Per chi pensa che i misteri del Pontormo siano altrettanti importanti di quelli del Pentagono....
CRISTIANO LOVATELLI RAVARINO NEWS
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(Con questo articolo si inaugura una rubrica che potrebbe chiamarsi"PARADISI SMARRITI" la cui funzione è duplice. Far riemergere mondi lontani come il Camerun (ma il paradiso smarrito potrebbe essere anche il Lago d'Orta o le osterie medievali del Montefeltro) facendo scrivere grandi firme che per disgusto o altro hanno smesso praticamente di scrivere (penso a gente come Luca Rossi o Antonio Selvatici) o dare spazio a bravissimi giornalisti che non sapevano d'esserlo-nella vita facendo altro-come Ombretta Paola Tagliaferri(autrice del pezzo)riminese che si occupa d'antiquariato ed interior design e suo marito Maurizio Casadei imprenditore immbiliare e velista che hanno creato un club ormai quasi leggendario, gli Amici dello Scrambler, con cui hanno girato e girano mezzo mondo.CLR .)
.:: MERAVIGLIOSO INSOPPORTABILE CAMERUN.
.:: (a cavallo di una moto che ormai è leggenda)
.:: di Ombretta Paola Tagliaferri.
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In sella ad un mito cercando di attraversare un'altro mito,il Camerun ,l'unico paese africano che racchiuda tutta le specie animali ma anche meteorologiche del Continente, quasi la pulsazione di un suo secondo cuore segreto. Sul dorso di moto che sono quasi affascinanti cimeli storici...(lo Scrambler è stato il primo fuoristrada di massa) tanto è vero che noi Amici dello Scrambler diciamo sempre che ormai più che semplici motoveicoli sono diventati quasi veri e propri amici.
Abbiamo visitato la parte sud ovest del Camerun (paese vasto quanto la Spagna) partendo da Douala e visitando le località di Limbe, Kumba, Dschang, Bamenda, Bali, Bafut, Kumbo, Nkambe, Foumban, Bafoussam, Kribi e rientro a Douala, percorrendo 1.750 km. di cui 400 km di sterrato con qualche tratto (neppure troppo corto) seriamente impegnativo.
La polvere, fedele compagna di viaggio, ci ha accompagnati sempre, sia sull'asfalto che, ancor meglio, sui lunghi tratti di sterrato quando incrociando altri mezzi ci velava quasi completamente la visuale come le inverosimili dense fumate dei camion rifornitisi alla "Cani&StracciOil" che affrontano penosamente le salite, assurdamente sovraccarichi.
Il terribile caldo umido che ci ha attanagliato i polmoni al nostro arrivo a Douala, ci ha abbandonato solo per poche giornate e solo quando l'altitudine superava di parecchio i mille metri.
Eravamo consapevoli e preparati anche ad affrontare qualche disdicevole episodio, ma… l'insolenza dei poliziotti; che mai un prezzo pattuito per merci o prestazioni d'opera venga rispettato; la lentezza esasperante, immotivata ed ostacolante dei burocrati che per sdoganare il ns. container, lavoro di 6 ore, ci hanno fatto penare 12 giorni; la malafede degli spedizionieri; la furberia degli albergatori e ristoratori che quasi mai ci hanno presentato un conto incontestabile; le urla e le minacce cruente, sbandierate dal nostro autista alla fine del tour al solo scopo di ottenere qualche soldo in più, richiedevano una imperturbabilità da asceta che non sempre ho avuto Bianchi è il nome con cui ci sentiamo apostrofare. I bianchi siamo noi malcapitati in un paese dove la corruzione è respirabile ad ogni livello.
Abbiamo ottenuto dall'amico Generale Ngambou, un "Laisser Passer Special" che ci è sembrato quasi eccessivo ma che si rivelerà prezioso, in pratica ci ha consentito di "passare-senza-pagare-tangenti-alla-polizia"… c'est l'Afrique!!! Ne verificheremo presto l'efficacia.
Gli aneddoti sarebbero infiniti,eccone un un florilegio, quasi un itinerario conflittuale.

… l'assicurazione italiana non è valida quindi per mettere su strada le nostre moto italiane ci rivolgiamo ad un'agenzia assicurativa locale per stipulare un contratto. L'impiegata ci fa lasciare l'esatta somma dovuta, che contiamo di fronte a lei, dicendoci di tornare nel pomeriggio a ritirare la poliza. Il pomeriggio ci comunica che la cifra non è quella, mancano 10.000 CFA (circa 15 €) dobbiamo integrare la cifra… se vogliamo ritirare la poliza. Sappiamo che lo stipendio mensile di un operaio è di € 32/35 e…. qual'è quello di un impiegata che sa come trattare "i bianchi"?
…appena partiti da Douala per iniziare il nostro tour del Camerun in moto, io resto un po' indietro e quando avvisto i compagni….. sono fermi ad un posto di blocco, hanno già consegnato i passaporti ai poliziotti che numerosi li circondano sghignazzando con un arroganza quasi caricaturale. Scendo dalla moto ed estraggo, come fosse un'arma, il "Laisser Passer Special" con il suo bel timbro rosso, splendente dentro la busta di plastica dove l'ho riposto come un cimelio. Il poliziotto sconcertato lo prende, lo legge almeno due volte e si lascia scappare un: "Merde" vedendo svanire la possibilità di estorcerci dei soldi. Sento l' indignazione montarmi dentro poiché solo pochi giorni fa, di ritorno dall'aeroporto, coi compagni arrivati dall'Italia, la polizia, Kalashnikov alla mano, ferma il taxi, chiede i documenti e, poiché non ho con me il mio passaporto (rimasto in tasca a mio marito salito su un altro taxi con altri compagni) mi intimano bruscamente di scendere affiancandomi con i Kalashnikov ben in mostra, dicono all'autista di ripartire con i miei amici coi che mi indicano,allarmati, sull'altro lato della strada …. e sono molti, mi condurranno al Comando "da sola".
Le nodose nocche del terrore mi attanagliano la gola,ma da queste parti per"fortuna" il problema è il furto,non lo stupro.
Dopo varie intimidazioni, piuttosto persuasive e senza esimermi dall'esborso di una bella cifretta mi lasciano andare. Davvero un gran brutto momento!!! Oggi, fiera del potere conferitomi dal "Laisser Passer Special", quasi gli strappo di mano documento e passaporti. Rimonto in sella ordinando al gruppo di ripartire rapidamente mentre, in modo del tutto autonomo, mi si alza il dito medio della mano destra in direzione del manipolo di poliziotti. Davvero un gran bel momento!!!
….da Kumba a Loum percorriamo un discreto tratto di sterrato, interamente avvolti da una nuvola di polvere rossa notevolmente alimentata dallo sfrecciare dei numerosi "taxi brousse" un variopinto insieme di lamiere acciaccate che trasporta uno spropositato numero di persone accalcate all'interno con legate sul tetto sghembe montagne di merci, a volte con sopra animali e gli immancabili caschi di banane plantain. Considerato lo stato delle strade, dei mezzi, la folle velocità, l'enorme sovraccarico, ci convinciamo presto della bravura (o folle incoscienza) dei fenomenali autisti, gran suonatori di clacson che, sorpresi e contenti di vederci, dopo brusche sterzate, rallentano e si sbracciano per salutare. …
Sono dei simpaticoni,ma la loro deragliante allegria ci incute più timore che divertimento.
Anche se alcune forme di forestazione le riconosciamo,l'hallea ciliata,il khaya ivorensis,la afrormosia helata,che presto diventeranno pavimenti e salotti pregiati nel resto del mondo rispetto a una popolazione che in non piccola parte usa ancora come coperta la nuda terra molte erompono come un co ntinuo sbarco alieno di forme inaudite e dalle proporzioni colossali spesso insonorizzate da bambini dalla giocosità febbrile ,alcuni addormentati su foglie come fossero culle.
Il lato panico di questo viaggiare a paesaggi così suggestivi sono gli sbalzi termici anche di venti gradi in pochissime ore e malattie insidiose che si annidano magari dietro il ronzìo gentile di un piccolo insetto,oncocercosi,peste,colera,ebola,leismaniosi viscerale,paragonimiasi....la nostra unica difesa a parte ovviamente magiare e bere solo da stando attentissimi a tutto quello che ingerivamo sono state le giacche Brema six days idro logo regalataci da uno sponsor da noi molte volte benedetto come EVOLVE srl operante nella distribuzione...senza quell'unico formidabile scudo fatto di teflon antiacqua traspirante nylon e resine speciali non so se saremmo tornati in perfetta forma,a parte le inevitabili sbucciature, come per fortuna è accaduto.

........lungo un tratto di strada sterrata che fiancheggia la giungla e che inerpicandosi sui monti Bamboutos porta a Dschang, un uomo munito di bandiera rossa ci ferma, la carreggiata è chiusa da una sbarra, ci spiega che resterà chiusa fino alle 18.00 per i lavori di ampliamento della strada. Sono le 13.00 siamo accaldati, impolverati, affamati e bloccati sotto il sole su questo viottolo di campagna distante chilometri da tutto. Inaspettatamente dopo solo due ore ci fanno passare, mettiamo in moto e constatiamo sorpresi che in sella ai loro motorini coreani e cinesi i motociclisti locali si "ingaggiano" con noi. Sono agguerriti e anche se sono in 2 (più le merci) spesso in 3 o qualcuno è solo ma pesa almeno 130kg, sbirciano con la coda dell'occhio le mosse degli antagonisti (che siamo noi) e non disdegnano di tagliarci la strada, già è molto se non mettono fuori la gamba. La competizione è all'ultimo filo di gas, purtroppo, per loro, i nostri Ducati superano di molto i loro Kimko in potenza, accelerazione, tenuta e conducibilità favoriti anche dal "legittimo numero dei passeggeri". Non c'è storia! Uno alla volta perdiamo gli avversari che hanno lottato strenuamente e ne usciamo vincitori! Causa la competizione, l'impegnativo fondo stradale sabbioso e pieno di detriti, la presenza delle enormi macchine movimento terra che lavorano numerose lungo la strada (con licenza d'uccidere), ci perdiamo "l'imperdibile" panorama visibile da questo passo montano ricoperto dalla giungla tropicale camerunese…. però abbiamo difeso l'onore del motociclismo italiano. Arriviamo a Dschang, una caotica cittadina situata sul versante sud-est dei monti Bamboutos a 1400 m d'altezza, quasi al tramonto. Al distributore di benzina al centro del paese veniamo accolti neanche fossimo i vincitori della "Paris-Dakar". Le moto sono studiate e ammirate dalla marea di gente accorsa a vedere e i commenti del tipo "queste Ducatì si che sono moto altrochè i Kimkò" ci fanno tenerezza qui avere un Kimko è già un lusso. Ripenso all'ingaggio sulla montagna e all'accoglienza in paese, questo è il lato degli africani che adoro, la loro spontaneità, il conservare tutta la vita una sorta di fanciullezza cristallina di cui noi "acculturati" ci disfiamo presto come di una scoria ,ed è invece un inriacquistabile diamante.

… attraversiamo la "brousse" (savana) percorrendo un massacrante tratto di sterrato che fortunatamente non dovremo rifare a ritroso, sarebbe troppo!!! Al nostro arrivo a Bafut, dove vorremmo visitare il palazzo del Fon (re locale), notiamo un gran movimento di funzionari capeggiati da una Madame dall'aria scostante che ci insospettisce. Ci lasciano ad aspettare sotto il sole e dopo lungo confabulare ci chiedono l'equivalente di 38 euro per una visita normalmente gratuita, si lascia una mancia o si porta una bottiglia di whiskies per cortesia. Non praticano sconti per comitive (siamo in 10) attuano un "ladrocinio" (lo stipendio di un operaio è di 32/35 euro mensili). Non vogliamo sottostare e, offesi, ce ne andiamo.
… lasciata Bafut vediamo in lontananza una gran folla, spinti dalla curiosità rallentiamo e, che colpo di fortuna! Si sta celebrando un "funeral" una importantissima cerimonia commemorativa. Il "celebrato" è mancato nel 1918 e oggi che i parenti hanno denaro sufficiente a dare una grande festa, si onora l'antenato e al contempo si aumenta il prestigio sociale della famiglia. Ci sono i più importanti capi locali, convenuti da tutto il circondario, indossano i loro abiti tribali più belli, sono armati di fucili tradizionali (non lesinando le cartucce sparano sovente in aria), bevono nei bellissimi corni di bue riccamente intagliati una bevanda ricavata dalla fermentazione del Jakfruit che, pur non avendo il gusto alcolico della nostra grappa, ne eguaglia la potenza (garantisco avendolo assaggiato in altro contesto) e, a onor del vero, di sobri, all'interno della festa ne vediamo ben pochi. I presenti si uniscono a turno ai vari "corpi di ballo" formati da gruppetti di donne di tutte le età che abbigliate allo stesso modo danzano in cerchio cantando a squarciagola accompagnate da alcuni arcaici strumenti musicali e tenendo a turno ben in mostra la foto del celebrato (vero cimelio d'antiquariato). Dapprima sorpresa, poi ilarità generale e grande consenso ottiene Daniele quando "tout a coup" si getta nella mischia e danza con le donne. E' fatta li abbiamo conquistati! Ci invitano dentro casa, ci presentano alle massime autorità, vogliono farsi fotografare con noi e …ci offrono l'infernale succo del Jakfruit. Guardando la caraffa e pensando alle modalità igienico-sanitarie di preparazione rivedo l'intero "Prontuario medico per il Viaggiatore" e mi blocco. Secondo l'etica sarebbe gravissimo rifiutare, ma lo è anche rischiare, il momento è grave ma, fortuna vuole, che arrivi un "parente importante" che apostrofa come incompetenti i generosi mescitori, toglie di mezzo la caraffa equivoca mettendoci in mano bibite stappate di fronte a noi e immacolati bicchieri usa e getta. Abbiamo salvato la faccia. Riprendiamo la strada consapevoli che, essere "piombati dentro" ad un "funeral" che è uno dei più importanti riti tribali del Camerun, accolti dai festeggianti come vecchi amici, è stata davvero una chance che ci ripaga alla grande della mancata visita a Bafut.
… diretti a Kumbo oggi affronteremo la mitica "Ring Road" scortati dal capitano Amidou mandato dall'amico Generale, sarà il nostro angelo custode, con Kalashnikov dal colpo in canna, ci seguirà sul furgone per proteggerci dai "couper de route" (tagliatori di strada) feroci banditi che sbarrano con alberi e rami la strada per costringere i malcapitati a fermarsi e mettere in atto rapine, spesso col morto. Stentavamo a credere alle nostre orecchie quando il capitano ci ha tenuto un breefing spiegandoci le modalità da attuare in caso di attacco. Con la massima naturalezza, ci ha chiesto di gettarci a terra e toglierci dalla traiettoria di tiro udito il primo sparo poiché, solo quello sarebbe stato a vuoto, i successivi sarebbero stati sparati con l'intenzione di colpire e uccidere chi gli si parava dinnanzi … in questo caso la sconsiderata carovana degli amici dello scrambler, bianchi che vengono da lontano,quindi nel feroce codice penale di alcuni camerunensi(eccezioni per fortuna)doppiamente colpevoli.
Vabbene che viaggiare come facciamo noi è anzitutto NON illudersi di poter gestire l'imprevedibile,ma ci affascinava l'avventura non ........la guerriglia, decidiamo che è l'ora del ritorno.

… spedite le moto dall'Italia con un container allo stesso modo, le rimpatrieremo. Pianificando il viaggio, per quantificare i costi, abbiamo sollecitato numerose volte un preventivo per la spedizione di rientro alla società camerunese CAMSHIP. Dopo molta insistenza abbiamo ottenuto un preventivo di circa 600 euro giudicato normale. Rimanevano scoperte le pratiche di transit (sdoganamento delle moto) e il posizionamento del container all'arrivo in Camerun e alla partenza. Non abbiamo mai ottenuto un preventivo ma neppure la quantificazione approssimativa dell'importo che noi ci sentimmo di preventivare verosimilmente sui 300/400 euro. Finito il tour carichiamo il container che, con gran sollievo, viene sigillato di fronte a noi e cerchiamo di pagare il nostro conto alla CAMSHIP ma loro tergiversano. Si fanno lasciare un acconto e ci fanno ripartire dicendoci di stare tranquilli…e lo stiamo fino a che non ci arriva una fattura via fax che ci sbigottisce. Ci hanno chiesto 3.200 euro. Siccome sgomenti, non siamo veloci nel fare il bonifico, si susseguono due fax dal contenuto intimidatorio che ci annunciano che: o paghiamo immediatamente o il container non partirà mai. Che fare? Con tutti i sintomi dell'ulcera andiamo in banca e facciamo il bonifico.
…dimenticavo, il manager della CAMSHIP è un "bianco", un belga che ha lavorato per 10 anni in Italia e che con noi ha avuto un atteggiamento del tutto amichevole all'inizio,salvo dell'Italia aver"importato"il lato
peggiore.

Viaggiando on the road ci siamo trovati nelle situazioni più diverse purtroppo alcune davvero spiacevoli, ci siamo sentiti ostacolati, taglieggiati, estorti, non dobbiamo dimenticare che questa gente vede lo straniero e ancor meglio il "turista di passaggio" come una rara opportunità di guadagno e mette in atto tutte le strategie possibili per cogliere l'occasione di lucrare, e lo posso capire quando si tratta di gente veramente povera, ma non sono mai state le persone più umili a comportarsi in modo abbietto con noi. Fortunatamente, più spesso abbiamo avuto l'impagabile occasione di conoscere gente meravigliosa come il Fon (re locale) di Mbot sui Grassfields (altipiani nord-occidentali) che ci ha accolti in casa entusiasmandosi nel sentirci parlare dell'Italia e al dono di 4 adesivi del nostro moto club,che rimirava estasiato tra le mani come fossero lingotti d'oro puro.

La nostra mappa rievocativa si è appuntata soprattutto sui lati a volte spiacevoli del viaggio,ma di gran
parte dei camerunensi abbiamo solo un ricordo meraviglioso, pronti a sciamare dalle loro povere capanne per offrirci ombra e riparo....per dirci quanto fossimo importanti per loro.

Come saranno sempre preziosi e insostituibili per noi.

OMBRETTA TAGLIAFERRI.

Club Ufficiale Ducati Amici dello Scrambler
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V.le Pascoli 109 47900 RIMINI
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