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In
sella ad un mito cercando di attraversare un'altro mito,il
Camerun ,l'unico paese africano che racchiuda tutta le specie
animali ma anche meteorologiche del Continente, quasi la
pulsazione di un suo secondo cuore segreto. Sul dorso di
moto che sono quasi affascinanti cimeli storici...(lo Scrambler
è stato il primo fuoristrada di massa) tanto è
vero che noi Amici dello Scrambler diciamo sempre che ormai
più che semplici motoveicoli sono diventati quasi
veri e propri amici.
Abbiamo visitato la parte sud ovest del Camerun (paese vasto
quanto la Spagna) partendo da Douala e visitando le località
di Limbe, Kumba, Dschang, Bamenda, Bali, Bafut, Kumbo, Nkambe,
Foumban, Bafoussam, Kribi e rientro a Douala, percorrendo
1.750 km. di cui 400 km di sterrato con qualche tratto (neppure
troppo corto) seriamente impegnativo.
La polvere, fedele compagna di viaggio, ci ha accompagnati
sempre, sia sull'asfalto che, ancor meglio, sui lunghi tratti
di sterrato quando incrociando altri mezzi ci velava quasi
completamente la visuale come le inverosimili dense fumate
dei camion rifornitisi alla "Cani&StracciOil"
che affrontano penosamente le salite, assurdamente sovraccarichi.
Il terribile caldo umido che ci ha attanagliato i polmoni
al nostro arrivo a Douala, ci ha abbandonato solo per poche
giornate e solo quando l'altitudine superava di parecchio
i mille metri.
Eravamo
consapevoli e preparati anche ad affrontare qualche disdicevole
episodio, ma
l'insolenza dei poliziotti; che mai un
prezzo pattuito per merci o prestazioni d'opera venga rispettato;
la lentezza esasperante, immotivata ed ostacolante dei burocrati
che per sdoganare il ns. container, lavoro di 6 ore, ci
hanno fatto penare 12 giorni; la malafede degli spedizionieri;
la furberia degli albergatori e ristoratori che quasi mai
ci hanno presentato un conto incontestabile; le urla e le
minacce cruente, sbandierate dal nostro autista alla fine
del tour al solo scopo di ottenere qualche soldo in più,
richiedevano una imperturbabilità da asceta che non
sempre ho avuto Bianchi è il nome con cui ci sentiamo
apostrofare. I bianchi siamo noi malcapitati in un paese
dove la corruzione è respirabile ad ogni livello.
Abbiamo ottenuto dall'amico Generale Ngambou, un "Laisser
Passer Special" che ci è sembrato quasi eccessivo
ma che si rivelerà prezioso, in pratica ci ha consentito
di "passare-senza-pagare-tangenti-alla-polizia"
c'est l'Afrique!!! Ne verificheremo presto l'efficacia.
Gli aneddoti sarebbero infiniti,eccone un un florilegio,
quasi un itinerario conflittuale.
l'assicurazione italiana non è valida quindi per
mettere su strada le nostre moto italiane ci rivolgiamo
ad un'agenzia assicurativa locale per stipulare un contratto.
L'impiegata ci fa lasciare l'esatta somma dovuta, che contiamo
di fronte a lei, dicendoci di tornare nel pomeriggio a ritirare
la poliza. Il pomeriggio ci comunica che la cifra non è
quella, mancano 10.000 CFA (circa 15 €) dobbiamo integrare
la cifra
se vogliamo ritirare la poliza. Sappiamo
che lo stipendio mensile di un operaio è di €
32/35 e
. qual'è quello di un impiegata che
sa come trattare "i bianchi"?
appena partiti da Douala per iniziare il nostro tour
del Camerun in moto, io resto un po' indietro e quando avvisto
i compagni
.. sono fermi ad un posto di blocco, hanno
già consegnato i passaporti ai poliziotti che numerosi
li circondano sghignazzando con un arroganza quasi caricaturale.
Scendo dalla moto ed estraggo, come fosse un'arma, il "Laisser
Passer Special" con il suo bel timbro rosso, splendente
dentro la busta di plastica dove l'ho riposto come un cimelio.
Il poliziotto sconcertato lo prende, lo legge almeno due
volte e si lascia scappare un: "Merde" vedendo
svanire la possibilità di estorcerci dei soldi. Sento
l' indignazione montarmi dentro poiché solo pochi
giorni fa, di ritorno dall'aeroporto, coi compagni arrivati
dall'Italia, la polizia, Kalashnikov alla mano, ferma il
taxi, chiede i documenti e, poiché non ho con me
il mio passaporto (rimasto in tasca a mio marito salito
su un altro taxi con altri compagni) mi intimano bruscamente
di scendere affiancandomi con i Kalashnikov ben in mostra,
dicono all'autista di ripartire con i miei amici coi che
mi indicano,allarmati, sull'altro lato della strada
.
e sono molti, mi condurranno al Comando "da sola".
Le nodose nocche del terrore mi attanagliano la gola,ma
da queste parti per"fortuna" il problema è
il furto,non lo stupro.
Dopo varie intimidazioni, piuttosto persuasive e senza esimermi
dall'esborso di una bella cifretta mi lasciano andare. Davvero
un gran brutto momento!!! Oggi, fiera del potere conferitomi
dal "Laisser Passer Special", quasi gli strappo
di mano documento e passaporti. Rimonto in sella ordinando
al gruppo di ripartire rapidamente mentre, in modo del tutto
autonomo, mi si alza il dito medio della mano destra in
direzione del manipolo di poliziotti. Davvero un gran bel
momento!!!
.da Kumba a Loum percorriamo un discreto tratto di
sterrato, interamente avvolti da una nuvola di polvere rossa
notevolmente alimentata dallo sfrecciare dei numerosi "taxi
brousse" un variopinto insieme di lamiere acciaccate
che trasporta uno spropositato numero di persone accalcate
all'interno con legate sul tetto sghembe montagne di merci,
a volte con sopra animali e gli immancabili caschi di banane
plantain. Considerato lo stato delle strade, dei mezzi,
la folle velocità, l'enorme sovraccarico, ci convinciamo
presto della bravura (o folle incoscienza) dei fenomenali
autisti, gran suonatori di clacson che, sorpresi e contenti
di vederci, dopo brusche sterzate, rallentano e si sbracciano
per salutare.
Sono dei simpaticoni,ma la loro deragliante allegria ci
incute più timore che divertimento.
Anche se alcune forme di forestazione le riconosciamo,l'hallea
ciliata,il khaya ivorensis,la afrormosia helata,che presto
diventeranno pavimenti e salotti pregiati nel resto del
mondo rispetto a una popolazione che in non piccola parte
usa ancora come coperta la nuda terra molte erompono come
un co ntinuo sbarco alieno di forme inaudite e dalle proporzioni
colossali spesso insonorizzate da bambini dalla giocosità
febbrile ,alcuni addormentati su foglie come fossero culle.
Il lato panico di questo viaggiare a paesaggi così
suggestivi sono gli sbalzi termici anche di venti gradi
in pochissime ore e malattie insidiose che si annidano magari
dietro il ronzìo gentile di un piccolo insetto,oncocercosi,peste,colera,ebola,leismaniosi
viscerale,paragonimiasi....la nostra unica difesa a parte
ovviamente magiare e bere solo da stando attentissimi a
tutto quello che ingerivamo sono state le giacche Brema
six days idro logo regalataci da uno sponsor da noi molte
volte benedetto come EVOLVE srl operante nella distribuzione...senza
quell'unico formidabile scudo fatto di teflon antiacqua
traspirante nylon e resine speciali non so se saremmo tornati
in perfetta forma,a parte le inevitabili sbucciature, come
per fortuna è accaduto.
........lungo
un tratto di strada sterrata che fiancheggia la giungla
e che inerpicandosi sui monti Bamboutos porta a Dschang,
un uomo munito di bandiera rossa ci ferma, la carreggiata
è chiusa da una sbarra, ci spiega che resterà
chiusa fino alle 18.00 per i lavori di ampliamento della
strada. Sono
le 13.00 siamo accaldati, impolverati, affamati e bloccati
sotto il sole su questo viottolo di campagna distante chilometri
da tutto. Inaspettatamente dopo solo due ore ci fanno passare,
mettiamo in moto e constatiamo sorpresi che in sella ai
loro motorini coreani e cinesi i motociclisti locali si
"ingaggiano" con noi. Sono agguerriti e anche
se sono in 2 (più le merci) spesso in 3 o qualcuno
è solo ma pesa almeno 130kg, sbirciano con la coda
dell'occhio le mosse degli antagonisti (che siamo noi) e
non disdegnano di tagliarci la strada, già è
molto se non mettono fuori la gamba. La competizione è
all'ultimo filo di gas, purtroppo, per loro, i nostri Ducati
superano di molto i loro Kimko in potenza, accelerazione,
tenuta e conducibilità favoriti anche dal "legittimo
numero dei passeggeri". Non c'è storia! Uno
alla volta perdiamo gli avversari che hanno lottato strenuamente
e ne usciamo vincitori! Causa la competizione, l'impegnativo
fondo stradale sabbioso e pieno di detriti, la presenza
delle enormi macchine movimento terra che lavorano numerose
lungo la strada (con licenza d'uccidere), ci perdiamo "l'imperdibile"
panorama visibile da questo passo montano ricoperto dalla
giungla tropicale camerunese
. però abbiamo
difeso l'onore del motociclismo italiano. Arriviamo a Dschang,
una caotica cittadina situata sul versante sud-est dei monti
Bamboutos a 1400 m d'altezza, quasi al tramonto. Al distributore
di benzina al centro del paese veniamo accolti neanche fossimo
i vincitori della "Paris-Dakar". Le moto sono
studiate e ammirate dalla marea di gente accorsa a vedere
e i commenti del tipo "queste Ducatì si che
sono moto altrochè i Kimkò" ci fanno
tenerezza qui avere un Kimko è già un lusso.
Ripenso all'ingaggio sulla montagna e all'accoglienza in
paese, questo è il lato degli africani che adoro,
la loro spontaneità, il conservare tutta la vita
una sorta di fanciullezza cristallina di cui noi "acculturati"
ci disfiamo presto come di una scoria ,ed è invece
un inriacquistabile diamante.
attraversiamo la "brousse" (savana) percorrendo
un massacrante tratto di sterrato che fortunatamente non
dovremo rifare a ritroso, sarebbe troppo!!! Al nostro arrivo
a Bafut, dove vorremmo visitare il palazzo del Fon (re locale),
notiamo un gran movimento di funzionari capeggiati da una
Madame dall'aria scostante che ci insospettisce. Ci lasciano
ad aspettare sotto il sole e dopo lungo confabulare ci chiedono
l'equivalente di 38 euro per una visita normalmente gratuita,
si lascia una mancia o si porta una bottiglia di whiskies
per cortesia. Non praticano sconti per comitive (siamo in
10) attuano un "ladrocinio" (lo stipendio di un
operaio è di 32/35 euro mensili). Non vogliamo sottostare
e, offesi, ce ne andiamo.
lasciata Bafut vediamo in lontananza una gran folla,
spinti dalla curiosità rallentiamo e, che colpo di
fortuna! Si sta celebrando un "funeral" una importantissima
cerimonia commemorativa. Il "celebrato" è
mancato nel 1918 e oggi che i parenti hanno denaro sufficiente
a dare una grande festa, si onora l'antenato e al contempo
si aumenta il prestigio sociale della famiglia. Ci sono
i più importanti capi locali, convenuti da tutto
il circondario, indossano i loro abiti tribali più
belli, sono armati di fucili tradizionali (non lesinando
le cartucce sparano sovente in aria), bevono nei bellissimi
corni di bue riccamente intagliati una bevanda ricavata
dalla fermentazione del Jakfruit che, pur non avendo il
gusto alcolico della nostra grappa, ne eguaglia la potenza
(garantisco avendolo assaggiato in altro contesto) e, a
onor del vero, di sobri, all'interno della festa ne vediamo
ben pochi. I presenti si uniscono a turno ai vari "corpi
di ballo" formati da gruppetti di donne di tutte le
età che abbigliate allo stesso modo danzano in cerchio
cantando a squarciagola accompagnate da alcuni arcaici strumenti
musicali e tenendo a turno ben in mostra la foto del celebrato
(vero cimelio d'antiquariato). Dapprima sorpresa, poi ilarità
generale e grande consenso ottiene Daniele quando "tout
a coup" si getta nella mischia e danza con le donne.
E' fatta li abbiamo conquistati! Ci invitano dentro casa,
ci presentano alle massime autorità, vogliono farsi
fotografare con noi e
ci offrono l'infernale succo
del Jakfruit. Guardando la caraffa e pensando alle modalità
igienico-sanitarie di preparazione rivedo l'intero "Prontuario
medico per il Viaggiatore" e mi blocco. Secondo l'etica
sarebbe gravissimo rifiutare, ma lo è anche rischiare,
il momento è grave ma, fortuna vuole, che arrivi
un "parente importante" che apostrofa come incompetenti
i generosi mescitori, toglie di mezzo la caraffa equivoca
mettendoci in mano bibite stappate di fronte a noi e immacolati
bicchieri usa e getta. Abbiamo salvato la faccia. Riprendiamo
la strada consapevoli che, essere "piombati dentro"
ad un "funeral" che è uno dei più
importanti riti tribali del Camerun, accolti dai festeggianti
come vecchi amici, è stata davvero una chance che
ci ripaga alla grande della mancata visita a Bafut.
diretti a Kumbo oggi affronteremo la mitica "Ring
Road" scortati dal capitano Amidou mandato dall'amico
Generale, sarà il nostro angelo custode, con Kalashnikov
dal colpo in canna, ci seguirà sul furgone per proteggerci
dai "couper de route" (tagliatori di strada) feroci
banditi che sbarrano con alberi e rami la strada per costringere
i malcapitati a fermarsi e mettere in atto rapine, spesso
col morto. Stentavamo a credere alle nostre orecchie quando
il capitano ci ha tenuto un breefing spiegandoci le modalità
da attuare in caso di attacco. Con la massima naturalezza,
ci ha chiesto di gettarci a terra e toglierci dalla traiettoria
di tiro udito il primo sparo poiché, solo quello
sarebbe stato a vuoto, i successivi sarebbero stati sparati
con l'intenzione di colpire e uccidere chi gli si parava
dinnanzi
in questo caso la sconsiderata carovana
degli amici dello scrambler, bianchi che vengono da lontano,quindi
nel feroce codice penale di alcuni camerunensi(eccezioni
per fortuna)doppiamente colpevoli.
Vabbene che viaggiare come facciamo noi è anzitutto
NON illudersi di poter gestire l'imprevedibile,ma ci affascinava
l'avventura non ........la guerriglia, decidiamo che è
l'ora del ritorno.
spedite le moto dall'Italia con un container allo stesso
modo, le rimpatrieremo. Pianificando il viaggio, per quantificare
i costi, abbiamo sollecitato numerose volte un preventivo
per la spedizione di rientro alla società camerunese
CAMSHIP. Dopo molta insistenza abbiamo ottenuto un preventivo
di circa 600 euro giudicato normale. Rimanevano scoperte
le pratiche di transit (sdoganamento delle moto) e il posizionamento
del container all'arrivo in Camerun e alla partenza. Non
abbiamo mai ottenuto un preventivo ma neppure la quantificazione
approssimativa dell'importo che noi ci sentimmo di preventivare
verosimilmente sui 300/400 euro. Finito il tour carichiamo
il container che, con gran sollievo, viene sigillato di
fronte a noi e cerchiamo di pagare il nostro conto alla
CAMSHIP ma loro tergiversano. Si fanno lasciare un acconto
e ci fanno ripartire dicendoci di stare tranquilli
e
lo stiamo fino a che non ci arriva una fattura via fax che
ci sbigottisce. Ci hanno chiesto 3.200 euro. Siccome sgomenti,
non siamo veloci nel fare il bonifico, si susseguono due
fax dal contenuto intimidatorio che ci annunciano che: o
paghiamo immediatamente o il container non partirà
mai. Che fare? Con tutti i sintomi dell'ulcera andiamo in
banca e facciamo il bonifico.
dimenticavo, il manager della CAMSHIP è un
"bianco", un belga che ha lavorato per 10 anni
in Italia e che con noi ha avuto un atteggiamento del tutto
amichevole all'inizio,salvo dell'Italia aver"importato"il
lato
peggiore.
Viaggiando
on the road ci siamo trovati nelle situazioni più
diverse purtroppo alcune davvero spiacevoli, ci siamo sentiti
ostacolati, taglieggiati, estorti, non dobbiamo dimenticare
che questa gente vede lo straniero e ancor meglio il "turista
di passaggio" come una rara opportunità di guadagno
e mette in atto tutte le strategie possibili per cogliere
l'occasione di lucrare, e lo posso capire quando si tratta
di gente veramente povera, ma non sono mai state le persone
più umili a comportarsi in modo abbietto con noi.
Fortunatamente, più spesso abbiamo avuto l'impagabile
occasione di conoscere gente meravigliosa come il Fon (re
locale) di Mbot sui Grassfields (altipiani nord-occidentali)
che ci ha accolti in casa entusiasmandosi nel sentirci parlare
dell'Italia e al dono di 4 adesivi del nostro moto club,che
rimirava estasiato tra le mani come fossero lingotti d'oro
puro.
La
nostra mappa rievocativa si è appuntata soprattutto
sui lati a volte spiacevoli del viaggio,ma di gran
parte dei camerunensi abbiamo solo un ricordo meraviglioso,
pronti a sciamare dalle loro povere capanne per offrirci
ombra e riparo....per dirci quanto fossimo importanti per
loro.
Come
saranno sempre preziosi e insostituibili per noi.
OMBRETTA TAGLIAFERRI.
Club
Ufficiale Ducati Amici dello Scrambler
info@ducatiscrambler.com
V.le Pascoli 109 47900 RIMINI
tel/fax 0541.382937.
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