e inconfessabili della storia moderna della mafia i Sicilia- nei suoi diari,una volta ritrovati, emersero giudizi inclementi,terribili su Falcone.ma non erano padre e figlio?Falcone non era il luminescente Lancillotto da tutti amato della riscossa contro Cosa nostra?

 

Preferirei sorv..comunque in effetti negli ultimi tempi sembra fossero emersi dei dissapori fra loro. Ma non me la sento di aggiungere altro a quanto gi non si sappia.

( I padri della Patria dellantimafia storica in realt non si amavano. In una intervista poco conosciuta -,ma mai smentita ,a Luca Rossi di Epoca Paolo Borsellino-a Chinnici vaporizzato-non esit a dichiarare: Rocco Chinnici?era uno che parlava a ruota libera.Spesso confondeva i fatti con i giudizi.Si lament persino che trattassimo i Salvo con i guanti gialli,che chiunque al posto loro lavremmo gi fatto finire in galera..)

Per la deposizione di un altro ineffabile pentito, Rosario Spatola, lei parl adirittura diaggiustamentodella sua deposizione.

Tra le tante altre insensatezze il cocainomane inveterato Spatola disse di essere andato a magiare al ristorante Il Delfinoa Sferracavallo vicino a Palermo con i fratelli Di Caro,massoni,che a suo dire mi riconobbero indicandomi come loro fratello mentre mangiavo in una saletta riservata assieme al capocosca Rosario Riccobono.ora, non solo i fratelli Di Caro lo smentiscono ma la saletta riservata..non mai esistita.Spatola sembra improvvisamente rendersi conto dellerrore e fa una virata in extremis iniziando a parlare di spazio appartato che in quel luogo l unico possibile era fra i due cessi. Vi sembra possibile che io mettevo il dirigente della Criminalpol e un capo della mafia a mangiare tra due cessi? obbiett sbigottito il proprietario del ristorante al processo stranamente, per inciso, mai interrogato prima.ma anche qui delle zelanti farneticazioni di Spatola avevano bisogno perch i vari Mutolo Buscetta Marchese e compagnia bella mi accusavano di fatti commessi prima del 28 Settembre del 1982 giorno in cui entra in vigore la legge n.646 che inserisce nel c.p.lart.416 bis che prevede il reato di associazione mafiosase non arrivava come cacio sui maccheroni il caro Spatola Rosario non avrebbero potuto infliggermi anche quella pesantissima aggravante

Ma chi erano i suggeritori di Spatola?

Putroppo non lo so.O meglio posso intuirlo,intuirlo benissimo.Ma lintuizione non una prova- per me perlomeno.Se le avessi, le prove, li avrei gi denunciati per calunnia e frode processuale.

Il pentito Cocuzza disse una volta di lei una cosa, sui suoi presunti rapporti col capocosca Riccobono,che ne potrebbe spiegare molte altre.Disse non era Contrada che era colluso.. era Riccobono che era un suo confidente .E daltronde ,scusi Eccellenza, quale migliore trofeo per un segugio che immettere nelavverso campo mafioso il cavallo di Troia di un capocosca sbirro?

Non lo nego ma Riccobono non mai stato un mio confidente.

Certo non che ne mancassimo.e Riccobono aveva fama di delatore ma io non gli avrei mai concesso quel ruolo perch glielavevo giurata a morte. Aveva ucciso un giovanissimo poliziotto della mia squadra, napoletano come me, a cui ero molto affezionato.Mossi mari e monti per riuscire ad arrestarlo e incarcerarlo per omicidio, per associazione di stampo mafioso,per estorsione aggravata.lo porto in Corte dAssise e cosa succede?Che lui e Gaspare Mutolo vengono assolti e rimessi in libert dal presidente del tribunale ,quello stesso Francesco Ingargiola che anni dopo mi avrebbe incriminato perch amico di Rosario Riccobono!!

Sono cose che risulterebbero indifendibili anche in un romazo di fantascienza.

In un romanzo di fantascienza pu darsi, nella Palermo di quegli anni si difendevano benissimo.

In realt una delle sue carte segrete nella lotto contro la mafia Eccellenza era che lei metteva sotto pressione le categorie collaterali ai mafiosi e di cui i mafiosi non potevano fare a meno,gli sdoganatori,i commercialisti,il medico curantenel caso di Riccobono il suo dottore.E una cosa che non sappiamo in molti.O sbaglio?

Non sbaglia affatto.In effetti la mia fonte su Rosario Riccobono era il suo dottore che era il medico condotto di Portanna Mondello,il dott,Camillo Albeggiari,ancora oggi un vispo e arzillo ottantenne.

Ma Riccobono non si accorgeva di nulla?

Ma noi facevamo credere a Riccobono che io fossi ammalatissimo e che il dottore avesse un enorme potere su di mefu lui a rivelarmi in piena notte con molto anticipo rispetto alla notizia ufficiale che Rosario Riccobono e la sua scorta erano stati trucidati..se ne era accorto perch andando per una visita di controllo a casa sua le donne erano in lutto.Tra laltro sono tutte cose che ho raccontato al processo,non sto violando nessun segretoecco vede, non ci voleva poi molto a capire quali erano i miei veri contatti con Rosario Riccobonoqui habeas audiendi audiat, come recitava lantico adagio protoevangelico.Evidentemente al mio processo gli audiendiscarseggiavano.

Vorrei aprire con il suo permesso una parentesi..ma vero che lei riusc persino a catturare con le sue mani Pino Greco Scarpuzzedda,il pi micidiale sicario che la Mafia abbia mai avuto?

Altroch se vero,le mani per erano quattro,lo catturai assieme al collega della squadra mobile Enzo Speranza,oggi questore di Reggio Calabria.Lo scorgemmo con un incredibile colpo di fortuna mischiato alla folla delle Vucciria,il mercato di Palermoci dava le spalle e io dissi al collega di bloccargli laltra via di accesso della Vucciria via Vittorio Emanuele,noi ci trovavamo in via RomaScarpuzzedda era veramente uno speciale,sembrava avesse gli occhi anche nella schiena...nonostante la confusione si ferm di colpo come se il mio sguardo gli avesse risuonato tra le spalle come il sonar di un sottomarino....poi part di scatto con il borsello dove teneva la pistola,io sparai alcuni colpi sul selciato perch alle finestre eranoaffacciate moltissime persone..finch dopo una frenetica rincorsa lo bloccai assieme al collega grazie anche al formidabile colpo sulla testa che

Speranza gli dette con il calcio della pistola.

In Questura mi piant addosso quei suoi occhi che traforavano i muri e mi disse:Dottore Contrada!Poteva farmi fuori e non lha fattola vita poteva togliermi e la vita mi hai lasciato.Non me lo scordo,dott.Contrada.

Io non ho mai sparato alle spalle a nessuno.E non solo balisticamente.

Evidentemente contato assai poco

In una bella intervista a Dimitri Buffa della Padania lei individu loscura sorgente dei suoi mali in quel gruppo di magistrati ideologizzati che allinizio degli anni novanta volevano a tutti costi far passare il messaggio che fino allora la lotta alla mafia era stata una farsa,una finta,che erano tutti infiltrati-quindi ovviamente, in primis,il protagonista della lotta,cio lei-e che solo da quel momento in poi si sarebbe fatto sul serio.

Come ho detto venni sacrificato non sullaltare della ragion di Stato ma quello assai pi squallido della ragion di casta.Siamo arrivati persino alla grave anomalia del magistrato che mi giudica due volte,come il giudice Scaduto che in appello non ha creduto di astenersi nonostante mi avesse gi negativamente giudicato al Tribunale del riesame descrivendomi come uno pronto a fuggire allestero data lmmensa ragnatela dei suoi contattinon mi conosce proprio,il giudice Scaduto.

Al punto che sembra ormai di capire che sempre su questo dicutibile altare venne sacrificata anche la cattura di Bernardo Provenzano con pi di dieci anni danticipo.

Avevamo individuto per primi i due cellulari dei due pi preziosi collaboratori di Provenzano tra cui il nipote Carmelo Garuffo che gli faceva da segretario e contabile.Un gruppo misto di agenti del Sisde e di polizia giudiziaria,tra cui un supersegugio come il collega e mio amico Roberto Scotto,(il quale raggiunto al Ministero degli Interni conferma tutto il racconto,ndr )avevano su tutta la terra focalizzato il chilometro quadrato di pertinenza,a Mazara del Vallo, anche grazie a una perizia fonetica sul particolare dialetto dei figli. Questo gruppo che aveva dato elementi plateali di valutazione per poter pensare credibilmente di a essere a un metro dal traguardo, di colpo- e senza nessuna spiegazione- viene sciolto. Sei giorni prima del mio arresto.

Se cera della buona fede in chi mi perseguiva- anzi perseguitava- poteva almeno far terminare al gruppo di agenti il proprio lavoro!

Di tante accuse capziose rivoltele Eccellenza c n una che per mi rendo conto avrebbe insospettito chiunque.Equelladella telefonata di Nino Salvo.Sentendosi.addosso il fiato dei carabinieri che lo indicavano in un rapporto dell83 come sul punto di essere arrestato dal giudice Rocco Chinnici ucciso in una strage secondo il pm Alfredo Morvillo egli in Questura telefona direttamente a lei.

Lei ha poi sostenuto che le voleva chiedere di fare da ponte allAlto Commissario Prefetto Emanuele De Francesco il quale,per,ha negato questa circostanza.Considerando che il Prefetto notoriamente stravedeva per lei laddebito,indubbiamente,non di poco rilievo.

Se le cose fossero andate cos.Ma le cose non andarono esattamente cos. Nino Salvo ero stato proprio io a interrogarlo nel 1977 nellambito dellomicidio del Colonnello dei carabinieri Russo,capo della squadra investigativa.Io allora dirigevo la Criminalpol e collaboravo con i carabinieri.

Certo curioso che loro non volessero interrogarlo e lo facessero fare a me.

Sar che risultava una intensissima frequentazione con lArma da parte dellesattore di Salemi,decine di incontri e innumerevoli telefonate con il Colonnello Russo negli ultimi mesi della sua vita. Lo interrogai per ore e ore nel mio ufficio e tutto ovviamente venne messo a verbale. Poi chi lha pi visto?mai pi lho visto.

Cinque anni dopo mi telefona, vero,era il 6 Ottobre del 1983. Io allora ero capodigabinetto del Prefetto De Francesco,tra le altre cariche. Ma non mi telefona direttamente. Telefona al centralino della Questura che me lo passano.Avrebbe avuto ben altri modi per cercare di incontrarmi in modo riservato!Chiede di incontrarmi per motivi istituzionali.Vabbene gli dico,venga nel mio ufficio in Questura..e daltronde mica era un latitante il signor Nino Salvo,frequentava i pi alti ambiti ufficiali a Palermo,e non solo a Palermo.Riferisco subito la cosa al Prefetto argomentando che presumibilmente mi voleva chiedere di incontrarlo. No,incontrarlo io non lo voglio incontrare,vedi tu cosa vuole mi rispose. Arriva allora questo Salvo e inzia una arringa fiume autodifensiva che lui non centrava nulla con la Mafia,che era tutta colpa del partito comunista,che lui era perseguitato dai comunistiGuardi che io riferir parola per parola allAlto Commissario lo interruppiMA E QUESTO CHE IO VOGLIO! rilanci lui tutto soddisfatto..E dica al Prefetto che riferisca a sua volta al Governoe ai partiti di governo che io finanzioche mi stanno abbandonando nelle mani dei comunisti!ha capito?

Subito io vado da De Francesco per riferirgli testualmente il pianto di Salvo e se dovevo fare una relazione scritta ma lui me ne dissuadee vabb,dica quello che vuole tanto stanno per arrestarlo,mi disse.E non vero che lui al processo neg tuttosostenne che era verosimile che tutto questo fosse successo ma che purtroppo non riusciva a ricordarselo..e non riusciva a ricordarselo-con tutto il rispetto che ho per la sua figura-evidentemente per limbarazzo che gli avrebbe procurato dover spiegare come mai non aveva voluto io facessi una relazione scritta dellincontro con Nino Salvo.

Tornando ai suoi accusatori. Laura Cassar ,la vedova del commissario che molti considerano il vero motore delle indagini di Falcone e assieme a lei il pi grande investigatore del dopoguerra in Sicilia,ha sostenuto che suo marito sospettava di lei,sospettava moltissimo.

Di tante menzogne da cui sono stato crivellato questa una delle pi grottesche,delle pi insopportabili. Ma quando mai Cassar sospettava di mema era sempre da me.per chiedere consiglio, per chiedere lumi, per chiedere aiuto, per chiedere confortoanche per motivi personali! e sospettavadi me??

Motivi personali riguardanti la moglie?

Motivi personali di lavorouna volta ad esempio ebbe un durissimo contrasto con il Questore di Palermo Giuseppe Nicolicchia che lo cacci urlando dallufficiolui voleva essere trasferito poi ci ripens e sospettava talmente di me che chiese a me che intercedessi presso il Questore onde essere perdonato.

E lei lo fece?

Certo che lo feci,e positivamente

E quali furono i motivi dello scontro con il Questore?

Ma no,nulladei sottoufficiali della Squadra Mobile si erano lamentati di lui,il Questore gli chiese spiegazioni ma Ninni che aveva ilsuo carattere lo mand a quel paesee il Questore lo mand fuori dalla porta.

A proposito di altri grandi personaggi che hanno fatto assieme a figure come la sua e quella del commssario Cassar la Storia della lotta alla Mafia comecome possibile che un personaggio lucido e guardingo come Dalla Chiesa si sia consegnato ai suoi carnefici con lunica ridicola protezione di uscire da una portone di servizio sulla macchina della moglie?

Aveva capito la modernit del terrorismo e come esso andasse combattuto con i mezzi pi sofisticati a disposizione ma continuava a credere che la mafia fosse quella che lui aveva combattuto venti anni prima,una mafia feroce ma ancora pastorale..e in qualche modo rispettosa delle altissime autorit.Non aveva capito in cosa, e quanto, si fosse adattato ai tempi il suo nemico.E poi in ogni caso non aveva alcun poteremolti pensano che sebbene non rivestisse il ruolo di Alto Commissario per la lotta alla mafia gli fosse concesso di fatto almeno uno status di Superprefettomanco per niente.Aveva gli stessi poteri antimafia del prefetto di Trapani.Cio quasi niente.Lo hanno mandato contro i cingolati con una fionda in mano.Mi sono spiegato?

Perfettamente, purtroppo.

Ma con lei-a parte il tardivo disperato sfogo con Giorgio Bocca-si lamentava?inveiva contro le istituzioni fellone?

Mai.Era davvero un uomo dello Stato.Piuttosto che criticarlo si sarebbe fatto ammazzare.Cosa che regolarmente avvenne.

Tornando a lei,Eccellenza,come micidiale Nosferatu che regolarmente si materializza in Sicilia accanto a ogni tragedia narrano le cronache che ottanta(ottanta)secondi dopo lo scoppio di via dAmelio dove periscono Borsellino e la sua scorta una sua fulmnea telefonata raggiunge Lorenzo Narracci,allora vicecapo del Sisde a Palermo,che secondo alcuni era anche lintestatario di un numero di cellulare trovato vergato su un fioglietto sulla collina dove part il segnale del telecomando che fece saltare in aria Falcone e la sua scortaa parte che secondo il perito informatico della Procura di Caltanissetta Gioachino Genchi il centro Sisde del Castello di Utveggio sempre vuoto di Domenica quellunica Domenica dellattentato a Borsellino non lo era e fa ununica telefonata.Pochi secondi dopo la strage.A chi?A lei.

Guardi quelli del Sisde non saranno tutti candidabili al Premio Nobel ma escludo che il Servizio Civile prediliga gente disturbata mentalmente.

In che senso?

Nel senso che solo se fossi stato disturbato mentalmente avrei potuto telefonare a Lorenzo Narracci,dato che assieme ad altre undici persone ci trovavamo assieme sulla barca del mio amico commerciante di vestiti Gianni Valentino!

Lorenzo Narracci,un mio fidato collaboratore,era sulla barca assieme al capitano dei carabinieri- suo amico -del reparto operativo di Palermo Paolo Zanaroli che era venuto con tre sue amiche e la famosa telefonata...la famosa telefonata la fece da Palermo la figlia di Valentino Paola che aveva saputo lantefatto dalla televisione!

Quando il padre me la pass pregai Valentino di ripiegare sul porto perch sapevo che il mio centro mi avrebbe chiesto notizieci mettemmo circa due ore per riattraccare e io poi dovetti anche recarmi a casa perch ero in tenuta nauticasi figuri se io potevo essere-come si favoleggiato stranamente a via DAmelio pochi minuti dopo lo scoppio!

Ma la nomea chi lha messa in giro ?

Eh la nomeala nomea la misero in giro due non esaltanti esempi di ufficiali dei carabieri.Il capitano Umberto Sinico e il capitano del Sole,il nome non me lo ricordo.Dissero che una fonte segreta aveva rivelato loro che ero stato fermato e identificato dalla prima volante giunta sul luogo della stragerisparmio al suo videolettore il sontuoso teatrino con cui avevano irrobustito la loro esecrabile balla:la relazione di servizio subito scomparsa in Questuragli uomini della volante minacciati e intimiditiPer farmi dire la loro fonte segreta ho dovuto denunciarli alla Procura di Caltanissettaa quel punto non hanno saputo cavar di meglio dal loro squallido cilindro che coinvolgere un funzionario della squadra mobile di Palermo Alberto Diligami che caduto letteralmente dalle nuvole sbottando che i due carabinieri dovevano essere usciti di cervello altro processo al povero Dilgami per false dichiarazioni al pubblico ministero che per, guarda caso, viene assolto con formula piena

Eppure sembra incredibile che due capitani dellArma impazziscano allunisono.

Infatti non sono impazziti n certo avevano motivo per odiarmi.

E allora?

E allora qualcuno ha suggerito loro cosa dire .

Ma a quanto sono stati condannati ?

A quanto sono stati condannati?? Sono daccordo che meritassero ampiamente la galera ma non successo loro nullaanzi,mi sbaglio,qualcosa loro successo.Sono stati promossi.

Adesso ambedue lavorano al Sisde con il grado di colonnello.

Questo veramentela degna conclusione di questa intervista,dott.Contrada. Non si sa che cosa dire.Si rimane senza fiato.C da vergognarsi di essere italiani. Per fortuna che sono americano.

 

Io non mi vergogner mai di essere italiano. E vorrei dire unultima cosa.

 

A questa Italia avrei donata non una, ma mille vite se le avessi possedute.

 

Ma questo paese mi ha chiesto anche lonore.Questo davvero troppo.

 

Questo non potr mai darglielo.

 

Cristiano Lovatelli Ravarino

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