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Il Carnevale di Venezia e i suoi labirinti |
Ormai
tanti anni fa scrissi per Panorama due intere pagine sulle
feste nobiliari nel Carnevale di Venezia.
Oggi può sembrare un comunissimo pezzo di colore ma
allora violava forti equilibri interni alla rivista:
non si era mai visto dedicare tanto spazio a quella che poteva
sembrare una raffinata futilità ma che ,forse, (non
ci sarebbe dovuto essere bisogno della mia elementare intuizione
per capirlo) - poteva interessare assai di più dei
contorti interminabili soliloqui di Andreotti o D'Alema.
Era l'anno in cui per la prima volta la Fininvest sponsorizzava
gli eventi. La città si spaccò in due, ci furono
sui corandoli e le maschere giochi violenti di potere. Ci
misi due settimane di lavoro per ricostruire il tutto,foto
comprese(l'articolo,con macabra profezia, si apriva sull'ironia
di Raul Gardini sulle morti tragiche di chi come lui aveva
acquisito Palazzo Dario...io mi chiedevo: è possibile
smentire la Storia?sappiamo tutti come è finita...)
Bene, non mi ricordo più quale bandito di caposervizio
aggiunse una riga (dico: UNA riga, della serie: il sindaco
auspica tanti turisti) e il pezzo lo firmò lui scrivendo
che... avevo "collaborato."
Da qui una conferma di una delle strutture portanti del giornalismo
italiano:il furto.
Ma lasciamo perdere lo squallore e torniamo a quel capolavoro
di convivialità che sono le feste del Carnevale a Venezia.
Per
me - grazie anche ma non solo a tanta città - sono
le più affascinanti del mondo; se gli editori fossero
meno idioti dedicherebbero a ogni singola festa un libro...
alcuni personaggi mitici come Bruno Tosi le feste non
le fanno più e altri che le organizzavano e le promuovevano
con grande tatto e bravura come la Tito i Zavagli Ricciardelli
sbottano risentite:"Io per le feste di Carnevale me ne
vado... a Cortina!" Altri come la Rubin de Cervin sono
morti.
Altri sono subentrati e hanno fatto di quella che Lord Brummel
chiamava la "commovente infinita fragile bellezza di
un party" un modo per dare sostegno,o un paio di pontili,a
quella vera: i palazzi ,i quadri, e per chè no, le
antiche ricette.
Una di quelle che hanno saputo più unire la convivialità
alla cultura è di sicuro la Giovanna Barbiero Bonaventura.
Con le sue feste e il suo dinamismo ha riportato a nuova vita
dimore prerstigiose come Palazzo Labia, chiese come quella
di San Giovanni Evangelista ,si è interfacciata a istituzioni
benemerite tipo il FAI, ha dato respiro internazionale a cortei
come quello per il corpo consolare di Venezia "Corte
acqueo delle Nazioni" che è stato recepito anche
dalla stampa internazionali tanto è vero che ambitissimi
bollettini informativi come. "Bam
Events" di Montecarlo le decicano intere paginecolpiti
-anche -dalle performances di alcuni suoi ospiti come il contraltista
e sopranista Angelo Manzotti ,uno dei pochi oggi al mondo
in grado di ricreare l'inimitabile voce-strumento del Farinelli.
In una Venezia in cui le feste di Carnevale esclusive sono
diventate soprattutto macchine da soldi(per una cena a Palazzo
si sfiorano facilmente i 500 euro e quasi altrettanti ce ne
vogliono per affittare un costume)la Barbiero è tra
le pochissime che soprassieda spesso ai propri guadagni per
devolverli in cene di beneficienza come quellla per l'Unicef
in favore della vaccinazione dei bambini eritrei.A quella
del 5, in favore del FAI, Interverranno personalità
assai sensibili a questo tipo di manifestazione come la Katya
Ricciarelli a cui le riviste hanno dedicato ignobili copertine
per i suoi dissapori con Pippo (Baudo) senza che nessuna abbia
mai ricordato che ha speso molti dei miliardi guadagnati in
carriera per riportare letteralmente alla luce bambini taratologici
terminali, cioè creature che nascono come veri e propri
dadi di carne cui difficilissimi interventi riportano all'esterno
occhi, orecchie, bocca, mani.....altra
affezionata agli eventi di carnevale della Barbiero non poteva
non essere il mitico soprano bulgaro Raina Kabaivanska che
con la sua Fondazione mantiene agli studi musicali quasi quaranta
bambini del suo sfortunatio paese...ma per gli amanti dellle
note moderne è possibile scorgere tra i suoi aficionados
anche star come Grace Jones e si sussurra che potrebbe fare
capolino persino Elthon John che è innamorato di Venezia
tanto che di recente ha comprato casa vicino da Cipriani ma
è molto restìo a partecipare a questo tipo di
manifestazioni.
Le
splendide sale affrescate da Gian battista Tiepolo di Palazzo
Labia,generosamente concesse dalla proprietaria che è
la RAI,hanno visto succedersi in questi anni convegni di grande
importanza come quello internazionale del 2001 "ll fallimento
della terza via e il governo della globalizzazione"dove
intervennero personalità come il presidente spagnolo
Esperanza Aguirre ,il sottosegretario alla difesa del Dipaertimento
di Stato Jhon Bolton ,il ministro della Difesa Antonio Martino...o
dell'anno successivo "La notizia che non c'è"
dove tra gli altri il presidente del Consiglio Regionale Enrico
Cav aliere focalizzò la grande difficoltà che
ha il sistema informativo veneto a rappresentare adeguatamente
i tanti eventi che caratterizzano questa regione.
Forse non a caso attorno alla Giovanna Barbiero Bonaventura
si è cristalizzato un vero e proprio club culturale
con tanto di iscritti da ogni parte del mondo tra cui alti
esponenti della nomenklatura americana su cui,indeflettibile,la
Barbiero mantiene un riserbo di ferro.Unica change,venire
accettati nell'Associazione Internazionale per il Carnevale
di Venezia e partecipare alle serate!
Non
tutti i flutti veneziani di carnevale però sono cosi
dorati....l'esilarante-e temuto- giornale on line "I
antichi" diretto dal Procurator Grando Luca Colferai
appunta i propri strali soprattutto sull'apparato,indimenticabili
le gesta del presidente degli albergatori Ugo Samueli che
divenne famoso per l'infausta frase "Le feste di carnevale?inutili
,tanto i turusti vengono lo stesso..."(la guerriglia
veneziana però della raoppresentanza ha canneti molto
fitti: Massimo Andreoli, presedente del Cers (Comitato Europeo
Rievocazioni Storiche) accusa a sua volta Luca Colferai di
essere solo un"mero surrogato"della compagnia de
Calza di Paolo Zancopè da cui i Antichi discendono...in
ogni caso indimenticabili certe definizioni di Luca come quella
su Cacciari il sindaco "bifido" (il quale oggi fa
il Demostene della filosofia e lo sarà magari sicuramente
io però lo ricordo anni fa-non che ci fosse nulla di
male-alle feste del simbolo veneziano (magari minore) di tangentopoli
De Michelis osservare con sprezzo del pericolo i cocktails
preparati dalla costumista tuttofare Mancinelli...)
Purtroppo
per focalizzare dietro le quinte i protagonisti del carnevale
veneziano ci vorrebbe un libro di lunghezza tolstoiana...
un accenno merita forse la baronessa Romana Von Schilgen,sorta
di affascinante mantide dell'intrattenimento (ha due occhi
incredibili) i cui aristocratici tentacoli arrivano ormai
dappertutto... se si clicca sulle feste di carnevale la sua
home-page erompe prima di qualunque altra... la "Produzione
Eventi" del suo Club Culturale Italiano non risparmia
nulla e nessuno... non solo il Carnevale ma: show sull'acqua,eventi
teatrali,musica classica, pop music , world musica, cene di
gala ,balli, matrimoni, meeting a Venezia,Montecarlo,Vienna,Parigi,Londra,Bruxelles,Monaco...perbacco!
ma la Casa Bianca e la Regina Elisabetta quando si decideranno
ad utilizzarla? io la ricordo molti anni fa-in vesti assai
più modeste-prolungatissima ospite per diversi mesi
con tanto di primo marito e coorte annessa nel (meraviglioso)
castello di Serravalle di Vignola del mio amico purtroppo
scomparso Domenico Pederzini il quale,da vero aristocratico,non
sapeva se essere onorato o stupefatto da tanto prolungamento...
comunque anni dopo la baronessa mi invitò in un ballo-devo
dire straordinario-delle altezze reali a Pisani Moretta (ricordo
un Lorenzo de Medici abbacchiatissimo che la sua somiglianza
pressochè da sosia con Al Pacino gli impedisse da fare
da testimonial nelle tv americane...) L'unico particolare,vagamente
per non dire pesantemente stonato, fu che attraverso di lei
donai un disegno di Francis
Bacon per la ricostruzione della Fenice che venne
ritirato mi sembra dall'allora assessore al bilancio... la
baronessa parlava di grande cene di ringraziamento addirittura
a Miami... salvo scomparire subito dopo,assieme al disegno...
che a questo punto mi dispiacerebbe si limitasse a decorare
la parete di qualche assessore.
La festa più chiusa e aristocratica rimane quella della
Oretta Rangoni Macchiavelli Donà delle Rose (da quello
che ho capito incrocia i due titoli) assolutamente non a pagamento
ma dove,per essere invitati, basta essere un personaggio di
livello mondiale.
Rimasi annichilito quando l'ultima volta vi vidi l'avvocato
per i danni di guerra del Dipartimento di Stato Americano-in
questo momento una delle persone più circospette e
di potere del pianeta-confondersi con il principe Torlonia(il
quale,con molto understatment ,come maschera aveva messo l'accappatoio
della doccia)alla elegantissima marchesa Ginori a una Agnelli
a uno dei fratelli di Michael Jackson(al quale andai a chiedere
scusa per essermi permesso in sua presenza di intonare "Imagine"
di J.Lennon...mi rispose: "Non si preoccupi, ho sentito
di peggio!" alla contessa Loredan la quale nel decantarmi
le prodigiose qualità dei suoi vigneti rievocava anche
la prodigiosa cafonaggine di certi giornalisti stranieri -
ahimè - come uno di Decanter il quale,da quel che ho
capito,oltre ai vigneti avrebbe desiderato esplorare anche
le sue coscie.
L'Oretta
peraltro ci tiene soprattutto ai suoi quadri che hanno già
avuto diverse mostre prestigiose per mezza Italia (la prossima
nelle prestigiose sale delle Navi all'Arsenale di Venezia)
Qualcuno dice che ricordano lo stile di Guttuso ma con una
tale intensità che se fossero frammiste a una mostra
dello scomparso maestro romano sarebbero tra le prime tele
ad essere acquistate.
A proposito di una certa difficoltà del "sistema-venezia-veneto"
a comunicare con i mass media,per concludere,ineffabile gli
sconti che fanno quelli di Mascheranda organizzazione presieduta
da un ex allievo del grande pittore Vedova.
Fermo restando che nulla è dovuto..... chi peraltro
come me su questa feste ha contribuito ad intere pagine sull'Herald
Tribune(una intera pagina di pubblicità sull'Herald
può superare i 250.000 euro)come quella sulle isole
minori di Venezia forse, senza sentirsi corrotto ,l'aperitivo
può anche congetturare gli venga offerto. A Mascheranda
fanno di più, sono disponibili ad intere pagine e a
farsi intervistare,e come segno di gratitudine invece che
400 euro al giornalista amico beneficato da tanto onore di
euro ne fanno pagare solo 300.
Come dice il mitico ex braccio destro della Peggy Guggheneim
Paolo Barozzi: "Noi Veneziani ,nel bene o nel male,
speciali lo siamo sempre."
Cristiano Lovatelli Ravarino
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